La salute in pillole

Ipocondria

di Nicolina Leone - Poiché l’ipocondria è comunemente classificata come patologia di scarsa importanza, dai non addetti ai lavori, permettetemi un breve prologo e l’uso delle parole di un grande scrittore ad uso e consumo dei cinici!

Sicuramente avrete letto o almeno sentito parlare del “Malato Immaginario” di Moliere, opera composta nel 1673, il che significa che la patologia in questione è conosciuta da parecchio tempo.

Il protagonista della storia è Argante, un uomo ricco e malato, in parte le malattie sono reali altre sono frutto della fantasia.

Argante ha due figlie, Luigina e Angelica avuta dalla prima moglie, in seguito si risposa con Becchina, donna avida e interessata solo al patrimonio.

Dunque, Argante spende cifre considerevoli per pagare le prestazioni del dottor Diarroicus e i medicamenti del farmacista, rendendosi conto, però, di sperperare troppo decide di dare in moglie la bella Angelica al figlio, pure lui medico, del dottor Diarroicus. La ragazza però è innamorata di Cleante e rifiuta le nozze. Il padre minaccia di chiuderla in convento se non obbedisce, fortunatamente interviene lo zio il quale dirà ai dottori che Argante ha deciso di non curarsi più, provocando l’ira e il risentimento dei luminari che spariscono dalla scena.

A questo punto interviene Antonia, la fedele governante, ella si traveste da dottore e induce Argante a credere che per risolvere i suoi mali debba amputare qualche arto, Egli naturalmente rifiuta e incomincia a stare meglio.

Resta un problema da risolvere, l’infida Becchina che vuole a tutti i costi il patrimonio. Antonia partorisce un’altra idea brillante, mentre Argante finge di essere morto sul sofà Becchina incomincia ad esporre ad Antonia i suoi piani per ereditare tutto ed estromettere le figliastre.

Il lieto fine è d’obbligo, Argante scaccia Becchina e si rende conto degli errori commessi, acconsente alle nozze di Angelica e Cleante e avendo appreso nel corso degli anni moltissime nozioni mediche decide di diventare egli stesso dottore e curarsi da se! 

L’ipocondriaco è sicuramente un soggetto disturbato, terrorizzato, che è convito di avere diverse malattie e nonostante le rassicurazioni di medici e specialisti, persiste nella sua errata convinzione di essere gravemente malato.

La sua vita si svolge fra laboratori di analisi, visite specialistiche, prelievi di sangue, radiografie, tac e quant’altro ritiene opportuno.

Inoltre interpreta qualsiasi sintomo anche innocente come l’inizio di una grave patologia.

Un leggero stiramento al braccio gli fa pensare ad un infarto imminente, un cerchio alla testa lo convince di avere un tumore, se i bisogni fisiologici alterano minimamente colore e consistenza, sicuramente ha i diverticoli, il fegato ingrossato, i reni affaticati, calcoli biliari e problemi alla prostata.

Un leggero dolore ad una gamba non può essere che una gravissima ernia la quale scatena l’infiammazione del nervo sciatico che potrebbe addirittura lasciarlo claudicante.

Insomma, un granello di polvere diventa una montagna.

Il problema maggiore si presenta quando, il paziente si immedesima talmente da accusare realmente i disturbi ideati dalla sua fantasia malato e in quel caso pure i medici sono costretti a prescrivere farmaci per disturbi di varia natura che in realtà non servirebbero.

La malattia si evolve, e da disturbo psichico diventa psicosomatico.

L’ipocondria non ha ancora trovato un posto definito fra le turbe mentali, non si riesce a classificarla, potrebbe appartenere all’area dei disturbi di ansia generalizzata, al disturbo ossessivo - compulsivo, o a quello somatoforme.

Dunque la terapia principale utilizzata è quella per i disturbi dell’ansia e della depressione.

Sostegno Cognitivo-Comportamentale presso una struttura adeguata, per quanto riguarda l’impiego di farmaci, ( in casi molto gravi ) onestamente si procede a tentativi monitorando la reazione di ogni singolo soggetto.

Pare che le cure dolci abbiano un discreto effetto, soprattutto i Fiori di Bach.

In famiglia è opportuno non deridere il paziente, ma informarsi sullo stato di salute lasciandolo esporre il malanno e cercando di razionalizzare la manifestazione dello stesso.

E’ inoltre opportuno evitare di lamentare qualsiasi acciacco, poiché l’ipocondriaco ha la straordinaria capacità di assimilare e concretizzare su di se i disturbi altrui.

E’ anche importante saper valutare la differenza fra Patofobia e Ipocondria per aiutare al meglio il paziente.

La patofobia è la paura persistente di avere una malattia, anche dopo avere eseguito esami diagnostici che escludono qualsiasi patologia.

Nell’ipocondria, la malattia, vera o presunta è già presente e richiede lunghe ricerche diagnostiche e altrettante cure.

Autore: Nicolina Leone


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