SALUTE DELLE OSSA: SCOPERTI NUOVI MECCANISMI CHE LE PROTEGGONO DALLE MALATTIE
01 feb. (Valentina Coppola)
Un recente studio condotto dall'Università de L'Aquila e dall'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, ha portato i ricercatori a comprendere meglio i meccanismi alla base del funzionamento delle ossa. Dallo studio, pubblicato sulla rivista di settore Nature Comminications, si apprende l'esistenza di particolari meccanismi volti alla regolazione del metabolismo delle cellule che compongono le ossa. Obiettivo principale della ricerca svolta, infatti, è stato proprio quello di studiare il lavoro di coordinamento caratteristico di alcuni fattori presenti nelle cellule ossee, finalizzato al corretto funzionamento dell'osso sano e ai meccanismi di alterazione degli stessi fattori provocati dalla presenza di patologie ossee. I risultati della ricerca sono stati diffusi in un comunicato stampa dal Bambin Gesù di Roma che dà voce ai ricercatori coinvolti che spiegano i punti chiave della loro scoperta. Anna Maria Teti, coordinatrice della ricerca, sottolinea come i risultati raggiunti siano il frutto di anni di ricerca: “Da molti anni, in collaborazione con il Prof. Fabrizio De Benedetti, Responsabile della Reumatologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, studiamo il ruolo svolto da una molecola nota come IL-6 nelle malattie infiammatorie dei bambini, le quali purtroppo riducono la loro crescita e li predispongono allo sviluppo di osteoporosi in età precoce. In questo studio”, continua la dottoressa Teti, “abbiamo dimostrato che l’IL-6 non lavora da sola, ma lo fa insieme ad una molecola importante per la funzione delle cellule ossee che si chiama c-Src, e lo fa in modo molto complesso, con l’intervento di almeno un’altra molecola nota come IGFBP5”. Barbara Peruzzi, invece, spiega la differenza riscontrata tra il funzionamento delle ossa sane e quelle caratterizzate dalla presenza di disfunzioni: “In condizioni normali le nostre ossa sono sottoposte a due eventi contrapposti: la distruzione del tessuto vecchio, mediata da cellule chiamate osteoclasti, e la formazione di nuovo tessuto, causata invece dagli osteoblasti. Nelle persone sane fra questi due eventi c’è un equilibrio perfetto, mentre il nostro studio ha evidenziato che in presenza di elevati livelli di IL-6, tramite le alterazioni di c-Src e di IGFBP5, le ossa di animali da esperimento vanno incontro ad osteoporosi”. La validità e l'importanza della ricerca condotta dagli studiosi italiani è stata riconosciuta a livello internazionale e aprirà sicuramente la strada a nuovi interessanti progetti di studio volti ad approfondire i possibili aspetti terapeutici. |
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