La salute in pillole

Disturbo ossessivo compulsivo

di Nicolina Leone - Una diretta conseguenza dell’ansia è il disturbo ossessivo compulsivo.

Clinicamente viene spiegato come una manifestazione di pensieri, immagini ( ossessione) e comportamenti compulsivi.

Analizziamo bene le definizioni: l’ossessione è la ricorrenza di pensieri negativi che si riversano sulla quotidianità, il soggetto pensa continuamente in modo negativo, ma non su tutto, si fissa solo su alcuni aspetti di ciò che lo circonda e da qui nasce la fobia, può essere nei confronti del disordine, dei germi, della sporcizia o del controllo della vita dei familiari.

Di conseguenza mette in atto comportamenti compulsivi che lo spingono a ripetere in modo ossessivo e continuo determinati comportamenti.

Trattandosi della fobia nei confronti dei germi, il soggetto si laverà le mani continuamente, anche ogni 5 minuti e obbligherà tutti i componenti della famiglia a fare la stessa cosa.

Per il disordine metterà in pratica un sistema di organizzazione degli spazi che lo obbliga a trovare una collocazione precisa per ogni oggetto e poi passerà molto tempo a svuotare e rimettere nello stesso ordine, cassetti, armadi, sportelli e tutto ciò che sta in casa, naturalmente anche i familiari dovranno rispettare il nuovo ordine costituito.

Una briciola di pane sul pavimento può scatenare delle vere crisi isteriche che si risolvono in casi estremi con l’eliminazione totale, in questo caso, del pane, onde evitare il ripetersi dell’evento che ha causato la crisi.

Inoltre il paziente tende a borbottare di continuo, preghiere, poesie, canzoni e persino formule matematiche.

Il disturbo ossessivo compulsivo, colpisce indifferentemente uomini e donne adulti, difficilmente si riscontra in adolescenti, ma si nota, statisticamente, una lieve oscillazione di incidenza superiore verso il sesso femminile e nello specifico, ad essere colpite maggiormente sono le casalinghe.

Da quanto esposto, si evince che il DOC va prontamente curato, anche perché oltre a creare gravi disagi ad interi nuclei familiari, colleghi di lavoro e amici, il soggetto colpito si rende perfettamente conto di essere disturbato e teme conseguenze peggiori per il suo stato mentale.

Infatti, spesso si trova piena collaborazione nel paziente, soprattutto se acquista fiducia nello specialista che lo prende in cura.

Si inizia con una terapia psicologica a livello cognitivo-comportamentale, si mette il paziente di fronte alle sue paure e con lunghe sedute colloquiali e si cerca di far superare in modo razionale il problema, al supporto psicologico si affianca la terapia farmacologica che consiste nella somministrazione di antidepressivi specifici che mirano al riassorbimento della serotonina, sostanza che l’uomo produce spontaneamente ma che può variare in percentuale da soggetto a soggetto, pertanto quando la produzione di serotonina non raggiunge i livelli standard occorre intervenire con i farmaci.

Spesso, però, non basta e nei casi più complessi si affianca l’uso di neurolettici ( risperidone e quietapina) per via endovenosa, con ottimi risultati che portano alla risoluzione del problema.

E’, inoltre, assolutamente necessario che la famiglia, gli amici e i colleghi di lavoro, assecondino il soggetto colpito con pazienza e comprensione, almeno fino al momento di iniziare la terapia, poiché il disturbo ossessivo compulsivo sfugge totalmente al controllo di chi ne è vittima.

Autore: Nicolina Leone


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