Dieta mediterranea: che cos'e e su cosa si basa
Secondo la maggioranza dei dietologi e dei nutrizionisti che ne hanno studiato e divulgato le caratteristiche, la dieta mediterranea non può essere considerata né un vero e proprio programma dietetico dai connotati scientifici, né, all'estremo opposto, una semplice moda alimentare. È piuttosto il complesso delle abitudini e delle regole alimentari seguite dai popoli che vivono negli oltre quindici Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo: un modo di mangiare e di stare a tavola nato lentamente, su quello che la terra e il mare di quelle zone offrivano davvero.
A conferma di questa longevità basti pensare alle numerose sagre e manifestazioni enogastronomiche che si ripetono ogni anno, soprattutto da aprile a novembre, nei borghi dei piccoli centri italiani, e non solo, in particolare nelle zone montane e collinari. In quelle occasioni si riscopre il gusto e l'orgoglio di far rivivere sulla tavola i piatti di una volta, le tradizioni contadine e perfino ricette di origine medievale. C'è di più: queste antichissime pietanze sono preparate quasi sempre in aderenza ai principi della dieta mediterranea. Ne costituiscono un indice chiaro la preferenza per i prodotti locali e di stagione, oltre che per i legumi e i cereali: si pensi alle zuppe di farro e di avena o ai dolci di castagne, proprio nei mesi autunnali, quando nei boschi imperversa la raccolta delle castagne.
Continua: I vantaggi della dieta mediterranea »
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per un piano alimentare personalizzato rivolgiti al tuo medico curante o a un nutrizionista.
Perché non è una moda alimentare
Una moda è per definizione momentanea. La dieta mediterranea, invece, è diffusa nell'area del Mediterraneo ormai da secoli, nonostante le differenze e le peculiarità che si sono sviluppate nei singoli Stati che la sentono propria: le sue radici si perdono, per così dire, nella notte dei tempi.A conferma di questa longevità basti pensare alle numerose sagre e manifestazioni enogastronomiche che si ripetono ogni anno, soprattutto da aprile a novembre, nei borghi dei piccoli centri italiani, e non solo, in particolare nelle zone montane e collinari. In quelle occasioni si riscopre il gusto e l'orgoglio di far rivivere sulla tavola i piatti di una volta, le tradizioni contadine e perfino ricette di origine medievale. C'è di più: queste antichissime pietanze sono preparate quasi sempre in aderenza ai principi della dieta mediterranea. Ne costituiscono un indice chiaro la preferenza per i prodotti locali e di stagione, oltre che per i legumi e i cereali: si pensi alle zuppe di farro e di avena o ai dolci di castagne, proprio nei mesi autunnali, quando nei boschi imperversa la raccolta delle castagne.
Gli alimenti che la caratterizzano
Al di là delle varianti locali, l'impianto di fondo è sempre lo stesso: molti alimenti di origine vegetale, pochi alimenti di origine animale, un unico grasso da condimento.- Cereali e derivati tutti i giorni: pane, pasta, riso, farro, orzo, meglio se integrali.
- Verdura e frutta di stagione in abbondanza, distribuite fra i pasti della giornata.
- Legumi più volte alla settimana: lenticchie, ceci, fagioli, fave, piselli.
- Olio extravergine di oliva come principale grasso da condimento, al posto di burro, lardo e strutto.
- Pesce, con largo spazio a quello azzurro, e carni bianche più delle rosse.
- Latte, formaggi e uova in quantità moderate; frutta secca a guscio in piccole porzioni.
- Dolci, salumi e carni conservate come eccezione e non come abitudine quotidiana.
Non è soltanto una lista della spesa
Ridurre la dieta mediterranea agli ingredienti significa perderne metà. Ne fanno parte a pieno titolo il modo di cucinare, con cotture semplici e a temperature contenute, il rispetto della stagionalità, la spesa fatta il più possibile vicino a casa, il pasto consumato con calma e in compagnia, e una vita fisicamente attiva. Sono elementi che incidono sulla salute quanto il contenuto del piatto, e sono anche i primi a saltare quando i ritmi di vita si fanno frenetici.Perché se ne parla ancora oggi
Questo modello alimentare ha attirato l'attenzione degli studiosi a partire dagli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, quando ci si accorse che nelle popolazioni del Sud Italia e della Grecia le malattie cardiovascolari erano molto meno frequenti che altrove. Da allora la ricerca ha continuato a occuparsene, e nel 2010 l'UNESCO l'ha iscritta nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Nelle pagine che seguono vediamo quali benefici sono realmente documentati, quali difficoltà incontra oggi chi vorrebbe seguirla e quali sono le sue regole pratiche.Continua: I vantaggi della dieta mediterranea »
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per un piano alimentare personalizzato rivolgiti al tuo medico curante o a un nutrizionista.
Le altre pagine di questa serie:
Che cos'è la dieta mediterranea · I vantaggi documentati · Le difficoltà dei tempi moderni · Patrimonio UNESCO · Le regole d'oro nella scelta dei cibi · L'olio d'oliva · Il vino · Una vita attiva
Che cos'è la dieta mediterranea · I vantaggi documentati · Le difficoltà dei tempi moderni · Patrimonio UNESCO · Le regole d'oro nella scelta dei cibi · L'olio d'oliva · Il vino · Una vita attiva
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