Raffreddore allergico
di Barbara L.G. Sordi
Che cos'è la rinite allergica
Quello che comunemente viene chiamato raffreddore allergico si chiama in realtà rinite allergica: si tratta di un'infiammazione (il suffisso -ite indica appunto infiammazione) della mucosa del naso provocata dal contatto con sostanze verso le quali il soggetto si è sensibilizzato. Non è quindi un raffreddore, ma una patologia vera e propria, forse la più diffusa fra quelle a carico delle alte vie aeree: si stima che ne soffra circa il 20% della popolazione.
Generalmente insorge in età puberale o comunque prima dei vent'anni e tende a modificarsi nel corso della vita, con periodi in cui i disturbi si attenuano fino quasi a sparire e periodi in cui si riacutizzano. Ciò che si eredita non è la malattia in sé, ma la predisposizione a sviluppare allergie: se uno dei due genitori è allergico il rischio per il figlio è intorno al 20-30%, se lo sono entrambi sale sensibilmente.
Rinite allergica o raffreddore comune? Come distinguerli
La confusione fra le due condizioni è all'origine di molte terapie inutili. Alcuni elementi aiutano a orientarsi:
- Febbre: assente nella rinite allergica, possibile nel raffreddore comune, che è di origine virale.
- Prurito: al naso, al palato, alla gola e agli occhi, è tipico della forma allergica e quasi mai presente nel raffreddore comune.
- Starnuti: nell'allergia arrivano "a salve", cioè in serie ripetute e ravvicinate.
- Secrezione: acquosa e trasparente nella rinite allergica; nel raffreddore comune tende a diventare più densa dopo qualche giorno.
- Andamento: il raffreddore comune si risolve in circa una settimana, la rinite allergica dura quanto dura l'esposizione all'allergene e si ripresenta ogni anno nella stessa stagione, oppure compare regolarmente in un certo ambiente (la casa, l'ufficio, la presenza di un animale).
Quali sono le cause?
All'origine della rinite allergica ci sono diversi tipi di allergeni, cioè sostanze estranee all'organismo capaci di scatenare una reazione allergica. La mucosa nasale viene ogni giorno a contatto, con l'aria inspirata, con moltissime sostanze senza che accada nulla. Nel soggetto allergico, invece, il primo contatto porta alla produzione di anticorpi specifici della classe delle immunoglobuline E (IgE), che si fissano sulla superficie dei mastociti presenti nella mucosa. Ai contatti successivi l'allergene si lega a queste IgE e induce i mastociti a liberare istamina e altre sostanze infiammatorie: da qui vasodilatazione, gonfiore della mucosa, aumento delle secrezioni, prurito e starnuti.
Gli allergeni più frequentemente coinvolti sono i pollini di erbe e piante (in particolare graminacee, parietaria, betulla, olivo, cipresso), gli acari della polvere domestica, i derivati epidermici degli animali (gatto e cane in testa), le muffe e alcune sostanze di origine professionale come vernici o farine. La lista tende ad allungarsi con l'introduzione di nuovi materiali e prodotti.
Il quadro può inoltre cambiare nel tempo: chi è allergico a un solo allergene può sensibilizzarsi negli anni anche ad altri. Le forme legate ai pollini hanno carattere stagionale, perché seguono il calendario dell'impollinazione; quelle legate ad acari e animali sono invece perenni, cioè presenti tutto l'anno, spesso con riacutizzazioni.
Quali sono i sintomi?
I sintomi tipici sono l'ostruzione nasale (naso chiuso), la rinorrea acquosa (perdita di liquido chiaro dal naso), il prurito al naso e al palato e gli starnuti ripetuti. Molto spesso si associa un interessamento degli occhi, con lacrimazione, arrossamento e prurito: si parla allora di congiuntivite allergica e, quando i due quadri coesistono, di oculorinite. Non sono rari la riduzione dell'olfatto (iposmia o anosmia), il senso di testa pesante, il mal di testa, la stanchezza e i disturbi del sonno legati alla difficoltà a respirare con il naso.
La rinite allergica trascurata può inoltre favorire complicanze come sinusiti ripetute, otiti nel bambino e poliposi nasale.
Rinite allergica e asma: due facce dello stesso terreno allergico
Naso e bronchi fanno parte di un'unica via aerea e, nel soggetto predisposto, l'infiammazione allergica interessa spesso entrambi. Una quota rilevante di chi soffre di rinite allergica presenta anche asma bronchiale, e la rinite precede frequentemente la comparsa dell'asma o ne peggiora il controllo quando viene lasciata senza trattamento. Per questo, se ai disturbi nasali si associano tosse insistente, respiro sibilante, senso di costrizione al torace o affanno sotto sforzo, è opportuno parlarne con il medico: curare bene il naso è parte integrante della cura dei bronchi.
Quali sono i mezzi diagnostici?
Distinguere una rinite allergica da un comune raffreddore è di norma semplice per il medico, sulla base della storia clinica e della visita. Più impegnativo è identificare con precisione gli allergeni responsabili, passaggio indispensabile per impostare sia le misure ambientali sia l'eventuale immunoterapia.
Il test di primo livello è il prick test: si depone sulla pelle dell'avambraccio una goccia di estratto allergenico e la si attraversa con una piccola lancetta; in caso di sensibilizzazione compare in pochi minuti un pomfo pruriginoso. Le indagini possono essere completate con il dosaggio nel sangue delle IgE totali e delle IgE specifiche (RAST), con l'esame citologico del secreto nasale e, nei casi dubbi, con test di provocazione nasale eseguiti in ambiente specialistico.
Quali sono le cure?
Il trattamento si articola su tre piani, che il medico combina in base alla gravità dei disturbi.
Farmaci per il controllo dei sintomi. Gli antistaminici, per bocca o come spray nasale, agiscono soprattutto su prurito, starnuti e secrezione; i corticosteroidi per via nasale sono i farmaci più efficaci sull'infiammazione e sull'ostruzione e vanno usati con regolarità per alcune settimane, secondo l'indicazione del medico, perché il beneficio pieno non è immediato. Esistono inoltre antileucotrieni e, per gli occhi, colliri specifici. Le lavande nasali con soluzione salina sono un utile complemento, prive di controindicazioni.
Attenzione agli spray decongestionanti. Gli spray nasali vasocostrittori liberano il naso in pochi minuti e per questo vengono usati con grande facilità, ma non devono essere impiegati oltre pochi giorni consecutivi: l'uso prolungato provoca la cosiddetta congestione di rimbalzo, cioè un naso che si richiude sempre più rapidamente e che spinge a usare il prodotto sempre più spesso, fino a una vera dipendenza dallo spray (rinite medicamentosa). È uno degli errori più comuni e va evitato.
Immunoterapia specifica. Comunemente chiamata "vaccino per l'allergia", l'immunoterapia specifica consiste nella somministrazione, per via sublinguale o sottocutanea, di dosi progressive dell'allergene responsabile, allo scopo di rieducare la risposta immunitaria. È l'unico trattamento che agisce sulla causa dell'allergia e non solo sui sintomi, con un effetto che si mantiene anche dopo la sospensione. Richiede una diagnosi precisa, viene prescritta e seguita dallo specialista allergologo e va proseguita per alcuni anni. Non ha nulla a che vedere con i prodotti omeopatici o con i preparati a base di erbe talvolta proposti allo stesso scopo, per i quali non esiste una dimostrazione di efficacia.
Prevenzione e consigli pratici
La misura più efficace resta ridurre il contatto con l'allergene, anche se non sempre è possibile. Per i pollini è utile consultare i calendari pollinici locali, tenere chiuse le finestre nelle ore centrali e ventose della giornata, usare i filtri antipolline in auto, indossare occhiali da sole all'aperto e sciacquare viso e capelli rientrando a casa. Per gli acari sono indicate le fodere antiacaro per materasso e cuscino, il lavaggio della biancheria del letto ad alta temperatura, la riduzione di tappeti, moquette e peluche in camera da letto e un buon ricambio d'aria. Se l'allergene è un animale domestico, la soluzione ideale è evitarne la presenza in casa e comunque tenerlo fuori dalla camera da letto.
Chi soffre di rinite allergica ha spesso anche altre manifestazioni allergiche: può essere utile leggere le pagine dedicate alle allergie alimentari e alla dermatite allergica da contatto.
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a uno specialista.

