Carbossiterapia: come funziona e che efficacia ha

di Nicolina Leone - La carbossiterapia consiste nella somministrazione sottocutanea o intradermica di anidride carbonica medicale, per mezzo di aghi sottili e di un apparecchio che regola il flusso e la quantità di gas. Nata in ambito termale e vascolare, viene oggi proposta soprattutto in medicina estetica. È un trattamento che merita di essere presentato per quello che è, senza promesse: le prove scientifiche disponibili sono limitate e non uniformi.

Che cos'è e da dove nasce

L'impiego terapeutico dell'anidride carbonica risale ai primi decenni del Novecento, quando nelle stazioni termali francesi si utilizzavano bagni e insufflazioni di CO2 nel trattamento dei disturbi circolatori degli arti inferiori. Da quell'esperienza deriva l'idea di iniettare il gas direttamente nel tessuto sottocutaneo, ripresa in Italia negli anni Novanta e applicata alle adiposità localizzate e alla cosiddetta cellulite, il cui nome corretto è panniculopatia edemato fibrosclerotica.

Come viene eseguita

Il gas viene erogato da una bombola di anidride carbonica per uso medicale attraverso un dispositivo che ne controlla portata e volume, e introdotto con aghi molto sottili in più punti dell'area da trattare. La seduta dura in genere dai dieci ai trenta minuti e le sedute vengono programmate a cicli, con cadenza settimanale o bisettimanale; il numero complessivo lo stabilisce il medico in base al quadro clinico.

Durante l'iniezione si avvertono comunemente una sensazione di tensione, un lieve bruciore e un crepitio sotto le dita, dovuto al gas che si distribuisce nei tessuti. L'anidride carbonica viene poi riassorbita e allontanata attraverso la respirazione, per cui il gonfiore locale si esaurisce nel giro di pochi minuti.

Che cosa dice l'evidenza scientifica

Il razionale proposto è un miglioramento del microcircolo e della cessione di ossigeno ai tessuti, con un effetto sul trofismo cutaneo. Va però detto con chiarezza che gli studi clinici sulla carbossiterapia estetica sono in gran parte piccoli, di breve durata, spesso senza gruppo di controllo adeguato, e i risultati sono contrastanti. Non esistono prove solide che il trattamento riduca in modo stabile la cellulite, il grasso localizzato o la circonferenza corporea.

In particolare, l'affermazione che la CO2 distrugga le cellule adipose non è supportata da dati convincenti e non va presentata come un dato acquisito. Le prove più interessanti riguardano semmai l'ambito vascolare e la gestione di alcune ulcere cutanee di difficile guarigione, un impiego clinico diverso da quello estetico.

Di conseguenza, la carbossiterapia non è un trattamento dimagrante e non sostituisce in alcun modo un'alimentazione equilibrata e un'attività fisica regolare, che restano gli unici interventi con efficacia dimostrata sulla composizione corporea. Chi cerca una riduzione stabile del peso o del grasso localizzato dovrebbe partire da qui e confrontarsi con il proprio medico, non da un ciclo di sedute.

È un atto medico

La carbossiterapia comporta l'introduzione di un gas nei tessuti attraverso un ago: è una procedura invasiva e quindi un atto medico, che può essere eseguita soltanto da un medico in un ambulatorio sanitario. La sua esecuzione da parte di estetisti o in centri non sanitari è illegale e pericolosa, perché comporta l'uso di dispositivi e gas non necessariamente di grado medicale, in condizioni igieniche non controllate e senza possibilità di gestire una complicanza.

Prima del ciclo il medico deve effettuare una visita, escludere le controindicazioni e raccogliere il consenso informato, spiegando anche i limiti dei risultati attesi.

Controindicazioni e rischi

Il trattamento è controindicato in gravidanza e allattamento, in presenza di insufficienza cardiaca o respiratoria, di insufficienza renale grave, di infezioni o lesioni cutanee nell'area da trattare, di trombosi venosa profonda in atto e di disturbi della coagulazione o terapie anticoagulanti non valutate.

Gli effetti indesiderati più frequenti sono locali e transitori: dolore durante e dopo la seduta, ecchimosi, arrossamento, enfisema sottocutaneo con crepitio che si risolve in poche ore. Sono descritti, più raramente, infezioni nel punto di iniezione, reazioni infiammatorie persistenti e lesioni cutanee. Il rischio embolico è considerato molto basso per l'elevata solubilità dell'anidride carbonica, ma questo non autorizza a definire la procedura priva di rischi: la sicurezza dipende dal gas medicale, dal dispositivo, dalla tecnica e dalla competenza di chi la esegue.

Come orientarsi

Diffida di chi garantisce risultati, propone pacchetti a numero fisso di sedute prima di una visita o presenta la carbossiterapia come alternativa alla chirurgia. Trattamenti come la liposuzione e la liposcultura rispondono a indicazioni cliniche del tutto diverse e non sono confrontabili con un ciclo di sedute di medicina estetica. Se il problema riguarda invece la circolazione venosa degli arti inferiori, l'inquadramento corretto passa dalla valutazione delle vene varicose da parte di uno specialista.

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la valutazione del tuo caso rivolgiti al medico curante o a uno specialista.

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