La salute in pillole

Schizofrenia

di Nicolina Leone - Fra tutte le patologie legate alla sfera mentale, la Schizofrenia è sicuramente una delle peggiori, poiché da essa non si guarisce e rende la vita del soggetto colpito e di coloro che se ne occupano molto difficile.

Lo Schizofrenico non è “pazzo”, non ha due personalità e non è pericoloso per il prossimo, anzi, qualora si presenti un comportamento lesivo è solo verso se stesso.

Egli vive in un mondo tutto suo, lontano dalla realtà oggettiva anche se ad essa ancorato.

Si isola, rifiuta qualsiasi rapporto umano rendendo travagliata la vita dei familiari.

Lo Schizofrenico ha una percezione della realtà completamente differente rispetto al resto del mondo, vive “alternativamente”, in pratica il suo universo è costituito da eventi raccolti dalla quotidianità ma distorti e adattati al suo modo di pensare.

Ciò che vede si trasforma in allucinazione visiva, ciò che sente diventa una cacofonia di voci insistenti e fastidiose con le quali tenta di interagire creando domande e risposte.

Alterna lunghi periodi di calma apparente, restando silenzioso e immobile, a momenti di estrema agitazione, in cui crede di essere vittima di complotti orditi a suo discapito, percepisce fisicamente presenze negative e le combatte.

La schizofrenia si evolve in tre particolari forme:

Catatonica, il paziente essendo ossessionato dal timore di farsi male o che gliene venga fatto, osserva lunghi periodi di immobilità, resta assente, sguardo nel vuoto, una parte della mente però resta vigile in attesa degli eventi, rifiuta di compiere qualsiasi azione anche quelle necessarie, non si nutre, non si lava e non dorme, a intervalli più o meno regolari manifesta improvvisi e intensi momenti di agitazione.

Paranoia, il soggetto vive in preda ad una profonda ansia che non gli permette di restare legato alla realtà, la sua unica difesa è una realtà alternativa dove egli stesso è protagonista di sogni e deliri che lo vedono come il centro di quell’universo che ruota intorno a lui, quindi, è il capo indiscusso, pretende e ottiene sottomissione dai personaggi di cui si circonda.

Ebefrenica, in questa terza fase il comportamento è molto infantile ma in senso negativo, il malato mostra atteggiamenti di regressione psichica, diventa come un pupazzo, sorride ma senza partecipazione, mostra arrendevolezza allo scopo di evitare qualunque forma di confronto sia con la quotidianità oggettiva, sia con le creazioni della sua mente. Può anche borbottare frasi, senza senso, incoerenti e volutamente incomprensibili per chi ascolta.

Poiché la scienza non ha ancora punti di riferimento assoluti  per l’insorgere della patologia, anche le terapie sono variabili.

Per certo si sa che esiste la possibilità di una componente ereditaria e che la dopamina, ormone che produciamo in modo naturale gioca un ruolo fondamentale.

Di fatto però non si è ancora capito se l’alterazione di questo ormone è la causa scatenante o la conseguenza naturale della malattia.

I farmaci più diffusi per controllare la schizofrenia sono gli antipsicotici e i tranquillanti (diazepam, clorpromazina e reserpina). La psicoterapia non sortisce alcun effetto in quanto raramente lo schizofrenico è abbastanza lucido da intrattenere una conversazione di senso compiuto.

Resta l’onere ai familiari di prendersi cura di un soggetto così debole da non potere mai essere lasciato solo.

Autore: Nicolina Leone


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