Ciclo mestruale: fasi, durata e disturbi
Fra la comparsa del menarca - la prima mestruazione, che di solito si presenta intorno ai dodici anni ma che può comparire fisiologicamente fra i dieci e i quindici - e la menopausa, l'organismo femminile attraversa ogni mese una sequenza ordinata di modificazioni che prende il nome di ciclo mestruale.
Che cos'è il ciclo mestruale
Il ciclo mestruale è l'insieme dei cambiamenti che si ripetono con una certa periodicità nell'organismo femminile sotto il controllo degli ormoni prodotti dall'ipotalamo, dall'ipofisi e dalle ovaie. Il suo scopo biologico è preparare l'utero a un'eventuale gravidanza; quando la gravidanza non si instaura, la preparazione viene smantellata e ricomincia da capo.
La manifestazione più evidente è la fuoriuscita dalla vagina di un liquido che, pur essendo comunemente chiamato sangue, contiene anche porzioni di endometrio sfaldato, cioè della mucosa che riveste internamente l'utero. La comparsa della mestruazione indica, di regola, che l'ovocita non è stato fecondato. L'intensità delle modificazioni varia molto da donna a donna e, nella stessa donna, nel corso della vita.
Le fasi del ciclo
Per convenzione il primo giorno del ciclo coincide con il primo giorno di flusso. Si distinguono quattro momenti.
Fase mestruale. Dura in media dai tre ai sette giorni ed è caratterizzata dallo sfaldamento dell'endometrio costruito nel ciclo precedente.
Fase follicolare. Sotto lo stimolo dell'ormone follicolo-stimolante alcuni follicoli ovarici iniziano a maturare; uno di essi diventa dominante e produce quantità crescenti di estrogeni, che fanno progressivamente ispessire l'endometrio. È la fase di lunghezza più variabile e quella che spiega gran parte delle differenze nella durata complessiva del ciclo.
Ovulazione. Un picco dell'ormone luteinizzante provoca la rottura del follicolo e la liberazione dell'ovocita, che viene captato dalla tuba di Falloppio. L'ovulazione si colloca di norma dodici-sedici giorni prima della mestruazione successiva, e non necessariamente a metà del ciclo.
Fase luteale. Il follicolo residuo si trasforma in corpo luteo e produce progesterone, che rende l'endometrio adatto a un eventuale impianto. Questa fase ha durata più costante, intorno ai dodici-quattordici giorni. Se non avviene la fecondazione il corpo luteo regredisce, estrogeni e progesterone crollano e comincia una nuova mestruazione.
Quanto dura un ciclo normale
Il valore di ventotto giorni citato nei manuali è una media, non una regola: si considerano nella norma i cicli che si ripetono a distanza di ventiquattro-trentotto giorni, con una variazione di pochi giorni da un mese all'altro. Quando il ritmo è regolare si parla tecnicamente di eumenorrea.
Anche la quantità di sangue perso varia notevolmente: in media si tratta di trenta-quaranta millilitri per ciclo, ma il dato individuale dipende da familiarità, età, peso corporeo e condizioni generali di salute. Nei primi due anni dopo il menarca e negli anni che precedono la menopausa una certa irregolarità è fisiologica, perché molti cicli avvengono senza ovulazione.
I disturbi che accompagnano il ciclo
Nei giorni che precedono il flusso molte donne avvertono tensione al seno, gonfiore addominale, mal di testa, stanchezza e variazioni dell'umore: è il quadro della sindrome premestruale. Durante i primi giorni di mestruazione possono comparire crampi al basso ventre dovuti alle contrazioni dell'utero: quando il dolore diventa intenso al punto da limitare le attività quotidiane si parla di dismenorrea, una condizione che va indagata e non sopportata in silenzio.
Quando il ciclo non è regolare
Le alterazioni del ritmo e della quantità hanno nomi precisi: amenorrea (assenza delle mestruazioni), oligomenorrea (cicli che si ripetono a distanza superiore ai trentotto giorni), polimenorrea (cicli troppo ravvicinati), menorragia (flussi abbondanti o prolungati), metrorragia e spotting (perdite fra un ciclo e l'altro).
Le cause possibili sono molte: stress prolungato, variazioni rapide del peso, attività sportiva molto intensa, disfunzioni della tiroide, aumento della prolattina, sindrome dell'ovaio policistico, uso o sospensione di contraccettivi ormonali, e cause organiche come polipi, fibromi uterini, cisti ovariche o endometriosi. Individuare la causa richiede una valutazione ginecologica, che di solito comprende un'ecografia pelvica e alcuni esami del sangue di tipo ormonale.
Quando rivolgersi al ginecologo
È opportuno fissare una visita quando il menarca non compare entro i quindici anni, quando le mestruazioni mancano da tre mesi o più in assenza di gravidanza, quando i cicli diventano stabilmente irregolari dopo un periodo di regolarità, quando il flusso è così abbondante da richiedere il cambio dell'assorbente ogni una-due ore o si accompagna a coaguli voluminosi e ad anemia, quando compaiono perdite fra un ciclo e l'altro o dopo i rapporti, e ogni volta che il dolore mestruale non risponde ai comuni analgesici. Annotare le date di inizio e fine del flusso, su un'agenda o con una applicazione, aiuta il medico a inquadrare rapidamente il problema.
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a un ginecologo.
