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Protesi Peniene







Protesi Peniene

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di Nicolina Leone - Quando l’urologo propone la protesi peniena evidentemente è già stato tentato tutto il possibile per risolvere con terapia farmacologica la disfunzione erettile.

Contrariamente a ciò che si può pensare emotivamente, questa pratica è molto diffusa, la scienza in questo campo ha fatto molti progressi dal1970 a ora, e, le protesi di ultima generazione sono molto curate e di facile utilizzo.

Sostanzialmente i tipi di protesi sono due e lo scopo principale è quello di garantire l’erezione fino al compimento dell’atto sessuale.

Protesi Peniene non Idrauliche: Malleabili o Semirigide

Protesi Peniene Idrauliche: Bi/ Tricomponente

La scelta dell’una o dell’altra soluzione dipende da diversi fattori, primo fra tutto quello psicologico, poi anche la partner deve esprimere la sua opinione e convinzione e infine si devono considerare i costi.

Le protesi peniene non idrauliche, sono economiche rispetto a quelle idrauliche, con meno di 3000 euro circa si ottiene un buon risultato, poiché non hanno il sistema idraulico l’unico neo è che non è possibile tenere il pene a “riposo”, l’erezione è costante, problema facilmente risolvibile posizionando l’organo verso il basso, è consentita una buona percentuale di malleabilità, e adottando dei boxer elasticizzati che trattengano il pene nella posizione desiderata, con un normale pantalone la visibilità è completamente eliminata, chiaramente sono da evitare i jeans attillati.

Sono costituite da due piccoli cilindri, di diverse misure da valutare soggettivamente, che saranno inserite nei corpi cavernosi con un semplice intervento chirurgico e non hanno bisogno di nessun tipo di manovra esterna.

Le protesi peniene idrauliche hanno un sistema un po’ più complesso oltre ad un costo nettamente superiore che si aggira intorno ai 7000 euro.

Ciò è dovuto alla presenza di un sistema innovativo che consente di azionare, nel momento desiderato, l’erezione per poi rimettere l’organo in modalità di riposo.

Il sistema è semplice e molto simile al precedente, consiste nell’inserimento di due cilindri collegati ad una pompetta che sarà posta sotto lo scroto per facilitarne l’utilizzo.

Basterà premere più volte sulla pompetta per ottenere l’erezione, mentre per rimettere il pene in condizione di flaccidità basta schiacciare una sola volta e tutto torna al naturale.

Questa era la protesi bi componente.

La Tricomponente è accessoriata di una seconda pompetta-serbatoio che posta nell’addome permette al portatore di inviare un maggiore flusso di fluido per ottenere maggiore rigidità e aumento di volume.

E’ evidentemente la più completa e quella che offre maggiori prestazioni, ma è anche un po’ più complessa da usare, richiede molta pratica e una buona manualità, l’unico neo, in questo caso è il rischio di erezioni involontarie.

In più quelle di ultima generazione dispongono di un piccolissimo pulsante, quindi basta agire su esso per ottenere il risultato voluto, senza fare altro.

L’intervento chirurgico si esegue in anestesia locale, per le protesi non idrauliche, in anestesia generale per le altre.

Si può intervenire a livello penoscrotale, incidendo sotto il pene o a livello infrapubico, praticando l’incisione nella zona pubica superiore.

In ogni caso la preparazione pre operatoria è essenzialmente a base di antibiotici e controlli di routine, mentre dopo l’intervento oltre a continuare terapia antibiotica, il paziente dovrà osservare un mese circa di convalescenza per fare asciugare bene le incisioni e fare assestare la protesi, pertanto non è concessa alcuna attività sessuale.
























































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