Distacco di retina: sintomi e cosa fare

La retina è un sottilissimo strato di tessuto nervoso sensibile alla luce che riveste la parete interna dell'occhio: raccoglie le immagini e le invia alla corteccia cerebrale attraverso il nervo ottico. Normalmente aderisce alla parete sottostante; quando questa adesione viene meno, la retina si solleva e le cellule visive, private del loro nutrimento, cominciano a soffrire. È il distacco di retina, una delle poche vere emergenze dell'oculistica.

Il punto più importante di tutta questa guida è uno solo: davanti ai sintomi di sospetto distacco serve una valutazione oculistica immediata, nel giro di ore, non di giorni. Il tempo che passa incide direttamente sulle possibilità di recuperare la vista, soprattutto quando il distacco non ha ancora raggiunto la macula, la zona centrale della retina che permette di leggere e riconoscere i volti.

I sintomi da non ignorare

Il distacco di retina non fa male: non c'è dolore, l'occhio non diventa rosso e nulla induce a pensare a un problema grave. I segnali sono invece visivi e in genere compaiono in questa sequenza:

- corpi mobili, le cosiddette mosche volanti: puntini, filamenti o una pioggia improvvisa di macchioline scure che si spostano con lo sguardo;
- lampi di luce (fotopsie), percepiti soprattutto al buio o muovendo l'occhio, come brevi flash alla periferia del campo visivo;
- un'ombra scura o una tenda che avanza dalla periferia e invade progressivamente il campo visivo;
- calo della vista, che diventa rapido e marcato quando il sollevamento raggiunge la parte centrale della retina.

Una curiosità utile a capire il fenomeno: l'ombra viene percepita nella posizione opposta rispetto alla sede reale del distacco, perché l'immagine sulla retina è capovolta. Se la tenda sembra scendere dall'alto, la retina si sta staccando nella parte inferiore, e viceversa.

Attenzione: la comparsa isolata di qualche corpo mobile è frequente e spesso dovuta al distacco posteriore del vitreo, un fenomeno legato all'invecchiamento e in sé benigno. Ma proprio quel distacco del vitreo può trascinare la retina e provocare una rottura, e non c'è modo di distinguere le due situazioni senza guardare il fondo dell'occhio. Per questo la comparsa improvvisa di corpi mobili o di lampi merita sempre un controllo con la pupilla dilatata.

I tre tipi di distacco di retina

Il tipo più frequente è il distacco regmatogeno, che nasce da una rottura o da una lacerazione della retina, spesso in una zona già assottigliata da una degenerazione periferica. Attraverso la rottura filtra il vitreo, la sostanza gelatinosa che riempie l'occhio, che si insinua sotto la retina e la scolla dall'epitelio pigmentato, il tessuto che la nutre.

Il distacco trazionale è meno comune e colpisce in particolare le persone con diabete di lunga durata: membrane di tessuto fibro-vascolare cresciute all'interno dell'occhio si contraggono ed esercitano sulla retina una trazione che finisce per sollevarla.

Nel distacco essudativo, infine, non ci sono rotture: sotto la retina si accumula liquido a causa di malattie infiammatorie come l'uveite, di tumori oculari (per esempio il melanoma della coroide) o di alterazioni vascolari. In questo caso il problema principale è la malattia che ha causato l'accumulo.

I fattori di rischio

Alcune condizioni rendono il distacco più probabile e vanno conosciute, perché giustificano controlli periodici anche in assenza di disturbi:

- miopia elevata: l'occhio miope è più lungo e la retina risulta più sottile e fragile in periferia;
- traumi del bulbo oculare o del viso, compresi quelli sportivi;
- pregressa chirurgia della cataratta o altri interventi intraoculari;
- familiarità o un distacco già avvenuto nell'altro occhio;
- età avanzata, diabete, degenerazioni periferiche della retina già note.

Chi è molto miope o ha subito un intervento agli occhi dovrebbe considerare i sintomi descritti sopra come un motivo per farsi vedere subito, senza aspettare che passino.

La diagnosi

La diagnosi si fa con l'esame del fondo oculare in midriasi, cioè dopo aver instillato colliri che dilatano la pupilla, in modo da esplorare tutta la periferia retinica e individuare eventuali rotture. Quando il vitreo è opaco, per esempio per un'emorragia, si ricorre all'ecografia oculare, mentre l'OCT serve a stabilire se la macula è ancora attaccata, informazione che pesa molto sulla prognosi visiva e sull'urgenza dell'intervento. Dopo la dilatazione la vista resta annebbiata per qualche ora: conviene farsi accompagnare e non guidare.

Le terapie

Quando esiste solo una rottura o un'area di assottigliamento, senza che la retina si sia ancora sollevata, il trattamento è ambulatoriale: la fotocoagulazione laser circonda la lesione con piccole cicatrici che la sigillano e impediscono al liquido di infiltrarsi. È una procedura rapida, che si esegue con un collirio anestetico.

Se il distacco è già avvenuto serve la chirurgia. Nel distacco regmatogeno si utilizzano il cerchiaggio o il piombaggio sclerale, che avvicinano la parete dell'occhio alla retina, oppure la vitrectomia, con cui si rimuove il vitreo e si tampona l'occhio dall'interno con gas o olio di silicone. Il distacco trazionale richiede una vitrectomia con rimozione delle membrane che tirano la retina. Il distacco essudativo, invece, non si opera: si cura la malattia che lo ha provocato.

Gli interventi si eseguono in anestesia locale o generale a seconda del caso, spesso in regime di day hospital o con un ricovero breve. Nel periodo successivo può essere richiesto di mantenere per alcuni giorni una posizione precisa della testa, perché il gas introdotto nell'occhio spinga la retina contro la parete. Chi ha un tamponamento con gas non può viaggiare in aereo né salire in alta montagna finché la bolla non si è riassorbita. Il recupero visivo è in genere buono quando l'intervento avviene prima che la macula si stacchi, mentre è più parziale e più lento negli altri casi: un altro motivo per non perdere tempo.

La prevenzione

Non esiste un modo per rendere la retina più resistente, ma esiste un modo molto efficace per evitare il distacco: individuare e trattare per tempo le rotture. Servono controlli del fondo oculare periodici per chi ha fattori di rischio, protezioni adeguate negli sport di contatto e un buon compenso metabolico nel diabete. E serve soprattutto conoscere i sintomi, perché il distacco quasi sempre si annuncia prima di manifestarsi.

Quando andare subito dall'oculista

Comparsa improvvisa di numerosi corpi mobili, lampi di luce, un'ombra o una tenda che invade il campo visivo, calo rapido della vista: in tutti questi casi la valutazione oculistica è urgente e va cercata lo stesso giorno, in pronto soccorso oculistico se non è possibile una visita immediata. Non serve dolore per avere un problema grave, e nel distacco di retina il dolore non c'è mai.

Nella stessa sezione puoi leggere anche le guide su la miopia, il glaucoma e la cataratta.

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a un oculista.

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