La bulimia nervosa: che cos'e e come si manifesta

La bulimia nervosa è, insieme all'anoressia, uno dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione più gravi e più diffusi. Se la manifestazione tipica dell'anoressia è la restrizione dell'alimentazione, chi soffre di bulimia attraversa episodi ricorrenti in cui mangia in modo che sente come incontrollabile, seguiti da comportamenti messi in atto nel tentativo di compensarli. È un disturbo che si nasconde molto bene, che raramente si vede dall'aspetto e che per questo può durare anni prima di essere riconosciuto.

Che cosa si intende per abbuffata

La parola può trarre in inganno, perché nel linguaggio comune indica semplicemente una mangiata abbondante. In medicina l'abbuffata è qualcosa di diverso e ha due caratteristiche precise: si consuma una quantità di cibo oggettivamente grande in un tempo circoscritto, e soprattutto lo si fa con una sensazione di perdita del controllo, come se non fosse possibile fermarsi o scegliere che cosa e quanto mangiare.

È questo secondo elemento a fare la differenza. Mangiare troppo a un pranzo di nozze, fino a stare male, capita a chiunque e non è un disturbo: lì c'è un'occasione, c'è il piacere della tavola, c'è la compagnia. L'abbuffata patologica invece avviene di nascosto, non per il gusto del cibo, spesso senza neppure rendersi conto di che cosa si stia mangiando, e lascia dietro di sé vergogna profonda, disgusto verso di sé e un crollo dell'autostima. Si diventa a rischio di bulimia quando episodi di questo tipo cominciano a ripetersi con regolarità.

Il circolo vizioso

Dopo l'abbuffata arrivano quasi sempre il senso di colpa, il rifiuto del proprio corpo e un timore intenso di ingrassare. Nella bulimia nervosa a questo punto subentrano le cosiddette condotte compensatorie: comportamenti diversi tra loro, che possono comprendere l'eliminazione forzata di quanto si è mangiato, il digiuno prolungato, l'uso improprio di farmaci o un'attività fisica sproporzionata e imposta a se stessi. Sono comportamenti pericolosi per la salute e, cosa che chi soffre di bulimia in genere ignora, sono anche largamente inefficaci rispetto allo scopo che si prefiggono.

Il punto cruciale è che questi comportamenti non risolvono nulla: alleviano per qualche minuto l'angoscia e nel frattempo preparano l'episodio successivo, perché la restrizione e il digiuno che seguono aumentano la probabilità di una nuova abbuffata. È un meccanismo che si autoalimenta e che si spezza con una cura, non con la determinazione. Chi vi si trova dentro non è debole né privo di carattere: è una persona malata, prigioniera di un circuito che la medicina conosce bene e sa affrontare.

Un disturbo che non si vede

Contrariamente a quanto molti pensano, nella bulimia nervosa il peso corporeo è di solito normale, a volte leggermente superiore o inferiore alla media. Questa è la ragione principale per cui il disturbo passa inosservato tanto a lungo, anche in famiglia: manca il segnale che tutti si aspettano, cioè il dimagrimento vistoso.

Non significa che sia meno serio. Gli episodi ripetuti e le condotte compensatorie possono provocare squilibri dei sali nel sangue, con conseguenze anche sul cuore, oltre a danni ai denti e all'apparato digerente. Ne parliamo più diffusamente nella pagina sui sintomi della bulimia.

Il confine con l'anoressia e con il binge eating

La linea che separa i vari disturbi alimentari è meno netta di quanto suggeriscano i manuali. Anche nell'anoressia nervosa esiste una forma con condotte di eliminazione, e nel corso del tempo una persona può passare da un quadro all'altro. Questo non vuol dire che la cura sia fallita: vuol dire che il disturbo, non la persona, ha cambiato aspetto.

Va poi ricordato il disturbo da alimentazione incontrollata, o binge eating, in cui le abbuffate sono presenti ma non seguite da condotte compensatorie. È oggi il disturbo alimentare più frequente in assoluto, colpisce spesso persone adulte e un numero rilevante di uomini, e si accompagna con maggiore frequenza a un aumento di peso. Anch'esso è una malattia, non una questione di golosità, e anch'esso si cura.

Dove chiedere aiuto

Se ti riconosci in quanto hai letto, o se pensi che possa riguardare una persona a cui vuoi bene, il primo passo è parlarne con il medico di famiglia o con il pediatra, che possono avviare gli accertamenti e indirizzare a un centro specialistico per i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. Il numero verde SOS Disturbi Alimentari del Ministero della Salute, 800 180 969 è gratuito e anonimo: puoi chiamarlo per avere informazioni, per un primo ascolto o per conoscere i servizi attivi vicino a casa tua. La vergogna è uno dei sintomi di questo disturbo, non un motivo per tacere.

Continua: Chi si ammala di bulimia »

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per una valutazione rivolgiti al tuo medico curante o a un centro specialistico per i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione.

Le altre pagine di questa serie:
I disturbi dell'alimentazione  ·  Chi si ammala di anoressia  ·  Le cause dell'anoressia  ·  Come riconoscere l'anoressia  ·  Le terapie psicologiche  ·  I farmaci nell'anoressia  ·  La prognosi dell'anoressia  ·  La bulimia  ·  Chi si ammala di bulimia  ·  Le cause della bulimia  ·  I sintomi della bulimia  ·  Come curare la bulimia
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