Insufficienza renale acuta: cause e sintomi
L'insufficienza renale acuta, oggi indicata anche con l'espressione danno renale acuto, si distingue da quella cronica soprattutto per la rapidità con cui avviene la perdita di funzionalità dei reni e per il conseguente brusco aumento nel sangue dei valori di creatinina, prodotta dai muscoli, e di azotemia, dovuto alla difficoltà dell'apparato urinario di espellere tali sostanze che, in eccesso, risultano nocive per l'intero organismo.
La differenza più importante rispetto alla forma cronica, però, riguarda la prognosi: la forma acuta è in molti casi reversibile. Se la causa viene individuata e rimossa in tempo utile, la funzione renale può recuperare, del tutto o in buona parte. Per questo l'insufficienza renale acuta va considerata una situazione da valutare con urgenza.
Come si manifesta
In modo simile all'insufficienza renale cronica, ma con tempistiche assai più incalzanti, in un primo momento l'organismo tenta di reagire agli ostacoli incontrati nel filtrare il sangue producendo quantità maggiori di urina (poliuria), nonostante il livello di concentrazione resti sempre troppo basso. A questa fase segue di regola l'oliguria, in cui il liquido espulso tramite le vie urinarie è nettamente al di sotto dei parametri di normalità, fino alla vera e propria anuria.
Al contrario di quella cronica, l'insufficienza renale acuta non passa quasi mai inosservata fin dai primi giorni o addirittura dalle prime ore. Al rapido squilibrio dei valori di laboratorio e delle quantità di urina emesse corrispondono infatti segni clinici spesso preoccupanti, soprattutto per il loro celere peggioramento.
Può comparire ematuria, che a sua volta si manifesta come microematuria, con tracce di sangue rilevabili solo agli esami, oppure come macroematuria, quando l'intero liquido urinario assume un colore più scuro. Le gambe tendono a gonfiarsi e si registra un apparentemente inspiegabile aumento di peso: entrambi segni chiari della ritenzione di liquidi in corso. In alcuni casi la tendenza a trattenere acqua e sali minerali è talmente accentuata da provocare un accumulo di liquidi anche all'interno delle cellule; qualora questa evenienza coinvolga il sistema nervoso centrale, il malato percepirà stanchezza, astenia e difficoltà di concentrazione, associate nelle situazioni più gravi perfino a convulsioni.
Gli squilibri dei valori sanguigni già visti per l'insufficienza renale cronica, soprattutto l'innalzamento di creatinina, fosforo, azoto, potassio e acidi corporei, si verificano anche nella forma acuta, ma con sbalzi assai repentini, tanto che è possibile arrivare ai sintomi della pericolosa fase uremica nel giro di pochi giorni. In tale stadio si susseguono crisi gastrointestinali, con frequenti episodi di nausea, vomito e inappetenza, segni evidenti di anemia, ipertensione arteriosa, aritmie e altri disturbi cardiovascolari, deficit immunologici, emorragie e disturbi neurologici che possono raggiungere una gravità tale da degenerare in coma. L'aumento rapido del potassio nel sangue merita un'attenzione particolare, perché può alterare pericolosamente il ritmo cardiaco.
Le cause pre-renali
Il primo gruppo di cause comprende tutte quelle situazioni che determinano una riduzione del sangue che arriva ai reni. In questi casi il rene, in sé, non è ancora danneggiato: semplicemente non riceve abbastanza sangue da filtrare. Rientrano in questa categoria le emorragie, comprese quelle di entità consistente ma non evidente, le disidratazioni intense da vomito, diarrea, febbre prolungata o colpo di calore, l'uso eccessivo di diuretici, alcune malattie croniche del fegato, lo scompenso cardiaco e gli stati di shock. Sono anche le cause che rispondono meglio e più rapidamente al trattamento, quando riconosciute per tempo.
Le cause renali
Il secondo gruppo riguarda un danno diretto delle strutture del rene: si pensi alle infiammazioni o alle infezioni che colpiscono i glomeruli, i tubuli o l'interstizio, elementi fondamentali nell'architettura dell'organo. In questa categoria rientrano le glomerulonefriti, le nefriti interstiziali, le vasculiti e i danni di natura tossica.
Fra le cause tossiche merita un'avvertenza esplicita l'uso disinvolto degli antinfiammatori non steroidei, farmaci facilmente reperibili che vengono spesso assunti per settimane senza controllo medico: nelle persone anziane, disidratate o già portatrici di una funzione renale ridotta possono precipitare un danno renale acuto. Analoga prudenza va usata con i mezzi di contrasto impiegati in alcuni esami radiologici e con alcuni antibiotici: chi ha una nefropatia nota deve sempre segnalarlo prima di sottoporsi a un esame o di iniziare una terapia, in modo che il medico possa scegliere l'alternativa più sicura o adottare le necessarie precauzioni.
Le cause post-renali
Il terzo gruppo comprende gli ostacoli al deflusso dell'urina a valle del rene. Un rigonfiamento patologico di uno o più organi presenti nei pressi della zona lombo-sacrale, per fenomeni infiammatori, tumorali o di calcolosi, determina un aumento della pressione all'interno delle vie urinarie che si trasmette a ritroso fino al rene e ne compromette la funzione. Sono cause tipiche i calcoli che ostruiscono l'uretere, l'ipertrofia prostatica nell'uomo e le masse che comprimono le vie escretrici. Anche queste forme sono in genere reversibili una volta rimosso l'ostacolo.
Come si arriva alla diagnosi
La diagnosi si basa sul confronto tra i valori attuali di creatinina e quelli precedenti del paziente, sulla misurazione della quantità di urina prodotta nelle ventiquattro ore, sull'esame delle urine e sul dosaggio degli elettroliti. L'ecografia dell'apparato urinario è quasi sempre il primo esame per immagini richiesto, perché consente di riconoscere rapidamente un'ostruzione e di valutare le dimensioni dei reni: reni di dimensioni normali orientano verso una forma acuta, reni piccoli e con contorni irregolari suggeriscono invece un danno cronico preesistente.
Le cure
Dato che si tratta di una condizione a carattere progressivo ma non necessariamente irreversibile, l'insufficienza renale acuta va trattata risalendo alla fonte, ossia rimuovendo la causa che l'ha provocata: reidratare il paziente, sospendere i farmaci responsabili, curare l'infezione, liberare la via urinaria ostruita. A questo si affiancano il controllo dell'equilibrio dei liquidi e degli elettroliti e le regole generali di uno stile di vita sano, in particolare non fumare, evitare l'esposizione a sostanze tossiche e seguire l'apporto proteico indicato dallo specialista.
Quando la funzione renale non recupera abbastanza in fretta o quando gli squilibri metabolici diventano pericolosi, può rendersi necessaria una dialisi di supporto, spesso soltanto per il tempo necessario al rene per riprendersi. Tutte le terapie farmacologiche vanno prescritte e monitorate dal nefrologo, che ne stabilisce indicazione e posologia. Chi ha superato un episodio di danno renale acuto dovrebbe comunque continuare a controllare periodicamente la funzione renale, perché il rischio di sviluppare in seguito una insufficienza renale cronica risulta aumentato.
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a un nefrologo.
