Chi si ammala di bulimia nervosa
Aggiornato a ottobre 2026
In breve
- Non esiste un "tipo" bulimico: è una malattia, non un tratto del carattere.
- Autostima legata al peso, impulsività e ansia sono i fattori più ricorrenti.
- Esordisce di solito tra la tarda adolescenza e la prima età adulta.
- Colpisce anche uomini e adulti, spesso diagnosticati tardi.
- La vergogna fa parte del disturbo: il segreto non è sfiducia verso i familiari.
Quando serve aiuto subito
Un disturbo alimentare può mettere in pericolo la salute anche quando il peso è nella norma. Svenimenti, dolore al petto, battito irregolare, confusione, vomito con sangue, grave disidratazione o debolezza marcata richiedono una valutazione medica urgente: nei casi gravi chiama subito il 112. Anche i pensieri di farsi del male vanno presi sul serio: parlane con un medico e, se il pericolo è immediato, chiama il 112.
Non esiste il "tipo" bulimico
Nei testi più datati si trova descritto il malato di bulimia come una persona "perdente", che si arrende davanti alle difficoltà. È una descrizione che oggi va respinta, perché non è né accurata né rispettosa: la bulimia nervosa è una malattia, non un tratto del carattere, e chi ne soffre non ha nulla di fallimentare. Quello che i clinici osservano di frequente è piuttosto un'autostima molto bassa, ancorata quasi esclusivamente al peso e all'aspetto fisico, e una grande difficoltà a riconoscere e a gestire le proprie emozioni.Altri elementi che la ricerca associa a un rischio maggiore sono l'impulsività, la tendenza a reagire d'impulso agli stati emotivi spiacevoli, il perfezionismo rivolto contro se stessi, una spiccata sensibilità al giudizio altrui e la presenza di ansia o di sintomi depressivi. Sono fattori di rischio, non colpe, e moltissime persone che li presentano non svilupperanno mai un disturbo alimentare.
Età e sesso: che cosa sappiamo oggi
La bulimia nervosa esordisce in genere più tardi dell'anoressia: l'età tipica è la tarda adolescenza o la prima età adulta, anche se il disturbo può comparire prima o dopo. Le donne restano più colpite, ma la vecchia formula secondo cui riguarderebbe quasi esclusivamente il sesso femminile va corretta: gli uomini rappresentano una quota significativa dei casi, quasi certamente sottostimata, perché tendono a chiedere aiuto molto più tardi e perché medici e familiari sospettano meno il disturbo in un maschio.Altre situazioni in cui il rischio è più elevato di quanto si immagini:
- persone adulte, anche oltre i quarant'anni, in cui il disturbo può essere presente da moltissimo tempo senza essere mai stato diagnosticato;
- chi ha alle spalle diete restrittive ripetute o una lunga storia di oscillazioni di peso;
- sportivi, soprattutto in discipline in cui il peso o l'estetica sono determinanti;
- chi ha subito prese in giro sul proprio corpo, in famiglia, tra coetanei o sui social;
- persone con un familiare che ha sofferto di un disturbo alimentare, di depressione o di dipendenze.
Perché il disturbo resta nascosto
Chi soffre di bulimia conduce spesso una vita apparentemente ordinaria: lavora, studia, ha relazioni, e nel frattempo cova il proprio dolore in silenzio senza rivelare a nessuno i propri stati d'animo. Tende a chiudersi in se stesso, a evitare i pasti in compagnia con scuse plausibili, a spostare la conversazione ogni volta che si parla di cibo o di peso.Il motore di questo silenzio è la vergogna, che nella bulimia è particolarmente intensa. Gli episodi si consumano da soli, di nascosto, e non danno alcun piacere: chi li attraversa spesso non riesce nemmeno ad assaporare il cibo e ne esce con la sensazione di una sconfitta bruciante, a cui si aggiunge il malessere fisico. Da lì nasce il proposito di non farlo mai più, un proposito che il meccanismo del disturbo rende quasi impossibile mantenere e che alimenta ulteriore senso di fallimento.
Capire questo è importante per chi sta accanto a una persona malata: il segreto fa parte della malattia, non è una mancanza di fiducia nei confronti dei familiari. E il fatto che il peso resti normale, come accade nella maggior parte dei casi, toglie l'unico segnale che le persone intorno sarebbero pronte a cogliere.
Dove chiedere aiuto
Che tu stia leggendo per te o per qualcun altro, non serve avere certezze per fare il primo passo. Il medico di famiglia può valutare la situazione e indirizzare a un centro specialistico per i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, dove il disturbo viene affrontato da un'équipe. Se preferisci cominciare senza dire chi sei, il numero verde nazionale SOS Disturbi Alimentari, 800 180 969 è gratuito e anonimo e fornisce anche l'elenco dei servizi più vicini. Nessuno ti giudicherà: chi lavora in questi centri sa perfettamente che la vergogna è un sintomo, non una colpa.Continua: Le cause della bulimia »
Guide correlate
Fonti
- NICE - National Institute for Health and Care Excellence, Eating disorders: recognition and treatment (NG69), linea guida del 2017 aggiornata nel 2020 (consultato a ottobre 2026).
- Ministero della Salute, Linee di indirizzo nazionali per la riabilitazione nutrizionale nei disturbi dell'alimentazione, Quaderni del Ministero della Salute n. 29, settembre 2017 (consultato a ottobre 2026).
- Istituto superiore di sanità, Piattaforma disturbi alimentari: mappa dei centri di cura e delle associazioni (consultato a ottobre 2026).
Le altre pagine di questa serie:
I disturbi dell'alimentazione · Chi si ammala di anoressia · Le cause dell'anoressia · Come riconoscere l'anoressia · Le terapie psicologiche · I farmaci nell'anoressia · La prognosi dell'anoressia · La bulimia · Chi si ammala di bulimia · Le cause della bulimia · I sintomi della bulimia · Come curare la bulimia
I disturbi dell'alimentazione · Chi si ammala di anoressia · Le cause dell'anoressia · Come riconoscere l'anoressia · Le terapie psicologiche · I farmaci nell'anoressia · La prognosi dell'anoressia · La bulimia · Chi si ammala di bulimia · Le cause della bulimia · I sintomi della bulimia · Come curare la bulimia
Hai bisogno di aiuto?
Numero verde nazionale SOS Disturbi Alimentari: 800 180 969, gratuito e anonimo.
Trova un centro di cura vicino a te (mappa dell'Istituto superiore di sanità).
In caso di urgenza chiama il 112.
Numero verde nazionale SOS Disturbi Alimentari: 800 180 969, gratuito e anonimo.
Trova un centro di cura vicino a te (mappa dell'Istituto superiore di sanità).
In caso di urgenza chiama il 112.