Lo psicologo: chi e, che cosa fa e quando rivolgersi

Di Nicolina Leone

Molte volte, nel corso della vita, mi è stata fatta questa domanda: lo psicologo chi è? Che cosa rappresenta e qual è la sua funzione? Domande apparentemente semplici, che richiedono però una risposta pratica e diretta. Non è così facile darne una che sia insieme chiara e corretta sul piano professionale, ma, come mio costume, cercherò di semplificare il concetto senza usare termini pomposi che creano solo confusione.

Chi è lo psicologo e che titoli deve avere

In Italia lo psicologo è un professionista sanitario. Per esercitare deve avere una laurea magistrale in psicologia, aver svolto un tirocinio professionalizzante, aver superato l'esame di Stato ed essere iscritto all'Albo degli psicologi del proprio Ordine regionale. Senza iscrizione all'albo non si può esercitare la professione: chi lo fa commette il reato di esercizio abusivo.

Questo è il punto più importante e anche il più facile da verificare. L'albo è pubblico e consultabile online sul sito del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi e su quello dei singoli Ordini regionali: bastano nome e cognome per sapere se una persona è davvero iscritta, da quando, e se risulta anche come psicoterapeuta. Prima di iniziare un percorso, fai questo controllo: richiede un minuto ed è la miglior tutela che hai.

Psicologo, psicoterapeuta, psichiatra e counselor: le differenze

Sono quattro figure che il pubblico confonde di continuo, e la confusione porta spesso a rivolgersi alla persona sbagliata. Vale la pena tenerle distinte.

Lo psicologo è laureato in psicologia e iscritto all'albo. Si occupa di colloqui, valutazione psicologica, sostegno, orientamento, prevenzione, riabilitazione. Non prescrive farmaci e, se non ha la specializzazione, non fa psicoterapia in senso stretto.

Lo psicoterapeuta è uno psicologo oppure un medico che ha frequentato, dopo la laurea, una scuola di specializzazione in psicoterapia di almeno quattro anni riconosciuta dal Ministero. È la figura che tratta i disturbi psicologici veri e propri (ansia, depressione, attacchi di panico, disturbi alimentari, ossessioni) con percorsi strutturati: cognitivo-comportamentale, psicodinamico, sistemico-relazionale, e altri ancora.

Lo psichiatra è un medico specializzato in psichiatria. È l'unico dei quattro che può prescrivere farmaci e seguire le situazioni in cui serve una terapia farmacologica. Spesso psichiatra e psicoterapeuta lavorano insieme sullo stesso paziente: non sono alternative, sono strumenti diversi.

Il counselor, infine, non è una professione sanitaria e in Italia non ha un albo. Può offrire ascolto e supporto su difficoltà circoscritte, ma non può fare diagnosi né psicoterapia. Se il problema è strutturato o persistente, la figura giusta è un'altra. Attenzione, quindi, a titoli che suonano simili ma non lo sono: "psicanalista", "psicoterapeuta olistico", "esperto in scienze psicologiche" non equivalgono all'iscrizione all'albo.

Che cosa fa davvero uno psicologo

Le sue competenze gli permettono di intervenire a vari livelli e su un'ampia scala di situazioni. Sul versante clinico e personale: consulenza psicologica, valutazione psicodiagnostica con colloqui e test, sostegno psicologico, abilitazione e riabilitazione, psicologia delle dipendenze.

Sul versante delle età e delle relazioni: psicologia dell'infanzia e dell'adolescenza, psicologia dell'età adulta e dell'invecchiamento, psicologia della coppia, della famiglia e di gruppo, mediazione familiare.

Sul versante sociale e organizzativo: psicologia scolastica, psicologia di comunità, psicologia penitenziaria, psicologia dello sport, psicologia del lavoro, selezione e gestione del personale, analisi delle risorse umane. La professione consente quindi di scegliere se lavorare per aziende ed enti o dedicarsi al privato cittadino.

"Pazzia" e disturbi mentali: due parole molto diverse

Vale la pena fare una distinzione, perché il linguaggio comune fa danni. "Pazzo" non è un termine clinico: è un'etichetta usata con troppa facilità e senza cognizione di causa. I disturbi mentali sono un'altra cosa: sono condizioni di salute, molto più diffuse di quanto si creda, che si curano. È bene sapere, inoltre, che le persone che ne soffrono non sono più violente della media: molto più spesso sono loro a subire pregiudizio e isolamento.

Le condizioni che richiedono una valutazione medica e, quando serve, una terapia farmacologica sono di competenza dello psichiatra. Le difficoltà che si manifestano come "mal di vivere", ansia diffusa, crisi personali, problemi relazionali e di adattamento sono il terreno tipico dello psicologo e dello psicoterapeuta. I confini, va detto, non sono muri: spesso il percorso migliore nasce dalla collaborazione fra le due figure.

Quando ha senso rivolgersi a uno psicologo

Non serve toccare il fondo per chiedere aiuto. È ragionevole prendere un appuntamento quando un disagio dura da settimane e non passa da solo; quando ansia, tristezza o irritabilità condizionano il sonno, il lavoro, lo studio o le relazioni; dopo un lutto, una separazione, una malattia o un trauma; quando compaiono attacchi di panico, evitamenti, ossessioni o un rapporto problematico con il cibo o con l'alcol; quando ci si sente bloccati in una scelta importante; quando un figlio manifesta difficoltà scolastiche o comportamentali.

Un discorso a parte meritano i pensieri di farsi del male o di farla finita: in questo caso non si aspetta. Si parla subito con il proprio medico, ci si rivolge al pronto soccorso o si chiama una linea di ascolto dedicata, come il Telefono Amico o i servizi di prevenzione del suicidio del Servizio sanitario nazionale.

Come si trova e come si sceglie

Le strade sono diverse. La prima è il medico di famiglia, che conosce la tua storia e può indirizzarti. La seconda è il Servizio sanitario nazionale: i consultori familiari, i servizi di psicologia delle ASL, i Centri di salute mentale e i servizi per l'età evolutiva offrono percorsi gratuiti o con ticket, anche se spesso con liste d'attesa. Molte scuole e università hanno inoltre uno sportello di ascolto gratuito. La terza è il privato: in questo caso l'albo online resta il primo filtro.

Nella scelta, informati su formazione e orientamento del professionista, sul costo di ogni seduta, sulla frequenza prevista e su come si valuteranno insieme i risultati. Un professionista serio risponde volentieri a queste domande, non promette guarigioni miracolose e non ti lega a percorsi infiniti senza spiegarti perché. Conta molto anche l'alleanza terapeutica, cioè quanto ti senti compreso e a tuo agio: se dopo i primi colloqui il rapporto non funziona, dirlo apertamente o cambiare professionista non è un fallimento.

Che cosa aspettarsi dai primi colloqui

Il primo incontro serve soprattutto a inquadrare la situazione: si racconta il motivo della richiesta, si ricostruisce un po' di storia personale, si definisce insieme un obiettivo. Lo psicologo è tenuto al segreto professionale e al consenso informato: quello che dici resta nella stanza, salvo i casi gravi previsti dalla legge.

Non illudetevi però che lo psicologo sia lì a vostra disposizione per dirvi ciò che volete sentire. Il suo compito principale è aiutarvi a riconoscere le vostre visioni distorte della realtà. Come un buon genitore ascolta, sostiene e accompagna, applicando metodi diversi a seconda dei casi, ma sa anche restituirvi con onestà quello che non volete guardare.

Ha un ruolo centrale l'empatia, cioè la capacità di cogliere i pensieri e gli stati d'animo di chi si ha davanti: chi lavora bene sa entrare in sintonia con la difficoltà del paziente e allo stesso tempo mantenere la distanza professionale necessaria a valutarla.

Pertanto, prima di affidarvi a questo professionista, riflettete: siete disposti a mettere a nudo la vostra storia, a dire la verità anche quando è dolorosa, e a lasciarvi accompagnare? Se la risposta è sì, siete già a buon punto. Se è no, pensateci ancora un poco, ed evitate di scontrarvi con chi ha la capacità di leggervi dentro e di smascherare i vostri falsi alibi.

Per capire da dove nasce questa professione puoi leggere l'introduzione ai meccanismi della psicologia e la pagina sull'elementarismo di Wilhelm Wundt, il fondatore del primo laboratorio di psicologia sperimentale.

Autore Nicolina Leone

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere di un professionista. Per una valutazione e un eventuale percorso di cura rivolgiti al tuo medico di famiglia o a uno psicologo iscritto all'albo.

...........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................
Contatti   |    Archivio   |    Privacy   |    Termini e condizioni   |     © Copyright 2026 lasaluteinpillole.it - supplemento alla rivista www.studiocataldi.it
...........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................