Diverticoli del colon: sintomi, dieta e cosa fare

Scoprire di avere i diverticoli durante una colonscopia fatta per tutt'altro motivo è una delle esperienze più comuni dopo i cinquant'anni, e quasi sempre è una scoperta priva di conseguenze. Avere i diverticoli non significa essere malati: nella grande maggioranza dei casi si tratta di una caratteristica anatomica che accompagna una persona per tutta la vita senza darle mai un disturbo. Capire questa differenza è importante, perché è proprio qui che si separa la diverticolosi silenziosa dalla diverticolite, che è invece una complicanza acuta vera e propria.

Che cosa sono i diverticoli

Un diverticolo è una piccola estroflessione della parete intestinale. La mucosa e lo strato immediatamente sottostante si insinuano attraverso i punti in cui la parete muscolare del colon è naturalmente più fragile, cioè là dove i vasi sanguigni la attraversano, e formano una tasca che sporge verso l'esterno. Le dimensioni vanno da pochi millimetri a un paio di centimetri e raramente ce n'è uno solo: di solito se ne trovano decine, distribuite lungo un tratto di intestino. Nei Paesi occidentali la sede di gran lunga più colpita è il sigma, l'ultima ansa prima del retto, dove le pressioni interne sono più elevate.

La semplice presenza di queste tasche, in assenza di infiammazione, si chiama diverticolosi. Si parla invece di malattia diverticolare soltanto quando i diverticoli cominciano a dare disturbi, e di diverticolite quando si infiammano.

Quanto sono frequenti e perché l'età conta tanto

La frequenza cresce con gli anni in modo molto netto, tanto che molti gastroenterologi li considerano più un segno dell'invecchiamento del colon che una malattia. Prima dei quarant'anni sono rari e si trovano in meno di una persona su dieci; intorno ai sessant'anni la prevalenza sale a circa un terzo della popolazione e oltre gli ottant'anni riguarda più della metà delle persone esaminate.

Il motivo di questa progressione è essenzialmente meccanico. Con il passare del tempo la parete del colon perde elasticità, mentre la pressione al suo interno tende ad aumentare, soprattutto se le feci sono dure e il transito è lento. Dove il tessuto cede, si forma la tasca. Contribuiscono una dieta povera di fibre, la stitichezza di lunga data, la sedentarietà, il sovrappeso, il fumo e l'uso cronico di antinfiammatori non steroidei. Esiste anche una componente genetica, legata alla qualità del tessuto connettivo, che spiega perché alcune persone sviluppino diverticoli molto presto e altre mai.

Perché quasi sempre non si sente nulla

Questo è il dato da tenere a mente più di ogni altro: la maggior parte delle persone con diverticoli non avrà mai alcun sintomo. Le stime concordi indicano che circa otto persone su dieci resteranno completamente asintomatiche per tutta la vita e che solo una minoranza, valutata intorno al quattro o cinque per cento, andrà incontro a un episodio infiammatorio. La diverticolosi non è quindi una malattia in attesa di manifestarsi: nella grande maggioranza dei casi resta ciò che è, una conformazione della parete intestinale. La scoperta occasionale non richiede terapie né controlli dedicati, e il referto va semplicemente conservato e riferito al medico se in futuro comparissero disturbi.

Quando i diverticoli danno fastidio senza infiammarsi

Esiste una zona intermedia che i medici chiamano malattia diverticolare sintomatica non complicata. Riguarda persone che hanno diverticoli e lamentano un dolore ricorrente nella parte bassa e sinistra dell'addome, gonfiore e alvo irregolare, ma senza febbre, senza rialzo degli indici infiammatori e senza le alterazioni tipiche di una fase acuta. Il dolore è sordo, dura ore o giorni e spesso migliora dopo l'evacuazione.

Il quadro assomiglia molto a quello della sindrome dell'intestino irritabile e distinguere le due situazioni non è sempre facile, anche perché possono coesistere. Il trattamento punta a regolarizzare l'intestino con fibre e liquidi; in alcuni casi lo specialista valuta cicli di antibiotici non assorbibili, di antinfiammatori intestinali o di probiotici, ma sono scelte che spettano al medico e sulle quali le prove restano tutt'altro che definitive. Non esiste, a oggi, una cura capace di far scomparire i diverticoli già formati.

Come si scoprono

Nella grande maggioranza dei casi vengono trovati per caso, durante una colonscopia eseguita per lo screening del tumore del colon-retto, per chiarire la causa di un'anemia o per valutare dei polipi intestinali: l'esame li mostra direttamente come piccole aperture sulla parete. Anche la TC dell'addome li individua bene ed è l'indagine di riferimento quando si sospetta una fase acuta, perché mostra non solo le tasche ma anche i tessuti circostanti; il vecchio clisma opaco con bario è ormai poco utilizzato. Nessuno di questi esami, però, va richiesto solo perché si sa di avere diverticoli: la sorveglianza dell'intestino segue le indicazioni generali dello screening.

Fibre, acqua e movimento: che cosa serve davvero

La misura più solida e più semplice è aumentare gradualmente le fibre, fino a raggiungere indicativamente venticinque o trenta grammi al giorno: verdura a ogni pasto, frutta, legumi due o tre volte alla settimana e cereali integrali al posto di quelli raffinati. La gradualità conta, perché passare da una dieta povera di scorie a una ricca nel giro di pochi giorni provoca gonfiore e aria, ed è il motivo per cui molte persone rinunciano.

Le fibre funzionano solo se accompagnate da liquidi sufficienti, indicativamente un litro e mezzo o due di acqua al giorno, altrimenti rischiano di peggiorare la stitichezza anziché risolverla. Completano il quadro l'attività fisica regolare, il mantenimento di un peso adeguato, l'abolizione del fumo e la prudenza nell'uso ripetuto di antinfiammatori, associati a un rischio maggiore di complicanze.

Semi e frutta secca: un divieto che le prove non confermano

Per decenni a chi aveva i diverticoli veniva detto di evitare semi, noci, mandorle, popcorn, fragole, kiwi e pomodori, nel timore che i piccoli frammenti duri potessero incastrarsi in una tasca e innescare l'infiammazione. Era un ragionamento intuitivo, mai dimostrato. Gli studi prospettici condotti su decine di migliaia di persone seguite per molti anni non hanno riscontrato alcun aumento del rischio di diverticolite o di sanguinamento in chi consumava regolarmente questi alimenti; se mai è emersa una tendenza opposta, coerente con il ruolo protettivo delle fibre. Per questo le principali società scientifiche di gastroenterologia hanno abbandonato quella raccomandazione, e salvo diversa indicazione del proprio medico non c'è motivo di escluderli dalla tavola.

Quando rivolgersi al medico

Va valutato senza aspettare un dolore addominale persistente localizzato in basso a sinistra, soprattutto se accompagnato da febbre, brividi, nausea o vomito, perché è il quadro tipico di un episodio acuto. Merita un controllo tempestivo anche l'emissione di sangue rosso vivo dal retto, che nei diverticoli può essere abbondante e improvvisa pur restando indolore. Vanno infine sempre approfonditi un cambiamento persistente delle abitudini intestinali, un dimagrimento non spiegato o un'anemia riscontrata agli esami del sangue: non sono segni tipici della diverticolosi e richiedono di escludere altre cause.

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a un centro specialistico.
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