La salute in pillole

Anemia da carenza di ferro: anemia sideropenica o da carenza marziale

Le anemie carenziali si distinguono a seconda che l’elemento presente nel sangue in una concentrazione troppo bassa sia il ferro ovvero un certo tipo di vitamine. Molto spesso è la carenza di ferro a determinare i sintomi tipici dell’anemia (che, in tale evenienza, è detta anche “sideropenica” o “da carenza marziale”), dato che questa sostanza è indispensabile per permettere al midollo osseo di produrre le giuste quantità di emoglobina. Le cause principali di tale deficienza sono, da una parte, la perdita di ferro attraverso la fuoriuscita di sangue (non solo all’esterno, bensì anche all’interno dell’organismo) e, dall’altra parte, un’insufficiente introduzione di questa preziosa sostanza attraverso l’alimentazione. In merito alle perdite di sangue, le donne che sono soggette a un ciclo mestruale abbondante e/o troppo ravvicinato nel tempo (ossia più breve dei fisiologici ventotto giorni) spesso soffrono di anemia da carenza di ferro. L’eliminazione di ferro non di rado è cagionata anche da interventi chirurgici, ulcere, gastriti, emorroidi oppure da un polipo o un tumore al colon. Per quanto riguarda, invece, gli errori commessi in campo alimentare, una dieta povera di ferro (magari per una scarsa consumazione di carne) può essere fonte del problema, anche se è da tenere presente che, in certi casi, nonostante l’introduzione di equilibrate quantità di ferro, questo non viene regolarmente assorbito, ad esempio per problemi intestinali (in particolare per disfunzioni al duodeno). La gravidanza, inoltre, è uno stato che comporta spesso un maggiore assorbimento di ferro, in correlazione alle esigenze nutrizionali del feto. Per quanto concerne la cura dell’anemia sideropenica, mediante l’assunzione (protratta per diversi mesi o a fasi cicliche, secondo i consigli del medico) di integratori a base di ferro, in genere, si riesce a superare la patologia. Qualora la carenza sia molto grave o il paziente manifesti una considerevole intolleranza alla terapia per via orale (in numerosi casi, infatti, si sviluppano effetti collaterali come disturbi gastrointestinali, gonfiore intestinale, diarrea, o, al contrario, stitichezza), si può procedere per via endovenosa, tramite trasfusioni di sangue. E’ bene ribadire, tuttavia, che questa forma di anemia in genere è originata da perdita ematica, quindi occorre accertare se è in corso un’emorragia, anche interna, soprattutto se l’abbassamento di ferro è stato repentino e se si tratta di uomini, tendenzialmente meno soggetti alla patologia in esame.


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