Gastroenterite: sintomi, quanto dura e cosa fare
La gastroenterite acuta è uno di quei disturbi che quasi tutti hanno provato almeno una volta: due o tre giorni pessimi, poi tutto passa da solo. Il vero pericolo non è quasi mai il germe che l'ha causata, ma i liquidi che si perdono con vomito e diarrea. Sapere come reidratarsi, e riconoscere i pochi segnali che richiedono un medico, è praticamente tutto quello che serve per attraversarla senza rischi.
Le forme batteriche sono meno frequenti ma in genere più rumorose: Campylobacter e Salmonella sono le più diffuse in Europa, seguite da alcuni ceppi di Escherichia coli, Shigella e Yersinia. Tendono a dare febbre più alta, dolore addominale intenso e talvolta sangue nelle feci. Un caso a parte è l'intossicazione da tossine già presenti nell'alimento, per esempio quelle di stafilococco: i sintomi esplodono entro poche ore dal pasto, con vomito violento, e si esauriscono altrettanto in fretta.
L'incubazione è breve, da poche ore a due o tre giorni. I disturbi cominciano di solito all'improvviso, raggiungono il picco nelle prime ventiquattro ore e si risolvono in uno o tre giorni nelle forme virali dell'adulto, mentre nei bambini con rotavirus la diarrea può proseguire fino a una settimana. Resta un dettaglio importante: si continua a eliminare il virus per alcuni giorni dopo la guarigione, ed è per questo che dopo un episodio conviene evitare di cucinare per altri per almeno due giorni.
Il problema non sono i sintomi in sé, ma la perdita di acqua e di sali che comportano. La disidratazione è la complicanza che manda in ospedale, e colpisce soprattutto i lattanti, i bambini piccoli, gli anziani e le persone con malattie croniche o in terapia con diuretici. Nell'adulto i segnali da tenere d'occhio sono la sete intensa, la bocca e la lingua asciutte, l'urina scarsa e molto scura o l'assenza di urina per molte ore, i capogiri quando ci si alza, la debolezza marcata e, nei casi avanzati, la confusione mentale. Nel bambino si osservano pannolini asciutti da diverse ore, pianto senza lacrime, occhi infossati, fontanella depressa nei più piccoli, cute che resta sollevata se pizzicata, sonnolenza insolita o irritabilità estrema.
Il modo di assumerla è decisivo, soprattutto quando c'è vomito: piccole quantità molto ravvicinate, un cucchiaino o un sorso ogni pochi minuti, funzionano dove un bicchiere intero verrebbe rigettato. Se un sorso viene vomitato si aspettano dieci minuti e si ricomincia. Le bibite gassate, i succhi di frutta e le bevande per sportivi sono una scelta peggiore: troppo zucchero e pochi sali, con il rischio di richiamare acqua nell'intestino e peggiorare la diarrea.
Quanto ai farmaci, gli antibiotici non hanno alcun effetto sulle gastroenteriti virali, che sono la stragrande maggioranza, e non servono nemmeno in molte forme batteriche, che si risolvono da sole; usarli senza motivo alimenta le resistenze, e in caso di diarrea con sangue non vanno mai presi di iniziativa propria. Gli antidiarroici che bloccano il transito non sono indicati nei bambini e vanno evitati con febbre alta o sangue nelle feci, perché trattengono nell'intestino ciò che l'organismo sta espellendo. Antiemetici e altri sintomatici possono essere utili, ma solo su indicazione del medico.
In viaggio verso Paesi a basso standard igienico il rischio principale è la cosiddetta diarrea del viaggiatore, provocata soprattutto da ceppi di Escherichia coli enterotossigeni. La regola pratica funziona ancora: cuocilo, sbuccialo o lascialo stare. Meglio bere acqua sigillata ed evitare ghiaccio, verdure crude, frutta già tagliata e cibi tenuti a lungo a temperatura ambiente. Nella maggior parte dei casi tutto si risolve in due o tre giorni con la sola reidratazione; l'eventuale antibiotico riguarda solo le forme intense e va deciso con il medico.
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a un centro specialistico.
Che cos'è la gastroenterite
Con gastroenterite si intende l'infiammazione acuta della mucosa dello stomaco e dell'intestino. Nel linguaggio comune viene chiamata influenza intestinale, ma con l'influenza vera non ha nulla a che vedere: i virus responsabili sono diversi e il vaccino antinfluenzale non protegge da questa forma. La mucosa infiammata perde la capacità di riassorbire acqua e sali, e questo spiega la diarrea liquida e abbondante che ne è il segno tipico.Da che cosa è causata
Nella grande maggioranza dei casi la causa è virale. Negli adulti il protagonista assoluto è il norovirus, responsabile delle epidemie invernali che si accendono in famiglie, scuole, case di riposo e navi da crociera: bastano pochissime particelle virali per ammalarsi, e questo lo rende straordinariamente contagioso. Nei bambini sotto i cinque anni la causa storicamente più importante è il rotavirus, contro cui esiste un vaccino orale offerto nel primo anno di vita che ha ridotto sensibilmente i ricoveri.Le forme batteriche sono meno frequenti ma in genere più rumorose: Campylobacter e Salmonella sono le più diffuse in Europa, seguite da alcuni ceppi di Escherichia coli, Shigella e Yersinia. Tendono a dare febbre più alta, dolore addominale intenso e talvolta sangue nelle feci. Un caso a parte è l'intossicazione da tossine già presenti nell'alimento, per esempio quelle di stafilococco: i sintomi esplodono entro poche ore dal pasto, con vomito violento, e si esauriscono altrettanto in fretta.
Come si prende e quanto dura
La trasmissione è oro-fecale: microscopiche quantità di materiale infetto passano dalle mani alle superfici, agli alimenti, alla bocca. Il norovirus si diffonde anche attraverso le goccioline emesse durante il vomito e resiste per giorni su maniglie, rubinetti e telecomandi. Gli alimenti coinvolti più spesso sono i frutti di mare crudi, i frutti di bosco, le verdure a foglia e i cibi manipolati da chi è appena stato male.L'incubazione è breve, da poche ore a due o tre giorni. I disturbi cominciano di solito all'improvviso, raggiungono il picco nelle prime ventiquattro ore e si risolvono in uno o tre giorni nelle forme virali dell'adulto, mentre nei bambini con rotavirus la diarrea può proseguire fino a una settimana. Resta un dettaglio importante: si continua a eliminare il virus per alcuni giorni dopo la guarigione, ed è per questo che dopo un episodio conviene evitare di cucinare per altri per almeno due giorni.
I sintomi e il rischio che conta davvero
Il quadro tipico mette insieme diarrea acquosa, nausea, vomito, crampi addominali, a volte febbre non alta, brividi, mal di testa e dolori muscolari. La sensazione di spossatezza è spesso sproporzionata rispetto alla durata dell'episodio.Il problema non sono i sintomi in sé, ma la perdita di acqua e di sali che comportano. La disidratazione è la complicanza che manda in ospedale, e colpisce soprattutto i lattanti, i bambini piccoli, gli anziani e le persone con malattie croniche o in terapia con diuretici. Nell'adulto i segnali da tenere d'occhio sono la sete intensa, la bocca e la lingua asciutte, l'urina scarsa e molto scura o l'assenza di urina per molte ore, i capogiri quando ci si alza, la debolezza marcata e, nei casi avanzati, la confusione mentale. Nel bambino si osservano pannolini asciutti da diverse ore, pianto senza lacrime, occhi infossati, fontanella depressa nei più piccoli, cute che resta sollevata se pizzicata, sonnolenza insolita o irritabilità estrema.
Reidratarsi nel modo giusto
Bere di più non basta: conta anche cosa si beve e come. La soluzione reidratante orale, in bustine da sciogliere in acqua, si acquista in farmacia ed è studiata per contenere acqua, zucchero e sali nelle proporzioni che favoriscono l'assorbimento intestinale anche quando l'intestino è infiammato. È il rimedio più efficace che esista per questo disturbo, ed è quello raccomandato in tutto il mondo.Il modo di assumerla è decisivo, soprattutto quando c'è vomito: piccole quantità molto ravvicinate, un cucchiaino o un sorso ogni pochi minuti, funzionano dove un bicchiere intero verrebbe rigettato. Se un sorso viene vomitato si aspettano dieci minuti e si ricomincia. Le bibite gassate, i succhi di frutta e le bevande per sportivi sono una scelta peggiore: troppo zucchero e pochi sali, con il rischio di richiamare acqua nell'intestino e peggiorare la diarrea.
Cosa mangiare, e i farmaci che servono o non servono
Il digiuno prolungato non accelera la guarigione, anzi rallenta la riparazione della mucosa. Appena il vomito si placa conviene tornare a mangiare, con porzioni piccole di cibi semplici e poco grassi: pane tostato, riso, pasta in bianco, patate, carote, banane, mele, carne bianca. I lattanti vanno allattati normalmente. Meglio evitare per qualche giorno fritti, dolci, alcol e caffè.Quanto ai farmaci, gli antibiotici non hanno alcun effetto sulle gastroenteriti virali, che sono la stragrande maggioranza, e non servono nemmeno in molte forme batteriche, che si risolvono da sole; usarli senza motivo alimenta le resistenze, e in caso di diarrea con sangue non vanno mai presi di iniziativa propria. Gli antidiarroici che bloccano il transito non sono indicati nei bambini e vanno evitati con febbre alta o sangue nelle feci, perché trattengono nell'intestino ciò che l'organismo sta espellendo. Antiemetici e altri sintomatici possono essere utili, ma solo su indicazione del medico.
Quando chiamare il medico
Conviene farsi sentire dal medico, o rivolgersi al pronto soccorso nei casi più netti, quando compaiono sangue nelle feci, febbre alta che non scende, vomito che impedisce di bere qualsiasi cosa per più di mezza giornata, dolore addominale forte e localizzato in un punto solo, diarrea che dura oltre cinque o sei giorni, oppure segni di disidratazione come urine assenti, sonnolenza e confusione. La soglia si abbassa molto nei neonati, negli anziani, in gravidanza, nelle persone con difese immunitarie ridotte e in chi ha assunto antibiotici di recente. Segnala sempre anche un viaggio all'estero: cambia le ipotesi diagnostiche e talvolta il trattamento.Prevenzione, in casa e in viaggio
L'arma principale resta il lavaggio delle mani con acqua e sapone, strofinando per almeno venti secondi, dopo il bagno e prima di toccare gli alimenti. È importante saperlo: contro il norovirus i gel alcolici sono poco efficaci e non sostituiscono il lavaggio. Se in casa qualcuno è malato aiutano la pulizia delle superfici con un prodotto a base di cloro, il lavaggio della biancheria ad alta temperatura e l'uso di asciugamani separati. In cucina valgono le solite regole: cottura completa di carne, uova e molluschi, separazione tra crudo e cotto, catena del freddo rispettata.In viaggio verso Paesi a basso standard igienico il rischio principale è la cosiddetta diarrea del viaggiatore, provocata soprattutto da ceppi di Escherichia coli enterotossigeni. La regola pratica funziona ancora: cuocilo, sbuccialo o lascialo stare. Meglio bere acqua sigillata ed evitare ghiaccio, verdure crude, frutta già tagliata e cibi tenuti a lungo a temperatura ambiente. Nella maggior parte dei casi tutto si risolve in due o tre giorni con la sola reidratazione; l'eventuale antibiotico riguarda solo le forme intense e va deciso con il medico.
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a un centro specialistico.
...........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................
Contatti | Archivio | Termini e condizioni | © Copyright 2026 lasaluteinpillole.it - supplemento alla rivista www.studiocataldi.it
...........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................
