Soffio cardiaco (soffio al cuore)
Prima di tutto: nella maggior parte dei casi è un soffio innocente
Sentirsi dire "ha un soffio al cuore" spaventa, ma è bene chiarirlo subito: nella maggior parte dei casi, e nei bambini quasi sempre, si tratta di un soffio innocente, cioè di un rumore che non corrisponde ad alcuna malattia del cuore. Si stima che un soffio di questo tipo venga riscontrato in una quota molto ampia di bambini in età scolare, quasi tutti perfettamente sani, e che tenda a diminuire o a scomparire con la crescita.
Questo non significa che il soffio vada ignorato. Significa che è un rilievo da valutare, non una diagnosi: sarà il medico, e all'occorrenza il cardiologo, a stabilire se dietro quel rumore c'è soltanto il normale scorrere del sangue oppure un problema di una valvola. Nel dubbio, l'esame che chiarisce la situazione esiste, è semplice e non fa male: l'ecocardiogramma.
Che cos'è il soffio al cuore
Quando il cuore lavora normalmente il sangue scorre in modo ordinato e regolare, cioè con un flusso laminare, e all'ascoltazione con il fonendoscopio si sentono soltanto i due toni cardiaci, il classico "tu-tum". Il soffio compare quando il flusso diventa turbolento: il sangue accelera, incontra un restringimento o torna indietro, e questa turbolenza produce un rumore prolungato che il medico sente fra un tono e l'altro.
Il soffio, quindi, non è una malattia: è un segno acustico. I medici lo descrivono in base a quando compare nel ciclo cardiaco, a quanto è intenso, a dove si sente meglio e a dove si irradia. L'intensità viene classificata su una scala da 1 a 6: i soffi molto lievi sono in genere quelli meno preoccupanti, mentre un soffio forte, ruvido o che si accompagna a un fremito percepibile con la mano richiede sempre approfondimenti.
Soffio innocente e soffio patologico
- Soffio innocente (detto anche funzionale o benigno). È dovuto semplicemente al sangue che scorre più velocemente del solito in un cuore del tutto normale. È molto frequente nei bambini e nei ragazzi, ma si può riscontrare anche negli adulti, per esempio in gravidanza, in caso di febbre, di anemia o di ipertiroidismo. Non dà sintomi, non richiede cure, non limita lo sport e in genere si attenua o scompare nel tempo.
- Soffio patologico. È legato a un'anomalia delle strutture del cuore: una valvulopatia, cioè una valvola che si è ristretta (stenosi) o che non chiude bene e lascia tornare indietro il sangue (insufficienza), oppure una cardiopatia congenita, come un difetto del setto fra le camere del cuore. Può comparire a qualsiasi età e richiede una valutazione cardiologica e controlli nel tempo.
Come si classificano i soffi
- Soffi sistolici. Si sentono durante la sistole, cioè mentre i ventricoli si contraggono e spingono il sangue verso l'aorta e verso l'arteria polmonare. Sono i più frequenti in assoluto e comprendono la quasi totalità dei soffi innocenti. Quando sono patologici dipendono di solito da una stenosi delle valvole semilunari (aortica o polmonare) o da un'insufficienza delle valvole atrioventricolari (mitrale o tricuspide).
- Soffi diastolici. Si sentono durante la diastole, quando il cuore si rilassa e i ventricoli si riempiono di sangue. A differenza dei precedenti sono quasi sempre patologici e vanno sempre approfonditi: derivano in genere da un'insufficienza delle valvole semilunari o da una stenosi di quelle atrioventricolari.
- Soffi continui. Si percepiscono sia in sistole sia in diastole. Sono tipici di alcune cardiopatie congenite, come la pervietà del dotto arterioso, ma esiste anche una forma innocente e molto comune nei bambini, il cosiddetto ronzio venoso, che scompare cambiando la posizione del collo.
Quali sono le cause
Le cause si dividono in due grandi gruppi. Da un lato ci sono le condizioni che aumentano semplicemente la velocità del sangue in un cuore sano: febbre, anemia, ipertiroidismo, gravidanza, sforzo fisico intenso, ansia, crescita rapida nei bambini. In questi casi il soffio è innocente e spesso sparisce quando la condizione si risolve.
Dall'altro lato ci sono le anomalie strutturali del cuore. Nell'adulto le più comuni sono la stenosi aortica degenerativa, che aumenta con l'età, e l'insufficienza mitralica, spesso legata al prolasso della valvola mitrale. Nel bambino prevalgono le cardiopatie congenite. Fra le altre cause vanno ricordate la malattia reumatica, oggi rara nei Paesi occidentali ma ancora rilevante altrove, l'endocardite infettiva e le conseguenze di un infarto sul funzionamento delle valvole.
Quali sono i sintomi
Il soffio innocente non dà alcun sintomo: la sua scoperta è quasi sempre casuale, durante una visita pediatrica, una visita medico-sportiva o un controllo eseguito per altri motivi.
Nel soffio patologico i disturbi dipendono dalla malattia che lo provoca e possono comparire anche a distanza di anni: affanno da sforzo e poi a riposo, stanchezza insolita, palpitazioni, dolore al torace, vertigini o svenimenti, gonfiore alle caviglie. Nel neonato e nel lattante i segnali da riferire al pediatra sono la difficoltà a succhiare, la sudorazione durante la poppata, lo scarso accrescimento, il respiro affannoso e un colorito bluastro di labbra e dita.
Come si fa la diagnosi: il ruolo dell'ecocardiogramma
Tutto comincia dall'ascoltazione con il fonendoscopio e da una visita accurata. Molti soffi innocenti vengono riconosciuti come tali già a questo livello, per le loro caratteristiche e per il contesto clinico.
Quando restano dubbi, l'esame decisivo è l'ecocardiogramma (o ecocardiografia color-doppler): con gli ultrasuoni mostra in diretta le valvole, le camere cardiache e la direzione del flusso del sangue, ed è proprio questo esame a distinguere con certezza un soffio innocente da una valvulopatia, misurandone anche la gravità. È indolore, non usa radiazioni, dura pochi minuti e si può eseguire a qualsiasi età, neonati compresi. A supporto possono essere richiesti un elettrocardiogramma, una radiografia del torace ed esami del sangue; il fonocardiogramma, usato in passato, ha oggi un ruolo del tutto marginale.
Quando rivolgersi al medico
Va sempre segnalato al medico un soffio riscontrato per la prima volta in un adulto, un soffio che cambia caratteristiche nel tempo e ogni soffio accompagnato da sintomi. Meritano una valutazione senza rinvii l'affanno che peggiora, gli svenimenti, il dolore toracico da sforzo e, nel bambino, le difficoltà di alimentazione e la scarsa crescita. Chi ha una valvulopatia nota deve rispettare i controlli periodici indicati dal cardiologo anche quando sta bene, perché è la loro regolarità a permettere di intervenire al momento giusto.
Quali sono le cure
Il soffio innocente non si cura, perché non c'è nulla da curare: non richiede farmaci, non impone limitazioni all'attività fisica o allo sport e, di norma, non necessita nemmeno di controlli ripetuti una volta che l'ecocardiogramma ha escluso anomalie.
Quando invece il soffio dipende da una malattia, si cura la malattia. In molti casi, soprattutto nelle forme lievi, la strada è la sorveglianza con visite ed ecocardiogrammi periodici. Nelle forme che danno sintomi o che sovraccaricano il cuore si utilizzano i farmaci indicati dal cardiologo per controllare la pressione, la frequenza e la ritenzione di liquidi, e nelle valvulopatie più avanzate si valuta la riparazione o la sostituzione della valvola, oggi possibile in casi selezionati anche per via percutanea, senza aprire il torace. Le cardiopatie congenite hanno percorsi propri, definiti dal cardiologo pediatra.
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Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a uno specialista.


