Calcolo del fabbisogno calorico giornaliero
Il fabbisogno calorico giornaliero è la quantità di energia che il corpo consuma nell'arco di ventiquattro ore: il metabolismo basale, cioè il consumo a riposo, moltiplicato per un coefficiente che tiene conto di quanto ti muovi. È il numero che indica, in modo approssimativo, quante calorie servono per mantenere il peso attuale. Il punto delicato non è la formula, che è semplice, ma la scelta del livello di attività: l'errore più comune, e di gran lunga, è sopravvalutare il proprio.
Il coefficiente riassume tutto quello che la formula di base non vede: gli allenamenti, ma anche il lavoro, gli spostamenti a piedi, le scale, le faccende domestiche e persino i movimenti involontari. Un uomo con un metabolismo basale di 1650 chilocalorie che sceglie il livello sedentario ottiene 1980 chilocalorie; se sceglie moderatamente attivo ne ottiene 2558. Quasi seicento calorie di differenza, decise da un menu a tendina: ecco perché quella scelta conta più di tutto il resto.
Per questo il modo corretto di usarlo è considerarlo un punto di partenza da verificare. Se dopo due o tre settimane in cui mangi intorno a quel valore il peso è stabile, la stima era buona. Se sale o scende senza che tu lo voglia, il valore reale è diverso e va corretto di duecento o trecento chilocalorie nella direzione giusta. La bilancia, usata sempre nelle stesse condizioni e guardata come tendenza settimanale e non giorno per giorno, è uno strumento più affidabile di qualunque formula.
Va usato con cautela anche in presenza di malattie che modificano il metabolismo, come le patologie della tiroide, negli anziani fragili, in chi ha una massa muscolare molto sopra o sotto la media e in chi assume farmaci che influenzano peso e appetito. In tutti questi casi serve una valutazione personalizzata, non una formula generale.
Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Prima di impostare una dieta, soprattutto in presenza di malattie o terapie in corso, rivolgiti al tuo medico curante o a un nutrizionista.
Calcola il tuo fabbisogno calorico giornaliero
Inserisci i tuoi dati e scegli con onestà il livello di attività: il calcolo avviene nel tuo browser, nessun dato viene inviato o salvato.
La formula usa costanti diverse
Anni compiuti, da 14 a 100
Anche con decimali: 70,5
Scrivi 175, non 1,75
Nel dubbio scegli il livello più basso fra i due che stai considerando: quasi tutti sovrastimano
Il risultato ha valore orientativo e non sostituisce la valutazione del medico o del nutrizionista.
Come si arriva al numero
Il calcolo si fa in due passaggi. Prima si stima il metabolismo basale con la formula di Mifflin-St Jeor, che per l'uomo è 10 per il peso in chili più 6,25 per l'altezza in centimetri meno 5 per l'età più 5, e per la donna la stessa cosa con 161 da sottrarre al posto di 5 da aggiungere. Poi si moltiplica quel valore per un coefficiente di attività, che va da 1,2 a 1,9.Il coefficiente riassume tutto quello che la formula di base non vede: gli allenamenti, ma anche il lavoro, gli spostamenti a piedi, le scale, le faccende domestiche e persino i movimenti involontari. Un uomo con un metabolismo basale di 1650 chilocalorie che sceglie il livello sedentario ottiene 1980 chilocalorie; se sceglie moderatamente attivo ne ottiene 2558. Quasi seicento calorie di differenza, decise da un menu a tendina: ecco perché quella scelta conta più di tutto il resto.
Come scegliere davvero il livello di attività
Le descrizioni sintetiche traggono in inganno, perché ognuno tende a leggersi nella categoria che preferisce. Questi sono i riferimenti concreti:- Sedentario (1,2): lavoro da seduti, spostamenti in auto o sui mezzi, nessuna attività sportiva strutturata, meno di cinquemila passi al giorno. È la condizione di gran parte di chi lavora in ufficio, anche di chi si sente comunque una persona attiva.
- Leggermente attivo (1,375): lavoro prevalentemente sedentario ma con una camminata quotidiana di venti o trenta minuti, oppure una o due sedute di sport a settimana.
- Moderatamente attivo (1,55): da tre a cinque allenamenti a settimana di circa un'ora, oppure un lavoro che tiene in piedi e in movimento per buona parte della giornata, come nel commercio o nella ristorazione.
- Molto attivo (1,725): allenamento intenso quasi tutti i giorni, oppure un lavoro fisicamente impegnativo come in edilizia o in agricoltura.
- Estremamente attivo (1,9): atleti in fase di preparazione con doppie sedute quotidiane, o lavori molto pesanti sommati all'allenamento. È una condizione rara, che riguarda pochissime persone.
Che cosa significa il risultato
Il numero che ottieni è la stima delle calorie che ti servono per restare al peso in cui sei. Se mangi all'incirca quella quantità il peso resta stabile, se mangi meno tende a scendere, se mangi di più tende a salire. Nessuna di queste affermazioni è però matematica: il corpo si adatta, l'assorbimento varia, e il conteggio delle calorie ingerite è a sua volta impreciso, con errori che negli studi arrivano facilmente al venti o trenta per cento in difetto.Per questo il modo corretto di usarlo è considerarlo un punto di partenza da verificare. Se dopo due o tre settimane in cui mangi intorno a quel valore il peso è stabile, la stima era buona. Se sale o scende senza che tu lo voglia, il valore reale è diverso e va corretto di duecento o trecento chilocalorie nella direzione giusta. La bilancia, usata sempre nelle stesse condizioni e guardata come tendenza settimanale e non giorno per giorno, è uno strumento più affidabile di qualunque formula.
Per chi questa stima non vale
Il calcolo è pensato per gli adulti sani. Non è adatto ai bambini e agli adolescenti in crescita, che hanno fabbisogni rapportati all'età e allo sviluppo, e non descrive correttamente la gravidanza e l'allattamento, condizioni in cui il fabbisogno aumenta secondo criteri che vanno concordati con il ginecologo o l'ostetrica.Va usato con cautela anche in presenza di malattie che modificano il metabolismo, come le patologie della tiroide, negli anziani fragili, in chi ha una massa muscolare molto sopra o sotto la media e in chi assume farmaci che influenzano peso e appetito. In tutti questi casi serve una valutazione personalizzata, non una formula generale.
Che cosa farne
Conoscere il proprio fabbisogno serve soprattutto a dare una scala di grandezza alle scelte quotidiane: aiuta a capire, per esempio, che una merenda da cinquecento calorie non è un dettaglio in una giornata da duemila. Se l'obiettivo è perdere peso, il passo successivo è sottrarre un deficit moderato con lo strumento sulle calorie per dimagrire. Se invece l'obiettivo è mantenersi, conta più la qualità di quello che si mangia della precisione del conteggio: vedi le nostre guide sulla dieta mediterranea e su come tenere una vita attiva.Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Prima di impostare una dieta, soprattutto in presenza di malattie o terapie in corso, rivolgiti al tuo medico curante o a un nutrizionista.
...........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................
Contatti | Archivio | Privacy | Termini e condizioni | © Copyright 2026 lasaluteinpillole.it - supplemento alla rivista www.studiocataldi.it
...........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................
