Herpes zoster

L’Herpes zoster, meglio noto come “fuoco di Sant’Antonio” o “sfogo di Sant’Antonio”, è una patologia virale che, al pari dell’herpes simplex, una volta contratta mediante il contatto con la pelle di un soggetto malato, di solito, resta latente per lungo tempo, anche per tutta la vita, senza che la persona colpita abbia modo di rendersene conto. Precursore del virus in esame è la varicella: quest’ultima patologia, tipica dell’età scolare, tende a far annidare il virus lungo le terminazioni nervose del cervello e della spina dorsale, ove, come accennato, è in grado di restare silente, ma potenzialmente pronto ad attivarsi, anche per tutta la vita. L’Herpes diventa sintomatico (e solo in questi momenti è detto propriamente Herpes zoster) attraverso la formazione di piaghe, vesciche e pustole, di regola, in presenza di un fattore scatenante, come lo stress, l’affaticamento, l’esposizione a intensi raggi solari o la convalescenza da malattie che hanno abbassato la risposta immunitaria e reso il fisico più esposto ad attacchi esterni. Il periodo della senilità è quello in cui la debolezza riesce con maggiore frequenza a prendere il sopravvento e, in questa fascia d’età, non è raro che, anche dopo il venir meno dei dolori e la caduta delle croste, si abbiano, anche per lungo tempo, nevralgie, torpore, prurito e ipersensibilità nei pressi della zona colpita. Caratteristica dell’infezione è la formazione di pustole a grappolo, che in genere si accumulano lungo il torace o sull’addome ma che, nei casi più gravi, interessano il viso, con gravi rischi per gli organi della vista. Oltre alle vesciche, che tendono a seccarsi nell’arco di un paio di settimane (soprattutto se si assumono gli opportuni medicinali, come le pomate ad azione antivirale), il sintomo tipico dell’herpes zoster è un senso di affaticamento e un dolore molto intenso causato dall’infezione di uno o più nervi, generalmente quelli lungo la spina dorsale. Il fastidio acuto, solitamente, si irradia da un lato del corpo verso gli arti e, in alcuni casi, giunge fino al viso, diminuendo la sua intensità, di regola, dopo dieci-quindici giorni, ma con notevole variabilità della durata a seconda della gravità.


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