La salute in pillole

L'Esofagite

L’esofagite è una patologia che consiste nell’infiammazione dell’esofago, ovvero l’organo attraverso cui il cibo viene trasferito dalla faringe allo stomaco e che, insieme alla faringe, alla laringe e alla trachea, fa parte della gola.   Se l’esofago risulta infiammato, diverse sono le diagnosi che il gastroenterologo può ipotizzare. Esistono, infatti, varie tipologie di esofagite: da quella causata da allergie e microbi a quella generata dal reflusso gastroesofageo.   Quest’ultima tipologia, ovvero l’esofagite da reflusso, rappresenta uno dei disturbi più comuni nell’ambito della gastroenterologia. Tenete presente, inoltre, che è stato stimato che circa il 30% dei soggetti che soffrono di reflusso, soffrono anche di esofagite.   La “Salute in Pillole” riporta un glossario coinciso sulle cause, sintomi e cure dei diversi tipi di esofagite.  

Cos’è e definizione

Cos’ è l’esofagite? Troviamo utili indicazioni per una corretta definizione grazie all’analisi etimologica della parola: l’organo interessato, ovvero l’esofago, dal greco oisophágos (composto da oísein ‘portare’ e phageîn ‘mangiare’), associato al suffisso ite, indica un processo infiammatorio che riguarda la mucosa dell’esofago.   Come abbiamo già indicato, l’infiammazione può dipendere da diverse cause, che vanno poi a caratterizzare i diversi tipi di esofagite. Di seguito passiamo in rassegna le varie tipologie di questa patologia.

Tipologia

Esistono principalmente 4 tipologie di esofagite: Esofagite da Reflusso, Esofagite da Farmaci, Esofagite Eosinofila ed Esofagite Infettiva.   Diagnosticare qual è la tipologia di esofagite di cui si soffre significa individuare le cause ben precise che provocano questa fastidiosa condizione patologica.  Di seguito vi forniamo una breve descrizione delle 4 tipologie di esofagite sopra indicate:

Esofagite da Reflusso

L’esofagite da reflusso è una conseguenza del reflusso gastroesofageo, patologia che consiste nell’eccessiva risalita di acidi gastrici dallo stomaco.

Esofagite da Farmaci

L’esofagite da farmaci è causata da alcuni farmaci che possono erodere la mucosa esofagea. Tra i principali responsabili, ricordiamo il ferro solfato, l’aspirina, la chinidina, le tetracicline e il cloruro di potassio.

Esofagite Eosinofila

L’esofagite eosinofila si verifica quando una significativa quantità di eosinofili, ovvero un tipo di globulo bianco, danneggia la parete esofagea. Questa patologia può essere causata da possibili allergie alimentari.

Esofagite Infettiva

L’esofagite infettiva è generata da agenti batterici, virali o fungini, e ha un’incidenza maggiore sui soggetti il cui sistema immunitario risulta essere già compromesso, come ad esempio i pazienti sieropositivi e diabetici.

Le cause

In base alla diversa natura ed entità delle cause, possiamo distinguere, come abbiamo già menzionato, tipologie differenti di esofagite. L’esofagite da reflusso, per esempio, è causata dai succhi gastrici che risalgono dallo stomaco, danneggiando appunto l’esofago.   Tra le cause più comuni poi, c’è anche l’utilizzo di farmaci, che causano appunto “L’esofagite da farmaci”. Sono invece le infezioni batteriche o virali a causare l’esofagite infettiva. Diverse sono le cause dell’esofagite eosinofila, in genere provocata da reazioni allergiche ad alcuni alimenti, come latte, uova, soia e noccioline.

I sintomi (come si manifesta)

Tra i sintomi più comuni riscontrabili in chi scopre di soffrire di esofagia è possibile indicare:

  • dolori toracici bruciori (soprattutto all’altezza dello sterno)
  • difficoltà nel deglutire
  • tosse
  • nausea
  • vomito
  • dolori
  • addominali

Diagnosi e analisi

Per una diagnosi corretta, il gastroenterologo in genere ricorre a diversi esami strumentali, come ad esempio l’esofagogastroduodenoscopia, che rileva eventuali modifiche del tessuto esofageo, oppure la pHmetria, che permette di individuare la presenza o meno di acido. Altri tipi di esame diagnostici sono l’impedenzometria, che valuta le caratteristiche del reflusso, la manometria, che individua eventuali malfunzionamenti dello sfintere esofageo e, in ultima analisi, il pasto baritato, che rileva possibili restringimenti dell’esofago.

Complicanze

Le complicanze derivanti dall’esofagite sono costituite dalla stenosi esofagea, l’esofago di Barrett e l’adenocarcinoma esofageo. La stenosi consiste nel restringimento dell’organo interessato, l’esofago di Barrett prevede, invece, la sostituzione della mucosa esofagea con un’altra mucosa generata dall’esofago stesso. Questa condizione patologica può eventualmente degenerare in una neoplasia indicata come adenocarcinoma esofageo.

Trattamenti e terapie

Le terapie si basano, in genere, su trattamenti dietetici e farmacologici: solo in alcuni casi sono previsti interventi chirurgici. In base alla diversa tipologia di esofagite, le cure possono variare. Ad esempio, l’esofagite da reflusso gastroesofageo può essere curata attraverso la somministrazione di farmaci che limitano la secrezione acida gastrica, mentre l’esofagite eosinofila può essere trattata grazie ai corticosteroidi che aiutano a ridurre il processo infiammatorio.

Prevenzione

Al variare del tipo di esofagite, varia anche il tipo di prevenzione da adottare. Ad esempio, per prevenire l’esofagite da reflusso è indispensabile seguire un regime alimentare che escluda menta, cioccolato e sostanze come caffeina e teina. Nel caso di esofagite eosinofila, invece, un’alimentazione priva di latticini, noci, uova e soia, aiuterebbe a prevenire il disturbo.



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