La lussazione consiste in uno slittamento duraturo delle superfici articolari l'una rispetto all'altra; se lo spostamento è totale, avremo lussazione c.d. “completa”, mentre, qualora permanga un contatto parziale tra le due superfici, si parla di “sublussazione” (o “lussazione incompleta”). Quanto alle cause, in molti casi la patologia di cui trattasi ha origine da un evento traumatico talmente potente da muovere le estremità delle ossa. Si distingue, in proposito, tra lussazioni recenti, generate da un solo colpo di notevole intensità, che generalmente richiedono un’immediata operazione chirurgica e lussazioni recidivanti, che, pur apparendo quale conseguenza di traumi di lieve entità, in realtà vanno a incidere su un’articolazione, specie quella della spalla, che è stata colpita in precedenza da episodi similari.
Altra causa piuttosto diffusa è una malformazione congenita delle estremità ossee; particolarmente diffusa tra le bambine è la lussazione dell’anca, solitamente risolvibile tramite un divaricatore gessato. Si parla, infine, di lussazione patologica, quando la malattia dipende dalla presenza di lesioni capsulo-ligamentose.
A livello statistico, la più frequente delle lussazioni traumatiche è quella che interessa la spalla e, in particolare, quella detta “antero-interna”. La caduta tipica in grado di cagionarla è quella che vede il paziente appoggiare il peso sulla mano mediante una abduzione e rotazione esterna del braccio. La lussazione, oltre che dagli esami ortopedici opportuni (tra cui la palpazione nei pressi dell’ascella), sarà evidenziata da un forte dolore alla spalla e una flessione del braccio talmente pronunciata da rendere impossibile al paziente avvicinare il gomito al corpo.
Se non sono state riscontrate lesioni alle ossa, le lussazioni antero-interne sono corrette, in genere, con un immediato intervento chirurgico, compiuto in anestesia generale. Solo successivamente sarà utilizzata, solitamente per quindici-venti giorni, una gessatura che renda impossibile il movimento di allontanamento del gomito dal busto. Risulterà assai utile, infine, la riabilitazione, che consisterà in movimenti guidati da compiere, dopo un paio di settimane, con regolarità e costanza.