La salute in pillole

SPARX, UN VIDEOGAME CONTRO LA DEPRESSIONE

   
diventa fan
27 apr. (Nicolina Leone)
di Nicolina Leone Finalmente, pare che anche la tecnologia abbia deciso di dare una mano alla scienza nell’ambito delle cure alternative contro la depressione e l'ansia. Invece delle solite, applicazioni per Iphone, questa volta, le menti brillanti, preposte alla realizzazione di videogame hanno deciso di creare un nuovo gioco veramente speciale.

Sparx, è rivolto ad un pubblico prettamente giovane, è ancora allo stato sperimentale in un laboratorio della Nuova Zelanda ed ha uno scopo lodevole di cui dobbiamo dare atto ai produttori.

Sappiamo che sempre più spesso l’incidenza dell’ansia inizia a manifestarsi in età adolescenziale, periodo in cui il paziente si trova a confrontarsi con se stesso su argomenti e scelte che influiranno sul resto della sua vita. Ciò crea ansia e disturbi dell’umore, se aggiungiamo il fattore “crescita” biologica ed emotiva, la combinazione diventa esplosiva.

Inoltre l’adolescenza è uno dei periodi più difficili da gestire anche per i genitori, i ragazzi sono svogliati, insicuri, su di loro grava quella scelta determinante che li farà diventare degli adulti consapevoli e leali o delle persone allo sbando vittime di una società malata.

Passano il loro tempo pensando a cosa fare, qualsiasi alternativa proposta ha più lati negativi che positivi, il loro tempo è dedicato agli amici e al gioco, un alibi aleatorio per sfuggire alle proprie responsabilità.

Gli scienziati che hanno messo a punto Sparx e lo hanno testato su 187 giovano di età compresa fra i 14 e 19 anni.

Come tutti i videogiochi, lo scopo principale è quello di affrontare una battaglia, che si sviluppa su diversi percorsi e livelli di difficoltà, e vincere.

La novità entusiasmante consiste nella natura dell’avversario da affrontare, non si tratta di guerrieri, nemici, mostri o esseri alieni, questa volta la battaglia si svolge contro le paure recondite che ogni essere umano porta con se.

Quindi, i pensieri negativi, le ansie per il futuro, il rapporto conflittuale con i genitori…

I giocatori-pazienti che hanno partecipato al primo test hanno fornito dati statici rilevanti e promettenti che aprono nuove frontiere per l’approccio terapeutico di questo metodo per il futuro.

I giovani tester hanno risposto in maniera costruttiva, l’alternarsi delle prove da superare ha innescato un sistema di pensiero produttivo e rilassato. Alla fine del gioco i pazienti hanno dimostrato di avere acquisito maggiore consapevolezza di se stessi, di sentirsi più forti e desiderosi di risolvere i loro disturbi.

Sparx non è il solito giochino per tenere i figli tranquilli davanti alla consolle, ma una vera e propria terapia, sicuramente non sostituisce l’approccio psicologico tradizionale ma è un ottimo coadiuvante dello stesso.

Ci vorrà ancora qualche mese affinché Sparx arrivi sul mercato, internazionale, nell’attesa magari incominciamo a parlarne con i nostri giovani adolescenti insicuri e depressi.






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