Calcolo della data presunta del parto

La data presunta del parto si ottiene aggiungendo 280 giorni, cioè quaranta settimane, al primo giorno dell'ultima mestruazione. È la regola di Naegele, usata in tutto il mondo da oltre due secoli. Il nome dice già tutto: è una data presunta, il centro di un intervallo largo alcune settimane, e solo una piccola minoranza dei bambini nasce esattamente in quel giorno.

Calcola la data presunta del parto
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Il giorno in cui è comparso il flusso, non il giorno del concepimento
Se lo lasci vuoto viene usato il valore standard di 28 giorni: valori accettati da 21 a 40
Il risultato ha valore orientativo. La data di riferimento è quella indicata dal ginecologo o dall'ostetrica sul libretto di gravidanza.

Come funziona la regola di Naegele

La regola prende il primo giorno dell'ultima mestruazione e vi somma 280 giorni. Nella versione tradizionale, che dà lo stesso risultato, si tolgono tre mesi e si aggiungono un anno e sette giorni: se l'ultima mestruazione è iniziata il 10 marzo, la data presunta cade il 17 dicembre.

Fu formulata all'inizio dell'Ottocento dall'ostetrico tedesco Franz Karl Naegele ed è sopravvissuta a due secoli di medicina perché funziona nel senso in cui può funzionare una stima: individua bene il centro dell'intervallo in cui i parti si distribuiscono, non un giorno.

Attenzione al punto di partenza: quei 280 giorni si contano dall'ultima mestruazione, non dal concepimento. Poiché l'ovulazione avviene circa due settimane dopo, la gestazione effettiva dura in media 266 giorni, cioè 38 settimane.

Perché quasi nessuno nasce nella data calcolata

È il dato che vale la pena tenere a mente, perché risparmia settimane di attesa vissuta come un ritardo. Solo una piccola minoranza dei parti, meno di uno su venti, avviene esattamente nel giorno calcolato. La grande maggioranza si colloca nell'intervallo di circa due settimane attorno a quella data.

Non è un difetto del metodo: è normale variabilità biologica. La durata della gravidanza cambia da donna a donna e da gravidanza a gravidanza, e al primo figlio si tende in media a partorire qualche giorno più tardi che ai successivi. Il modo più sano di leggere il risultato è quindi non come un appuntamento ma come il centro di una finestra: c'è un periodo, non un giorno, in cui il bambino può nascere.

Quando la regola va corretta

La regola di Naegele presuppone un ciclo regolare di 28 giorni, con ovulazione intorno al quattordicesimo. Quando il ciclo è abitualmente più lungo o più corto, l'ovulazione si sposta di conseguenza e con essa la data del parto: l'aggiustamento consiste nel sommare la differenza tra la durata reale del ciclo e i 28 giorni standard.

Con un ciclo di 32 giorni si aggiungono quattro giorni, con uno di 25 se ne tolgono tre: è la correzione che il calcolatore applica in automatico se compili il campo facoltativo. Se però i cicli sono molto irregolari, se la data dell'ultima mestruazione è incerta o se la gravidanza è iniziata poco dopo la sospensione della contraccezione ormonale o durante l'allattamento, la correzione non basta.

Vale in generale: l'ecografia del primo trimestre è più precisa di qualsiasi calcolo basato sulle date, e se le due stime differiscono in modo significativo la data presunta viene ricalcolata su quella. È la data scritta sul libretto di gravidanza, ed è quella a cui fare riferimento.

Pretermine, a termine, post-termine

Attorno alla data presunta si usano alcune definizioni che conviene conoscere, senza leggerle come allarmi: servono a chi assiste la gravidanza per decidere quali controlli proporre.
  • Pretermine: nascita prima delle 37 settimane compiute. È una situazione che richiede attenzioni specifiche, tanto più quanto più la nascita è anticipata, e viene seguita in strutture attrezzate.
  • A termine: nascita tra le 37 e le 42 settimane compiute. È un intervallo ampio quasi cinque settimane, ed è in questo periodo che nasce la grande maggioranza dei bambini. Nascere a 38 settimane o a 41 rientra ugualmente nella normalità.
  • Post-termine: nascita oltre le 42 settimane compiute. È una situazione poco frequente, per la quale sono previsti controlli più ravvicinati del benessere del feto già nelle settimane precedenti.
Superare la data presunta, insomma, non significa essere in ritardo. Se il travaglio non inizia, il ginecologo o l'ostetrica programmano i controlli che servono e discutono con te le opzioni: sono decisioni che si prendono insieme, caso per caso.

Che cosa farne del risultato

Serve a organizzarsi: il congedo, i corsi di accompagnamento alla nascita, la borsa per l'ospedale, la rete di aiuto per le prime settimane. Cose che è ragionevole avere pronte qualche settimana prima della data calcolata, proprio perché quella data non è una scadenza.

Quello che non serve è contare i giorni come se il calendario dovesse essere rispettato. Per ogni dubbio sulle date, sui controlli o su come ti senti, il riferimento resta chi ti segue. Negli altri strumenti di calcolo trovi il calcolo delle settimane di gravidanza e il calcolo dell'ovulazione; sul ciclo mestruale c'è una guida dedicata.

Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la data di riferimento della tua gravidanza e per qualsiasi decisione rivolgiti al tuo ginecologo o alla tua ostetrica.
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