La salute in pillole

Raffreddore

IL RAFFREDDORE

Il raffreddore è una patologia di modesta pericolosità che interessa le prime vie respiratorie (in particolare il naso e la gola) e che è originata generalmente da un’infezione di tipo virale. E’ per questo motivo che è assolutamente sconsigliata l’assunzione di antibiotici, a meno che non siano intervenute delle complicazioni.

Tra quest’ultime ricordiamo la sinusite (caratterizzata da persistente produzione di muco giallo e denso, nonché da fastidio intenso che segue a una leggera pressione nella zona circostante il naso o sulla fronte), la bronchite, la polmonite o vari tipi di sovrainfezione di carattere batterico, facilitate dalla temporanea diminuzione di funzionalità del sistema immunitario.

Sono state individuate diverse famiglie di virus in grado di provocare il raffreddore, tra cui quelle degli adenovirus, dei vari virus respiratori e, soprattutto, dei rhinovirus: i virus in questione, così, arrivano a oltre duecentocinquanta, differenziandosi tra loro per specie, struttura e/o modalità di replicazione. Data la vastità degli agenti patogeni capaci di scatenare questo disturbo è praticamente impossibile, almeno allo stato attuale delle conoscenze, evitare di contrarre il raffreddore tramite un vaccino che renda immuni da ogni tipo di attacco virale.

 

IL RAFFREDDORE E IL FREDDO

 

Come si evince dallo stesso nome, il raffreddore è una delle malattie che, come l’influenza, è favorita dai climi rigidi. In realtà non è che il freddo renda più aggressivo il virus in questione, bensì, piuttosto, impedisce al nostro organismo di difendersi adeguatamente. Le cellule delle narici e delle alte vie aeree sono tappezzate, lungo la loro superficie interna, da peluria e da una sorta di ciglia, il cui compito principale è quello di filtrare l’aria e garantire il mantenimento di una quantità di muco che sia quella necessaria e sufficiente a regolare il livello ottimale di umidità e gli equilibri termici della zona interessata. Ebbene, quando l’aria è troppo fredda e non si usa l’accortezza di respirare attraverso una sciarpa (ottimo mezzo per riscaldare un po’ l’aria stessa, prima di introdurla attraverso narici e bocca), le ciglia di cui sopra non riescono a muoversi come dovrebbero e si determina un ristagno di muco: si creano, in tal modo, le condizioni ideali per subire l’attacco di uno dei numerosissimi virus del raffreddore.

Prima di concludere l’approfondimento relativo all’incidenza del freddo sulla patologia in esame, è da rilevare la frequenza crescente con cui ci si ammala nel periodo estivo. La principale ragione di tale tendenza (com’è facile intuire, spesso per esperienza personale) è la famigerata aria condizionata. Se sono sicuramente salutari un’equilibrata refrigerazione e la deumidificazione dell’aria, specie nelle torride giornate che si stanno susseguendo in questi ultimi anni nel periodo estivo, è altrettanto nociva l’esposizione del nostro corpo a bruschi sbalzi di temperatura. Quando all’esterno imperversa un’afa notevole e si entra in ambienti in cui l’impianto di condizionamento è impostato a livelli esagerati, infatti, l’organismo umano può subire una sorta di shock, anche peggiore di quello che si ha d’inverno quando si esce all’aperto: si creano, così, le condizioni ideali per raffreddori, ma anche per bronchiti e perfino per polmoniti, i quali, peraltro, possono risultare particolarmente persistenti.

 

PRINCIPALI SINTOMI DEL RAFFREDDORE

 

Il raffreddore si manifesta attraverso vari sintomi, i quali rappresentano la risposta di difesa dell’organismo e, soprattutto, della mucosa nasale, rispetto all’aggressione da parte di germi o di altre sostanze potenzialmente nocive o irritanti. I principali segni della comparsa di un raffreddore sono la sensazione di “chiusura” del naso, dal quale tende a gocciolare una sovrapproduzione mucosa, dall’aspetto che, da chiaro e acquoso, diventa via via, nel corso di alcune ore o pochi giorni, più denso e di colore giallastro. La formazione del muco in eccesso è una delle reazioni tipiche che accompagnano il raffreddore: l’infiammazione, infatti, determina una dilatazione dei vasi sanguigni della mucosa nasale, verso la quale, come conseguenza, l’organismo tende a convogliare un surplus di liquidi.

La respirazione è resa difficoltosa, oltre che dalle manifestazioni appena descritte, anche dal ripetersi di starnuti, tanto che le narici e la zona circostante assumono un colore rossastro e possono perfino nascere piccole ferite o tumefazioni, specie se lo sfregamento con fazzoletti è continuo. A complicare la serie dei disturbi intervengono, a volte, anche colpi di tosse, raucedine e inturgidimento dei linfonodi del collo, con connesso bruciore all’altezza delle tonsille e della gola più in generale. Anche a causa della fatica nella riossigenazione dei tessuti, solitamente si avverte una sensazione di stanchezza, letargia, apatia e “pesantezza di testa”. Non di rado, poi, si denota un leggero rialzo febbrile, un arrossamento e una lieve lacrimazione degli occhi, nonché un senso di gonfiore nei pressi delle orecchie.

 

DIFFERENZE RISPETTO ALL’INFLUENZA


Molti dei sintomi appena visti sono comuni anche a un’altra malattia virale, l’influenza; per quest’ultima, tuttavia, il discorso è diverso: innanzitutto l’influenza è provocata da virus che, di anno in anno e con nomi coniati quasi sempre tenendo conto della regione geografica di provenienza (nota è rimasta quella di alcuni anni fa, detta “la cinese”), gli scienziati cercano di combattere con vaccini ad hoc. L’influenza, inoltre, interessa in maniera più preoccupante un tratto respiratorio che spesso si estende oltre le primissime vie aeree, ed è caratterizzata dall'insorgenza di ulteriori sintomi, come un rialzo febbrile anche molto sostenuto, brividi di freddo, dolori alle ossa e ai muscoli, nonché, a seconda del tipi di virus stagionale, anche vomito, nausea, diarrea, intenso mal di testa o altro.

 

MODALITA’ DI CONTAGIO

 

In effetti il raffreddore è una delle poche infezioni che pressoché tutti, in maniera più o meno frequente, hanno avuto o avranno occasione nella vita di sperimentare diverse volte: è stato calcolato che in Italia un soggetto adulto viene colpito da raffreddore circa tre volte all’anno, mentre nei bambini e nei ragazzi tale media è pari a oltre il triplo. Tale differenza è dovuta al fatto che con il passare degli anni aumentano le probabilità di aver sviluppato un’immunità, magari parziale, a quel tipo di virus.

I giovani in età scolare, inoltre, contraggono in misura assai più elevata le tipiche malattie contagiose esantematiche, come il morbillo, la rosolia, la parotite etc …; ebbene, lo stato di convalescenza da altre patologie, così come, più in generale, una maggiore fragilità dell’organismo sono condizioni ideali per essere colpiti dal virus del raffreddore.

Un altro fattore predisponente al contagio è la frequentazione di luoghi affollati o, comunque, in cui è ovvero è stato presente un soggetto ammalato. Il raffreddore, infatti, si può trasmettere sia tramite contatto che tramite inalazione dell’aria. Mentre sotto quest’ultimo profilo, fortunatamente, il virus in questione è quasi sempre molto fragile (anche se ambienti umidi come piscine, saune, discoteche e locali poco areati favoriscono un prolungamento della vita del rhinovirus), il metodo più comune per contrarre la malattia è avere un contatto o con un soggetto che ne è affetto oppure con un oggetto che è stato toccato da costui, di regola fino a circa tre ore prima, come le maniglie delle porte, il denaro, le tastiere di computers etc….

In merito al contatto diretto, i veicoli più temibili sono, oltre a una vicinanza con il viso del malato, specie se sta parlando o respirando affannosamente (e, quindi, emettendo vapori e goccioline di saliva), la stretta di mano e, ancor di più, la permanenza nel raggio di azione di uno starnuto: non è facile schivare questo vero e proprio “getto di virus” che invade l’ambiente a una velocità che si aggira intorno ai centosettanta chilometri orari! Ma c’è di più: è facile che, pur evitando luoghi affollati e le predette “situazioni di rischio”, il raffreddore abbia ugualmente la meglio sul nostro fisico: potrebbe essere, infatti, che un soggetto a noi vicino, pur avendo superato con successo il tentativo del virus di attaccare le sue cellule, sia, per così dire, “portatore sano”. Tanto premesso, nonostante sia utile seguire gli accorgimenti del caso, come lavare spesso le mani, toccare solo con fazzoletti o salviette maniglie di porte o manopole di lavandini situate nei bagni pubblici (specie se di scarse condizioni igieniche), è impossibile essere sicuri di scamparsela dal virus (o, meglio, dai virus) del raffreddore: per fortuna si tratta di una malattia che, pur essendo molto fastidiosa, non lascia quasi mai delle tracce e viene superata solitamente in pochi giorni. E’ da rilevare, comunque, che alcuni sintomi, come mal di gola, fiacca e altri, a volte si protraggono per un periodo che, in certi casi e soprattutto nei bambini, supera la settimana.

Come curare il raffreddore »»

 



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