Aneurisma
Che cos'è un aneurisma
L'aneurisma è una dilatazione anomala e permanente di un tratto di arteria, dovuta a un indebolimento della sua parete. La parola deriva dal greco aneurysma, che significa proprio dilatazione. Per parlare di aneurisma vero e proprio la dilatazione deve superare di almeno il 50% il calibro normale del vaso in quel punto: al di sotto di questa soglia si parla piuttosto di ectasia.
Le sedi più frequenti e clinicamente rilevanti sono due: l'aorta, il grande vaso che porta il sangue fuori dal cuore, e le arterie cerebrali. Molto più raramente un aneurisma può interessare le arterie degli arti, come la poplitea e la femorale, o, dopo un infarto esteso, una porzione di parete del cuore.
Aneurisma dell'aorta e aneurisma cerebrale
Aneurisma aortico. Interessa soprattutto l'aorta addominale, che rappresenta la grande maggioranza dei casi, e in misura minore l'aorta toracica; esiste anche una forma più rara ed estesa, l'aneurisma toraco-addominale. Nella maggior parte dei casi si sviluppa su una parete già danneggiata dall'aterosclerosi e dalla pressione alta.
Aneurisma cerebrale. Colpisce le arterie che irrorano il cervello. In genere nasce da una debolezza congenita della parete, con alterazione della lamina elastica interna nei punti in cui i vasi si biforcano. Per la forma si distinguono aneurismi sacciformi, a sacco, che sono i più comuni e comprendono quasi tutte le forme legate a una fragilità presente sin dalla nascita, e aneurismi fusiformi, allungati come un fuso, tipici dell'adulto e in genere di origine aterosclerotica.
Quali sono le cause e i fattori di rischio
All'origine dell'aneurisma non c'è un'ostruzione che spinge sulle pareti, ma il contrario: la parete arteriosa perde elasticità e resistenza e cede alla normale pressione del sangue, dilatandosi progressivamente. Il processo tende ad autoalimentarsi, perché più il vaso si allarga, più aumenta la tensione sulla parete.
I fattori che pesano di più sono il fumo di sigaretta, che è il fattore di rischio più forte per l'aneurisma dell'aorta addominale, l'ipertensione arteriosa, l'aterosclerosi, l'età oltre i 60 anni, il sesso maschile e la familiarità: avere un genitore o un fratello con aneurisma aortico aumenta sensibilmente il rischio. Alcune malattie ereditarie del tessuto connettivo, come la sindrome di Marfan o la sindrome di Ehlers-Danlos vascolare, predispongono agli aneurismi dell'aorta toracica anche in età giovanile. Più raramente l'aneurisma può essere causato da infezioni, traumi o infiammazioni della parete arteriosa.
Sintomi: perché spesso è silenzioso
Nella grande maggioranza dei casi l'aneurisma non dà alcun disturbo e viene scoperto per caso, durante un'ecografia dell'addome o una TAC eseguite per altri motivi. È questo il motivo per cui i fattori di rischio e la familiarità vanno segnalati al proprio medico: sono loro a guidare la decisione di cercarlo.
Quando compaiono, i sintomi dipendono dalle dimensioni e dalla compressione delle strutture vicine: un senso di pulsazione nell'addome, un dolore sordo alla pancia o alla parte bassa della schiena nel caso dell'aorta addominale; tosse, raucedine, difficoltà a deglutire o dolore al torace nel caso dell'aorta toracica. Un aneurisma cerebrale di dimensioni rilevanti può dare mal di testa persistenti, visione doppia o un abbassamento della palpebra.
Rottura dell'aneurisma: quando chiamare il 112
La rottura è l'evento temuto, perché provoca un'emorragia interna improvvisa. È una complicanza rara rispetto al numero di aneurismi esistenti, ma va riconosciuta subito.
Nell'aorta i segnali sono un dolore violento e improvviso all'addome, ai fianchi o alla schiena, spesso accompagnato da pallore, sudorazione fredda, svenimento o calo della pressione. Nel cervello il segnale tipico è un mal di testa fortissimo e improvviso, descritto da chi lo prova come il peggiore mai avuto, con rigidità del collo, vomito, fastidio alla luce, confusione o perdita di coscienza. In entrambi i casi occorre chiamare immediatamente il 112: non ha senso attendere o mettersi in viaggio con mezzi propri.
Come si fa la diagnosi
L'esame di primo livello per l'aorta addominale è l'ecografia: non è invasiva, non usa radiazioni ed è molto affidabile nel misurare il diametro del vaso. Per uno studio più preciso, e sempre prima di un intervento, si ricorre all'angio-TAC o all'angio-risonanza magnetica. Per gli aneurismi cerebrali gli esami di riferimento sono l'angio-TAC, l'angio-risonanza e, in casi selezionati, l'angiografia cerebrale.
In diversi Paesi è previsto un screening ecografico una tantum dell'aorta addominale negli uomini tra i 65 e i 75 anni fumatori o ex fumatori, e nei familiari diretti di chi ha avuto un aneurisma aortico. È un esame semplice e rapido, che vale la pena discutere con il proprio medico se si rientra in queste categorie.
Sorveglianza e cure: quando si decide di operare
Un aneurisma di piccole dimensioni non si opera: si tiene sotto controllo nel tempo. Per l'aorta addominale la sorveglianza si basa su ecografie ripetute a intervalli tanto più ravvicinati quanto maggiore è il diametro: le dilatazioni intorno ai 3-4 centimetri vengono in genere ricontrollate ogni due-tre anni, quelle tra 4 e 5 centimetri ogni sei-dodici mesi. La valutazione chirurgica viene proposta quando il diametro supera all'incirca i 5,5 centimetri nell'uomo, con valori un poco inferiori nella donna, quando l'aneurisma cresce rapidamente o quando diventa sintomatico. Le soglie precise le stabilisce lo specialista caso per caso.
Nel frattempo la parte più importante della cura consiste nel rallentare la progressione: smettere di fumare è la singola misura più efficace, insieme a un buon controllo della pressione arteriosa e del colesterolo con le terapie indicate dal medico, in genere farmaci antipertensivi e statine. Nessuna terapia va iniziata, sospesa o modificata di propria iniziativa.
Quando l'intervento è indicato si può procedere per via endovascolare, inserendo una protesi (endoprotesi o stent) attraverso le arterie della gamba, oppure con la chirurgia tradizionale a cielo aperto, che sostituisce il tratto malato con una protesi. Per gli aneurismi cerebrali le due opzioni principali sono la chiusura per via endovascolare con spirali di platino (coils) e la chiusura chirurgica con una clip metallica.
Come si previene
La prevenzione coincide in larga parte con quella dell'aterosclerosi e delle malattie cardiovascolari in genere: non fumare, tenere sotto controllo pressione, glicemia e colesterolo, seguire un'alimentazione varia e povera di grassi saturi e di sale, praticare attività fisica regolare, limitare l'alcol e mantenere un peso adeguato. Chi ha casi di aneurisma in famiglia dovrebbe parlarne con il medico: spesso una singola ecografia è sufficiente a togliere ogni dubbio.
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Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a uno specialista.


