Miopia: cause, sintomi e correzione

Che cos'è la miopia

La miopia è il più diffuso dei difetti di rifrazione: chi ne è affetto vede bene gli oggetti vicini, ma percepisce sfocati quelli lontani. Il motivo è puramente ottico. Nell'occhio che funziona correttamente i raggi luminosi, dopo aver attraversato la cornea e il cristallino, si concentrano esattamente sulla retina. Nell'occhio miope, invece, il fuoco cade in un punto che si trova davanti alla retina, e l'immagine che raggiunge il cervello risulta poco definita: tanto meno nitida quanto più l'oggetto osservato è distante.

La miopia si misura in diottrie e si indica con un numero preceduto dal segno meno. Si parla in genere di miopia lieve fino a circa tre diottrie, moderata tra le tre e le sei, elevata oltre le sei diottrie. Quest'ultima forma, detta anche miopia patologica o degenerativa, non è soltanto una questione di lenti più spesse: comporta un rischio superiore alla media di distacco di retina, di alterazioni della macula e di glaucoma, e per questo richiede controlli oculistici regolari anche quando la vista, con gli occhiali, resta buona.

Perché l'immagine si forma davanti alla retina

Nella maggior parte dei casi la causa è la lunghezza del bulbo oculare, superiore a quella fisiologica: si parla allora di miopia assiale. Come regola indicativa, a ogni diottria di miopia corrisponde circa un terzo di millimetro di allungamento in più dell'occhio, il che spiega perché anche differenze anatomiche minime si traducano in un difetto ben percepibile. Più raramente il bulbo ha dimensioni normali, ma la cornea o il cristallino presentano una curvatura troppo accentuata e quindi un potere di convergenza eccessivo.

Nella comparsa della miopia pesa una componente ereditaria evidente: avere uno o entrambi i genitori miopi aumenta in modo significativo la probabilità di diventarlo. Accanto alla predisposizione familiare, però, contano molto anche le abitudini di vita, come dimostra con chiarezza quello che sta accadendo in età scolare.

Come si manifesta

Il sintomo tipico è la difficoltà a distinguere i dettagli lontani: i cartelli stradali, i numeri degli autobus, i volti dall'altra parte della strada, la lavagna vista dai banchi in fondo all'aula. Chi è miope tende istintivamente a socchiudere le palpebre, perché restringere la fessura palpebrale rende l'immagine momentaneamente più nitida. Sono frequenti anche il mal di testa a fine giornata e la difficoltà a guidare di sera, quando la pupilla si dilata e il difetto si accentua.

Nei bambini la miopia quasi mai viene descritta a parole: si manifesta piuttosto con il bisogno di avvicinarsi molto al televisore o al quaderno, con la testa inclinata, con una scrittura disordinata o con un calo del rendimento scolastico. È uno dei motivi per cui una prima visita oculistica in età prescolare è sempre consigliabile, anche in assenza di disturbi dichiarati dal bambino.

La miopia nei bambini e il controllo della progressione

La diffusione della miopia in età pediatrica è in forte aumento in tutto il mondo, con una crescita particolarmente rapida negli ultimi decenni: non si tratta più solo di un fastidio da correggere con un paio di occhiali, ma di un tema di salute pubblica. Due elementi emergono con chiarezza dai dati oggi disponibili. Il primo è che il tempo trascorso all'aperto ha un effetto protettivo documentato: i bambini che passano più ore alla luce naturale sviluppano la miopia con minore frequenza. Il secondo è che l'uso prolungato e ininterrotto di schermi da vicino, e più in generale l'attività ravvicinata senza pause, è associato a una progressione più rapida del difetto.

Sul piano pratico questo significa incoraggiare il gioco all'aperto ogni volta che è possibile, interrompere regolarmente lo studio o l'uso di tablet e telefono con pause in cui lo sguardo si rivolge lontano, mantenere una distanza di lettura adeguata e una buona illuminazione. Quando la miopia di un bambino aumenta rapidamente, inoltre, l'oculista può proporre strategie specifiche di controllo della progressione: esistono lenti da occhiale e lenti a contatto di disegno particolare, l'ortocheratologia notturna e colliri a base di atropina a concentrazione molto bassa. Sono scelte che vanno valutate caso per caso dallo specialista e accompagnate da controlli programmati nel tempo.

Come si corregge

La correzione più semplice resta l'occhiale con lenti negative, che spostano il fuoco all'indietro fino a farlo cadere sulla retina. Le lenti a contatto ottengono lo stesso risultato appoggiandosi direttamente sulla cornea e offrono un campo visivo più ampio, ma richiedono igiene scrupolosa e rispetto dei tempi di utilizzo. In età adulta, quando il difetto è stabile da almeno un paio d'anni, si può valutare la chirurgia refrattiva: il laser ad eccimeri rimodella il profilo corneale riducendone il potere di curvatura, mentre nelle miopie molto elevate si ricorre all'impianto di lenti all'interno dell'occhio. L'idoneità all'intervento va sempre stabilita con esami preliminari, in particolare sullo spessore e sulla regolarità della cornea.

Vale la pena sfatare una convinzione molto diffusa: gli occhiali non peggiorano la vista e non indeboliscono l'occhio. Una lente correttiva si limita a riportare l'immagine a fuoco; la miopia, quando progredisce, lo fa per conto proprio e non perché si è cominciato a portare gli occhiali. Rinunciare alla correzione, al contrario, espone a sforzo visivo e mal di testa e, nei bambini, al rischio che l'occhio non sviluppi pienamente la propria capacità visiva.

Quando rivolgersi all'oculista

Una visita oculistica è opportuna ogni volta che si nota un calo della nitidezza da lontano, e va ripetuta con regolarità nei bambini in età scolare e in chi ha una miopia elevata. Alcuni segnali, invece, impongono di farsi vedere subito da uno specialista o in un pronto soccorso oculistico: un calo improvviso della vista, il dolore oculare, la comparsa improvvisa di lampi di luce o di numerosi corpi mobili, la sensazione di un'ombra o di una tenda che copre una parte del campo visivo. Nell'occhio miope, in particolare, questi sintomi possono segnalare un distacco di retina e non vanno mai rimandati.

Sugli altri difetti della vista puoi leggere le pagine dedicate all'ipermetropia, all'astigmatismo e alla presbiopia.

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a un oculista.

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