Malattie sessualmente trasmissibili: sintomi e cure

Le infezioni sessualmente trasmissibili (IST), a lungo chiamate malattie veneree - dal nome di Venere, la dea dell'amore - sono un gruppo ampio ed eterogeneo di infezioni che si trasmettono principalmente attraverso i rapporti sessuali, orali e anali compresi. Sono causate da batteri, virus, protozoi o parassiti, e alcune possono trasmettersi anche per via ematica o dalla madre al figlio durante la gravidanza e il parto.

Il dato più importante da tenere presente è che molte di queste infezioni non danno alcun sintomo, o ne danno di talmente lievi da passare inosservati. È per questo che continuano a circolare, e in Europa i casi di diverse IST sono in aumento: chi non sa di avere un'infezione non la cura e la trasmette senza saperlo. La conseguenza pratica è una sola: l'assenza di disturbi non equivale all'assenza di infezione, e il test è l'unico modo per esserne certi.

Quali sono le principali infezioni sessualmente trasmissibili

  • Clamidia (Chlamydia trachomatis): la più diffusa tra i giovani. Nella maggior parte dei casi è silenziosa; se trascurata può risalire e provocare una malattia infiammatoria pelvica con danni alle tube e rischio di infertilità.
  • Gonorrea (Neisseria gonorrhoeae): frequente e in aumento, spesso asintomatica nella donna, oggi complicata dalla comparsa di ceppi resistenti agli antibiotici.
  • Sifilide (Treponema pallidum): in netta ripresa in tutta Europa, procede per fasi separate da lunghi periodi silenti che traggono in inganno.
  • Papilloma virus (HPV): infezione molto comune, spesso transitoria; alcuni tipi causano i condilomi, altri sono responsabili del tumore della cervice uterina e di altri tumori genitali, anali e orofaringei. Esiste un vaccino molto efficace, offerto gratuitamente in adolescenza a ragazze e ragazzi.
  • Herpes genitale (virus herpes simplex): provoca vescicole e ulcerazioni dolorose recidivanti. Il virus rimane nell'organismo e può riattivarsi; le terapie antivirali riducono la durata e la frequenza degli episodi.
  • HIV: oggi si controlla con la terapia antiretrovirale, che azzera la carica virale e impedisce la trasmissione sessuale.
  • Epatite B e epatite C: colpiscono il fegato e possono cronicizzare. Contro l'epatite B esiste un vaccino incluso nel calendario vaccinale dell'infanzia; l'epatite C si cura oggi con antivirali ad azione diretta che nella grande maggioranza dei casi la eliminano.
  • Tricomoniasi (Trichomonas vaginalis): protozoo che causa perdite abbondanti, maleodoranti e bruciore.
  • Micoplasmi e ureaplasmi, responsabili di uretriti e cerviciti.
  • Ulcera molle (Haemophilus ducreyi) e linfogranuloma venereo: più rare in Italia ma in ripresa in alcuni contesti.
  • Scabbia e pediculosi del pube: parassitosi che si trasmettono con il contatto stretto.

La candidosi e le vaginosi batteriche vengono spesso citate in questo elenco, ma sono in realtà alterazioni dell'equilibrio della flora locale che possono comparire anche in assenza di rapporti: si curano facilmente e non vanno confuse con le IST vere e proprie.

I sintomi che devono far pensare a un'infezione

Quando i sintomi ci sono, riguardano quasi sempre le basse vie genitali e urinarie e sono simili tra un'infezione e l'altra: nessuno di essi permette da solo di fare una diagnosi.

  • Bruciore o dolore durante la minzione, stimolo frequente.
  • Perdite vaginali o dal pene diverse dal solito per quantità, colore o odore, talvolta purulente.
  • Prurito, arrossamento, gonfiore dei genitali esterni.
  • Ulcere, vescicole, piccole escrescenze o piaghe su genitali, area anale, bocca o gola.
  • Dolore durante i rapporti, dolore al basso ventre, sanguinamenti tra un ciclo e l'altro.
  • Dolore o gonfiore dei testicoli, prurito o secrezione anale.
  • Linfonodi inguinali ingrossati, febbre, eruzioni cutanee diffuse.

Un aspetto che sfugge spesso: alcune infezioni si localizzano in gola o nel retto senza dare alcun disturbo genitale. Per individuarle occorre che i campioni vengano prelevati anche in quelle sedi, cosa che va detta esplicitamente al medico quando si descrivono le pratiche sessuali avute.

Diagnosi e screening

La diagnosi si basa sulla visita e su esami mirati: tamponi (uretrale, cervicale, faringeo, rettale) analizzati con test molecolari ad alta sensibilità, esami delle urine, esami del sangue per sifilide, HIV ed epatiti. Sono accertamenti semplici, rapidi e disponibili nei centri IST, negli ambulatori di dermatologia e malattie infettive, nei consultori.

Lo screening periodico è consigliato a chi ha rapporti con partner nuovi o più partner, a chi ha avuto un rapporto non protetto, a chi ha già avuto un'IST - averne avuta una rende più probabile averne un'altra - e in gravidanza, dove alcuni test sono raccomandati di routine proprio per proteggere il bambino. Quando si diagnostica un'IST è buona pratica cercarne anche altre, perché spesso viaggiano insieme.

Le cure

Quasi tutte queste infezioni si curano, e molte si eliminano completamente.

  • Le forme batteriche - clamidia, gonorrea, sifilide, micoplasmi - si trattano con antibiotici scelti dallo specialista, per via orale o iniettiva. La comparsa di resistenze, in particolare per la gonorrea, rende importante non improvvisare e non riutilizzare antibiotici avanzati da altre terapie.
  • Le forme virali si affrontano con antivirali: l'HIV si controlla stabilmente con la terapia antiretrovirale, l'epatite C si elimina, l'herpes si tiene sotto controllo, i condilomi da HPV si rimuovono con trattamenti locali o piccoli interventi.
  • Le forme da protozoi o funghi rispondono ad antiprotozoari e antimicotici.

Due regole valgono sempre. La prima: completare la terapia fino alla fine, anche se i sintomi spariscono dopo pochi giorni. La seconda, spesso trascurata: trattare anche il partner o i partner, anche se stanno bene. Se uno solo dei due si cura, l'infezione torna indietro al primo rapporto successivo. Durante il trattamento è necessario astenersi dai rapporti per il periodo indicato dal medico.

Come si prevengono

Il preservativo, maschile o femminile, usato dall'inizio alla fine del rapporto, è lo strumento più efficace: riduce moltissimo il rischio di HIV, gonorrea, clamidia, epatiti e, in buona misura, anche di sifilide e herpes, per i quali la protezione non è totale perché le lesioni possono trovarsi in aree non coperte. Per i rapporti orali si possono usare il preservativo o il quadrato di lattice.

Gli altri contraccettivi - pillola, spirale, impianti - non proteggono in alcun modo dalle infezioni. Non hanno alcun valore preventivo neppure i lavaggi e i detergenti intimi usati dopo il rapporto, che anzi irritando le mucose possono facilitare il contagio.

Restano fondamentali le vaccinazioni disponibili - contro il papilloma virus e contro l'epatite B, entrambe offerte gratuitamente - e i controlli periodici. Non usare mai aghi, siringhe o strumenti da taglio condivisi.

Parlarne senza vergogna

Le infezioni sessualmente trasmissibili non riguardano "certe persone": riguardano comportamenti, e possono capitare a chiunque abbia una vita sessuale, a qualsiasi età e in qualsiasi tipo di relazione. Il senso di colpa è il principale motivo per cui si ritarda una visita, e il ritardo è l'unica cosa che rende davvero pericolose infezioni altrimenti curabili.

Avvisare un partner attuale o passato che potrebbe aver contratto un'infezione è un atto di rispetto, non un'ammissione. Molti centri offrono supporto proprio per questo, e le visite sono coperte dal segreto professionale.

Quando rivolgersi al medico

Conviene farsi visitare senza aspettare in presenza di perdite anomale, bruciore urinario, ulcere o lesioni genitali, dolore pelvico o testicolare, febbre con eruzione cutanea dopo un rapporto a rischio. Bisogna invece rivolgersi con urgenza al pronto soccorso se compaiono febbre alta con dolore pelvico intenso, oppure se nelle ultime ore si è verificata un'esposizione a rischio per l'HIV: in quel caso esiste una profilassi da iniziare entro 48-72 ore, descritta nella pagina sul contagio da HIV.

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante, a un centro per le infezioni sessualmente trasmissibili o a un infettivologo.

...........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................
Contatti   |    Archivio   |    Privacy   |    Termini e condizioni   |     © Copyright 2026 lasaluteinpillole.it - supplemento alla rivista www.studiocataldi.it
...........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................