Angina pectoris
Un dolore al petto che dura più di 15-20 minuti, che compare a riposo o che è più forte del solito non va mai osservato "per vedere se passa": chiama subito il 112. Potrebbe essere un infarto in corso, e in quel caso ogni minuto di ritardo si traduce in muscolo cardiaco perduto.
Che cos'è l'angina pectoris
L'angina pectoris è un dolore intenso al torace (dal latino angor = dolore, soffocamento, angoscia, e pectoris = del petto), più precisamente nella zona retrosternale, che si irradia di solito al braccio sinistro e alle spalle. Viene anche chiamato dolore retrosternale ed è per questo che spesso viene confuso con l'infarto miocardico. Si tratta di una sindrome clinica provocata da una ischemia miocardica transitoria: per un certo periodo il cuore riceve meno ossigeno di quanto ne richieda, ma, a differenza dell'infarto, il flusso si ripristina prima che il tessuto muoia. L'angina, in altre parole, è un avvertimento: dice che le coronarie sono malate e che il rischio di un evento maggiore è concreto.
I tipi di angina
La classificazione fisiopatologica distingue l'angina primaria, dovuta a una riduzione dell'apporto di ossigeno per spasmo o restringimento del vaso (l'esempio tipico è l'angina variante), dall'angina secondaria, in cui il flusso coronarico è già limitato da una placca e il dolore compare quando aumenta il fabbisogno di ossigeno del cuore, per esempio sotto sforzo. Sul piano clinico si parla invece di:
Angina da sforzo
è un'angina secondaria,
provocata dall'attività fisica, da uno sforzo intenso, dal
freddo o da un'emozione forte, e si attenua con il riposo.
Angina spontanea
è un'angina primaria,
che insorge a riposo ed è in larga parte imprevedibile.
Angina mista
può verificarsi sia a
riposo o svolgendo attività leggere sia durante sforzi fisici
importanti.
Esiste infine una classificazione clinico-prognostica. L'angina stabile ha sintomi che insorgono sempre per sforzi simili, con dolore costante e prevedibile. L'angina instabile è chiamata anche sindrome pre-infartuale: il dolore compare a riposo, dura di più o peggiora rapidamente nel giro di giorni, ed è una vera emergenza. L'angina variante o di Prinzmetal dipende da uno spasmo coronarico: se breve non lascia danni, se prolungato è una delle forme a maggior rischio di infarto. La sindrome X cardiaca è un'angina da sforzo con coronarie anatomicamente normali; quando dipende da disfunzioni dei vasi più piccoli si parla di angina microvascolare.
Quali sono le cause
L'angina pectoris è provocata da una riduzione temporanea del flusso di sangue verso il miocardio. Il calo di ossigeno fa accumulare nel tessuto cardiaco sostanze prodotte dal metabolismo in assenza di ossigeno, ed è questo che stimola le fibre nervose e genera il dolore. Poiché il cuore non ha una innervazione sensitiva precisa come la pelle, il cervello non riesce a localizzare l'origine del dolore: da qui la sensazione diffusa al petto e le irradiazioni apparentemente lontane, al braccio, al collo o allo stomaco.
La riduzione del flusso dipende quasi sempre dalle placche dell'aterosclerosi, favorite da colesterolo alto, ipertensione, obesità, diabete mellito e soprattutto fumo. Possono contribuire anche anemie importanti, aritmie rapide come la tachicardia, la stenosi aortica e le embolie polmonari, cioè tutte le condizioni che riducono l'ossigeno disponibile o aumentano il lavoro del cuore. Nel caso dell'angina variante lo spasmo può essere scatenato dall'assunzione di cocaina, dall'alcol, da farmaci vasocostrittori, dal freddo intenso o da uno stress emotivo.
Quali sono i sintomi
Il sintomo principale è il dolore al petto, che tende a irradiarsi alle strutture vicine: braccio e spalla sinistra, ma anche stomaco, dorso, mandibola e collo, tanto da creare un senso di soffocamento. Talvolta compare una vera e propria dispnea, soprattutto nelle persone anziane o diabetiche, che possono avere un dolore attenuato o assente. L'intensità del dolore anginoso (angor) è molto variabile: si va da una semplice sensazione di fastidio o peso a un dolore quasi insopportabile. Nell'angina stabile l'episodio dura in genere pochi minuti e cede con il riposo; quando invece il dolore si prolunga, compare senza motivo o non passa, la situazione va trattata come una sospetta sindrome coronarica acuta.
Quando chiamare il 112
Chiama il numero unico di emergenza 112 se il dolore al petto dura oltre 15-20 minuti, se compare a riposo o durante il sonno, se si accompagna a sudorazione fredda, nausea, affanno o senso di morte imminente, oppure se in chi soffre già di angina gli episodi diventano più frequenti, più intensi o si scatenano per sforzi sempre minori. Nell'attesa dei soccorsi è bene stare seduti o sdraiati e restare tranquilli: non mettersi alla guida e non farsi accompagnare in ospedale con mezzi propri, perché l'ambulanza inizia il trattamento già sul posto.
Diagnosi e prevenzione
Dopo un episodio di angina il cardiologo imposta un percorso di accertamenti che comprende elettrocardiogramma a riposo, test da sforzo, ecocardiogramma, esami del sangue, ed eventualmente scintigrafia miocardica, TC coronarica o coronarografia. Prevenire l'angina significa prevenire l'infarto e ogni altro evento che può danneggiare il cuore, compreso l'arresto cardiaco: abolire il fumo, limitare l'alcol, ridurre i grassi saturi e gli zuccheri semplici a favore di un'alimentazione di tipo mediterraneo, tenere sotto controllo pressione, glicemia e colesterolo, praticare attività fisica regolare nella misura concordata con il medico.
Quali sono le cure
La terapia dell'angina punta a ridurre il lavoro del cuore, a migliorare il flusso coronarico e a impedire che la placca dia origine a un trombo. Le classi di farmaci più usate sono i nitrati, i betabloccanti, i calcioantagonisti, gli antiaggreganti e le statine: la scelta, le combinazioni e la durata spettano al medico, che valuta caso per caso. Nei quadri più severi, o quando la terapia non basta, si interviene con l'angioplastica e l'inserimento di uno stent oppure, in coronaropatie estese, con un bypass aortocoronarico, rimuovendo o scavalcando così il tratto ostruito.
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a uno specialista.


