Tachicardia
Che cos'è la tachicardia
Si parla di tachicardia quando la frequenza cardiaca supera i 100 battiti al minuto a riposo. Il termine viene dal greco tachys, che significa veloce. Più correttamente si dovrebbe parlare di valori superiori a quelli abituali di quella persona a riposo: chi pratica attività aerobica con regolarità, per esempio, ha spesso una frequenza di base molto bassa.
La tachicardia non è di per sé una malattia: è un segno, che in alcuni casi corrisponde a una risposta del tutto normale dell'organismo e in altri all'espressione di un'aritmia. Distinguere le due situazioni è il vero compito della valutazione medica.
Il cardiopalmo, o palpitazione, è invece la sensazione soggettiva di percepire il proprio battito, magari forte, irregolare o come un tuffo al cuore: può accompagnare una tachicardia, ma può comparire anche con frequenza cardiaca del tutto normale.
La tachicardia sinusale: quando accelerare è normale
Nella tachicardia sinusale il ritmo parte regolarmente dal nodo del seno, il segnapassi naturale del cuore, che semplicemente accelera. È la forma di gran lunga più comune ed è quasi sempre una risposta fisiologica a uno stimolo: sforzo fisico, emozioni intense, ansia e attacchi di panico, febbre, dolore, disidratazione, anemia, gravidanza, caffeina, nicotina, alcol, alcuni farmaci.
Il battito sale e scende gradualmente, di solito resta al di sotto dei 150-170 battiti al minuto e torna alla normalità quando la causa viene meno. Non richiede terapie specifiche: si tratta la causa, si riposa, si riduce la caffeina, si cura la febbre o l'anemia. Se però la tachicardia sinusale compare a riposo senza spiegazione e persiste, merita comunque un controllo, perché può segnalare per esempio un ipertiroidismo o un problema cardiaco o polmonare.
Le aritmie che si manifestano con tachicardia
Diverso è il caso delle vere aritmie, in cui l'impulso elettrico nasce in un punto anomalo del cuore o si mette a girare in circolo. Qui il battito parte e si interrompe di colpo, come se qualcuno accendesse e spegnesse un interruttore, e può raggiungere frequenze molto elevate.
Tachicardie sopraventricolari. Nascono sopra i ventricoli, negli atri o nella giunzione atrioventricolare. Le forme parossistiche compaiono e scompaiono all'improvviso, durano da pochi minuti ad alcune ore e sono frequenti anche in persone giovani e senza malattie cardiache. Sono fastidiose e a volte impressionanti, ma in genere non pericolose per la vita.
Tachicardie ventricolari. Originano nei ventricoli e sono le più serie, perché di regola si presentano in cuori già malati, per esempio dopo un infarto o in presenza di una cardiomiopatia. Possono compromettere la capacità del cuore di pompare sangue e vanno sempre considerate un'emergenza.
La fibrillazione atriale: perché conta più delle altre
La fibrillazione atriale è l'aritmia più diffusa e merita un discorso a parte. Gli atri non si contraggono più in modo ordinato ma tremolano, e il battito diventa completamente irregolare, spesso accelerato. La sua frequenza aumenta molto con l'età.
Il punto importante non è tanto la sensazione di batticuore, quanto le conseguenze: quando gli atri non si svuotano bene il sangue ristagna e può formare coaguli, che partendo dal cuore raggiungono il cervello. Per questo la fibrillazione atriale aumenta in modo rilevante il rischio di ictus.
A rendere il quadro più insidioso c'è il fatto che in molte persone la fibrillazione atriale è poco o per nulla sintomatica e viene scoperta per caso durante un elettrocardiogramma o misurando la pressione. Per questo, superati i 65 anni, vale la pena imparare a sentirsi il polso ogni tanto: se il ritmo appare del tutto irregolare, conviene parlarne con il medico. Una volta riconosciuta, la fibrillazione atriale si tratta con farmaci che controllano la frequenza o il ritmo e, quando indicato, con una terapia anticoagulante che riduce drasticamente il rischio di embolia cerebrale.
Quali sono le cause
Le cause non cardiache sono le più frequenti e riguardano soprattutto la tachicardia sinusale: sforzo fisico, febbre, ansia e stress, dolore, disidratazione, anemia, ipertiroidismo, ipoglicemia, abuso di caffeina, alcol, nicotina o sostanze stupefacenti, alcuni farmaci come i decongestionanti nasali, gli spray per l'asma e i preparati per dimagrire.
Le cause cardiache comprendono l'ipertensione arteriosa di lunga data, le malattie delle valvole, la cardiopatia ischemica e l'aterosclerosi coronarica, le cardiomiopatie, lo scompenso cardiaco, le malformazioni congenite e le anomalie elettriche del sistema di conduzione. Anche le malattie polmonari croniche, le apnee notturne e le alterazioni di potassio e magnesio nel sangue possono favorire le aritmie.
Quali sono i sintomi
Il sintomo più comune è la percezione del battito accelerato o irregolare, che alcuni descrivono come cuore in gola. Possono accompagnarsi affanno, senso di debolezza, stanchezza inspiegabile, vertigini o sensazione di testa leggera, sudorazione, nausea, ansia, fastidio o dolore al torace.
L'intensità dei disturbi non è un buon indicatore della gravità: aritmie banali possono essere molto fastidiose, mentre una fibrillazione atriale, che comporta rischi seri, può passare del tutto inosservata. Conta di più il contesto: la presenza di una malattia cardiaca nota, l'età, la comparsa a riposo, la durata e i sintomi associati.
Quando andare al pronto soccorso
Occorre chiamare il 112 o recarsi subito in pronto soccorso se il batticuore si accompagna a:
- svenimento o sensazione di stare per svenire;
- dolore o oppressione al torace;
- affanno importante, difficoltà a respirare anche a riposo;
- cardiopalmo che non si risolve, cioè un battito molto rapido che continua per più di qualche minuto senza tendenza a rientrare;
- confusione, pallore intenso, sudorazione fredda, oppure batticuore in una persona con una malattia cardiaca già nota.
Al di fuori di queste situazioni, un episodio isolato e di breve durata in una persona sana non è un'emergenza, ma va comunque riferito al medico, soprattutto se si ripete.
Come si fa la diagnosi
Il primo esame è l'elettrocardiogramma, che però documenta l'aritmia solo se questa è presente al momento della registrazione. Poiché molti episodi sono sporadici, si ricorre spesso all'Holter, la registrazione continua dell'elettrocardiogramma per 24 ore o più, o a registratori di eventi da portare per settimane. Si aggiungono l'ecocardiogramma, per valutare la struttura del cuore, il test da sforzo e gli esami del sangue, in particolare emocromo, funzione tiroidea ed elettroliti. Nei casi selezionati il cardiologo può proporre uno studio elettrofisiologico, che mappa dall'interno i circuiti elettrici del cuore.
Quali sono le cure
La cura dipende dal tipo di tachicardia. Nella tachicardia sinusale si interviene sulla causa: riposo, reidratazione, riduzione di caffè e alcol, trattamento della febbre, dell'anemia o dell'ipertiroidismo, gestione dell'ansia.
Nelle tachicardie sopraventricolari parossistiche l'episodio può interrompersi con le manovre vagali, in particolare la manovra di Valsalva, che consiste in uno sforzo espiratorio a glottide chiusa: va però imparata dal medico, che valuta prima se nel singolo caso è appropriata. Il massaggio del seno carotideo, invece, deve essere eseguito soltanto da personale sanitario, mai in autonomia. Se le manovre non bastano si ricorre a farmaci antiaritmici per via endovenosa in ambiente controllato.
Nelle forme che si ripetono spesso l'ablazione transcatetere, che elimina il piccolo circuito elettrico responsabile dell'aritmia, offre oggi ottime possibilità di guarigione definitiva. Le tachicardie ventricolari e le aritmie in cuori malati richiedono terapie specifiche, che vanno dai farmaci antiaritmici e dai betabloccanti fino all'impianto di un defibrillatore, oltre alla cura della cardiopatia di base. Nella fibrillazione atriale si combinano farmaci per il controllo della frequenza o del ritmo, cardioversione elettrica, ablazione e terapia anticoagulante.
In nessun caso i farmaci per il cuore vanno assunti, sospesi o modificati di propria iniziativa o su consiglio di conoscenti: la scelta e le dosi spettano soltanto al medico.
Come si previene
Molto si può fare con lo stile di vita: ridurre caffeina, alcol ed energy drink, non fumare, evitare le sostanze stupefacenti, dormire a sufficienza, gestire lo stress, mantenere un peso adeguato e praticare attività fisica regolare, graduale e adeguata all'età. Altrettanto importante è tenere sotto controllo pressione, colesterolo, glicemia e funzione tiroidea, e curare eventuali apnee notturne.
Chi ha già avuto episodi di aritmia può essere utile che annoti quando compaiono, quanto durano e che cosa li precede: sono informazioni preziose per il cardiologo. Una visita cardiologica con elettrocardiogramma è comunque consigliabile prima di iniziare un'attività sportiva impegnativa.
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a uno specialista.


