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ipertrofia prostatica







ipertrofia prostatica

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di Nicolina Leone  -  Fra le patologie legate alla prostata, l’ipertrofia o iperplasia è fra le più comuni e ricorrenti.

Trattasi di una forma tumorale benigna dovuta all’aumento di cellule che compongono la prostata.

Ingrossandosi, la prostata preme sulla vescica e di conseguenza sul canale uretrale, che parte, appunto, dalla vescica, attraversa il pene e ha il compito di espellere all’esterno l’urina.

Questo processo inizia dalla nascita e prosegue per tutta la vita, quindi si deduce che questa ghiandola così piccola è sottoposta ad un lavoro continuo, ma come tutti gli organi anch’essa risente del passare del tempo e lentamente inizia il processo di usura.

E’ da notare che fino a qualche decennio fa, i problemi legati alla prostata iniziavano intorno ai 45/50 anni, negli ultimi anni invece si riscontra un notevole aumento della patologia già da 30 anni in poi. Stranamente le ricerche in merito, escludono come cause concorrenti, lo stato sociale, il tipo di alimentazione, abuso di alcool, fumo, malattie, quali, diabete, cirrosi e cardiovascolari. 

Altrettanto strano è il riscontro di alcune di queste patologie nei soggetti che presentano iperplasia prostatica!

Nei giovani si rileva spesso un aumento significativo di ormoni sessuali i quali concorrono a provocare l’iperplasia, negli anziani invece è un fattore fisiologico dovuto all’età che si accentua con la sedentarietà o la necessità di stare a letto.

Vi è un altro fattore importante, l’ereditarietà, è dimostrato che la patologia colpisce maggiormente chi ha consanguinei che ne soffrono o ne hanno sofferto.

Il primo sintomo che si manifesta è una diminuzione del getto urinario e della quantità, seguito da stimolo impellente di urinare ma con scarsi risultati, nicturia ( bisogno di minzionare durante la notte ), ritenzione urinaria e minzione intermittente, tutti questi fattori provocano un ristagno di liquidi nella vescica con conseguente infezione urinaria ( che tratteremo più approfonditamente).

Di fronte ai primi sintomi è opportuno rivolgersi subito al proprio medico di fiducia, il quale prescriverà i primi esami di laboratorio da fare per portarli all’urologo.

Egli, a sua volta per prima cosa verificherà attraverso introspezione rettale l’entità dell’ingrossamento prostatico e per escludere la possibilità del carcinoma prostatico prescriverà altre indagini specifiche.

Nel complesso gli esami da eseguire sono:

PSA ( antigene prostatico specifico )

Esami dell’urina con particolare attenzione alla conta di leucociti

Esami del sangue

Urino cultura

Ecografia di superficie

Ecografia Urologica

In seguito deciderà come intervenire a livello terapeutico, per prima cosa, però, se il ristagno di urina è consistente bisognerà svuotare la vescica tramite catetere, poi dopo attenta valutazione dei parametri forniti dalle indagini si pongono due opzioni, l’intervento chirurgico o la terapia orale.

Oralmente la prescrizione consiste in farmaci antiprostatici e alfa-bloccanti

L’intervento si esegue solo nel caso di iperplasia grave, con metodo endoscopico che prevede diversi tipi azioni:

Resezione della prostata per diminuirne il volume ( con sonda a cui è applicato uno strumento chiamato resettore )

Incisione della prostata per allargare la parte ostruita ( resettore )

Incisione transuretrale con laser e fotocoagulazione indicati per i pazienti che hanno problemi di coagulazione.

 

 

Informazioni Utili

Antiprostatici ( finasteride, dutasteride, hanno il compito di annullare gli effetti degli ormoni maschili sulla prostata )

Alfa - bloccanti ( terazosina e tamsulosina, in grado di rilassare i muscoli della vescica e della prostata, facilitando il passaggio dell'urina)

Ecografia Urologica una sonda ecografica trans rettale di forma cilindrica e ricoperta da un guanto lubrificato viene introdotta nel retto. Il giorno prima dell’ecografia viene prescritta una terapia antibiotica ( fluorochinolonico e metronidazolo) per prevenire infezioni, da continuare per 2 o 3 giorni dopo l’esame. E’ anche consigliato un clistere per pulire il retto. Prima di eseguire l’esame il paziente dovrebbe bere almeno un litro d’acqua, poiché se la vescica è piena migliora la visualizzazione della ghiandola prostatica. 
























































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