L'elementarismo di Wilhelm Maximilian Wundt

di Nicolina Leone - La psiche, e tutto ciò che le ruota intorno, ha dato spunto a studi e interminabili ricerche fin da quando l'uomo è stato in grado di interrogarsi, presupponendo una presa di coscienza della propria esistenza all'interno di un progetto incomprensibile.

Chi era Wilhelm Wundt

Wilhelm Maximilian Wundt (1832-1920) era un medico e fisiologo tedesco, poi professore di filosofia a Lipsia. Fu lui a semplificare il turbinio di dubbi e di quesiti a cui si sottoponevano i suoi contemporanei, spostando la domanda sulla mente da un terreno puramente speculativo a un terreno sperimentale.

La data che tutti i manuali riportano è il 1879: l'anno in cui Wundt aprì a Lipsia il primo laboratorio di psicologia sperimentale del mondo. Da quel momento la psicologia smette di essere un capitolo della filosofia e diventa una disciplina autonoma, con un metodo, degli strumenti e una comunità di ricercatori. Due anni dopo, nel 1881, Wundt fondò anche la prima rivista scientifica del settore, e dal suo laboratorio passarono studiosi che avrebbero fatto la storia della materia, da Edward Titchener a James McKeen Cattell fino a Emil Kraepelin.

Che cos'è l'elementarismo

Pur convinto che i percorsi psichici meritassero attento studio e riflessione, Wundt si persuase che qualsiasi cosa appaia complessa possa essere scomposta in tante piccole parti da osservare singolarmente. Lo stesso principio lo applicò alla mente, scomponendo l'esperienza cosciente in unità elementari: le sensazioni e i sentimenti che le accompagnano. Attraverso il metodo sperimentale, riteneva, si può arrivare a risultati verificabili.

Nasce così la tecnica elementaristica. Il concetto, esposto in questi termini, può dare adito a incomprensione e far pensare che l'esperienza interiore e il mondo esterno siano due cose separate. Wundt insegna che non è così: l'oggetto è sempre lo stesso, cambia solo il punto di vista. Le scienze naturali studiano l'esperienza così come viene ricostruita a partire dagli oggetti; la psicologia studia la stessa esperienza così come si presenta immediatamente a chi la vive. Lo studio del pensiero interiore, infine, trova conferma nell'azione esteriore: è osservando la reazione che si può risalire ai processi della coscienza soggettiva.

Come si lavorava nel laboratorio di Lipsia

Nel suo laboratorio Wundt non riceveva pazienti: lavorava con volontari, spesso studenti e collaboratori addestrati a osservare e a riferire con precisione la propria esperienza. È una differenza importante, perché la psicologia sperimentale delle origini non nasce per curare, ma per descrivere il funzionamento della mente normale.

Le prove erano semplici e ripetibili. Al soggetto venivano presentati stimoli controllati (un suono, una luce, una parola) e si misuravano il tempo di reazione e il tipo di risposta, con cronometri e strumenti costruiti apposta. Confrontando compiti via via più complessi, Wundt cercava di stimare quanto tempo richiedessero le singole operazioni mentali: riconoscere, discriminare, scegliere.

Il risultato veniva letto insieme all'emozione che lo stimolo produceva. Da qui la formula pratica del metodo: analizzare il processo mentale, correlare lo stimolo con la risposta e infine studiare il come e il perché di quella reazione. Può sembrare complesso, ma applicando l'elementarismo non lo è.

Nello specifico, in alcune sessioni lo sperimentatore preparava una serie di stimoli e informava il soggetto di ciò che stava per fare, chiedendogli poi di riferire con esattezza che cosa avesse provato: è la cosiddetta introspezione controllata, che a differenza dell'introspezione filosofica seguiva regole rigide di tempo, ripetizione e registrazione. In altre prove, invece, gli stimoli venivano presentati senza preavviso, per misurare la reazione spontanea.

Che cosa Wundt non pensava di poter misurare

Va detto, perché spesso si dimentica, che Wundt stesso considerava il laboratorio adatto solo ai processi psichici più semplici. Per i fenomeni superiori, cioè il pensiero, il linguaggio, il mito, la religione e i costumi, riteneva necessario un metodo del tutto diverso, storico e comparativo: a questa psicologia dei popoli dedicò dieci volumi negli ultimi vent'anni di vita. L'immagine di un Wundt convinto di poter ridurre tutta la mente a elementi misurabili è, quindi, una semplificazione.

La versione più rigidamente elementarista della sua psicologia si deve piuttosto al suo allievo inglese Edward Titchener, che la portò negli Stati Uniti sotto il nome di strutturalismo. Proprio contro quell'impostazione reagiranno poi le scuole successive: la psicologia della forma, che sosterrà che il tutto è diverso dalla somma delle parti, e il comportamentismo, che giudicherà l'introspezione un metodo non verificabile.

Un antenato del profiler?

In definitiva Wundt fu il fondatore della psicologia sperimentale, che sarà poi ampliata, studiata e messa alla prova fino a diventare una delle correnti più importanti del settore. Naturalmente questo breve articolo non può spiegare in profondità anni di studi e ricerche, e in verità non vuole neppure farlo: spero però che sia servito a instillare in voi un piccolo dubbio.

Si può, forse, pensare che Wundt sia stato un profiler a sua insaputa? In fondo, quasi centocinquant'anni fa, utilizzava già alcuni ingredienti che oggi ritroviamo nella psicologia investigativa: misurare i tempi, osservare le reazioni, mettere in relazione uno stimolo e la risposta che produce.

Il paragone, però, va preso per quello che è: una suggestione. Wundt non si occupò mai di crimini né di menti disturbate, e il criminal profiling nascerà molto più tardi, negli anni Settanta del Novecento, da tutt'altra tradizione. Quello che gli dobbiamo davvero è più profondo e meno spettacolare: l'idea che la vita mentale possa essere studiata con un metodo pubblico, ripetibile e controllabile da altri.

Per collocare Wundt nel quadro generale puoi leggere l'introduzione ai meccanismi della psicologia; per la strada opposta, quella che dalla clinica arriva all'inconscio, c'è l'intervista immaginaria al dottor Freud.

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere di un professionista. Per una valutazione personale rivolgiti al tuo medico di famiglia o a uno psicologo iscritto all'albo.

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