Utero bicorne: cause, sintomi e gravidanza

L'utero bicorne è una delle malformazioni uterine congenite più conosciute. In questa condizione l'utero, invece di avere la classica forma a triangolo con il fondo arrotondato, presenta due corni distinti separati da una rientranza profonda del fondo uterino: visto dall'esterno assomiglia a un cuore. Il collo dell'utero e la vagina, nella maggior parte dei casi, sono unici e del tutto normali.

Non è una malattia e non è qualcosa che peggiora nel tempo: è una caratteristica anatomica presente fin dalla nascita, che moltissime donne hanno senza saperlo e senza che questo abbia mai comportato alcun problema.

Come si forma

Nelle prime settimane di vita embrionale l'utero nasce dall'unione di due canali simmetrici, i dotti di Müller, che scendono verso il basso, si avvicinano e si fondono sulla linea mediana. Nell'utero bicorne la fusione avviene, ma solo in parte: la porzione superiore dei due canali rimane separata e dà origine ai due corni. Si tratta di un passaggio dello sviluppo che si è completato solo a metà, e che non dipende da nulla che la madre abbia fatto o non abbia fatto in gravidanza: non c'entrano l'alimentazione, i farmaci di uso comune, gli sforzi o lo stile di vita.

A seconda di quanto in basso arriva la separazione si parla di utero bicorne parziale, la forma più frequente, oppure di utero bicorne completo, quando la divisione raggiunge il collo dell'utero. In alcuni casi sono presenti due colli distinti.

La differenza con l'utero setto

È la distinzione più importante e anche la più delicata dal punto di vista diagnostico. Nell'utero setto la cavità interna è divisa in due da una parete, ma il profilo esterno dell'utero resta regolare e arrotondato. Nell'utero bicorne, invece, è il fondo uterino stesso a essere inciso: la separazione riguarda tutto lo spessore dell'organo, non solo l'interno.

La differenza conta molto in pratica, perché le due condizioni hanno un rischio ostetrico diverso e, soprattutto, perché solo l'utero setto ha una correzione chirurgica di provata utilità, la settoplastica isteroscopica, che nell'utero bicorne non è applicabile. Un utero bicorne scambiato per un utero setto rischia di portare a un intervento inutile, ed è per questo che oggi la diagnosi si basa su esami capaci di mostrare contemporaneamente l'interno e l'esterno dell'organo.

I sintomi

L'utero bicorne è nella grande maggioranza dei casi asintomatico. Alcune donne riferiscono mestruazioni più dolorose della media o un flusso più abbondante, ma non esiste un quadro tipico che permetta di sospettare la malformazione sulla base dei soli sintomi. La diagnosi arriva quasi sempre per caso, nel corso di un'ecografia eseguita per altri motivi, oppure durante gli accertamenti per aborti ripetuti o per un parto prematuro.

Fertilità e gravidanza

La capacità di concepire, in genere, non è compromessa dall'utero bicorne: l'ovulazione, le tube e l'impianto funzionano normalmente e molte donne ottengono una gravidanza senza alcuna difficoltà. Le attenzioni riguardano piuttosto il proseguimento della gestazione. Poiché ciascuno dei due corni ha una capacità minore rispetto a un utero di forma regolare, sono descritti un rischio aumentato di parto prematuro, una maggiore frequenza di presentazione podalica del feto e un più frequente ricorso al taglio cesareo.

È importante non leggere questi dati come una condanna. La maggior parte delle gravidanze in donne con utero bicorne arriva a termine e si conclude con la nascita di bambini sani; ciò che cambia è il livello di sorveglianza, con controlli più ravvicinati della lunghezza del collo dell'utero e della crescita fetale nella seconda metà della gravidanza. Il cerchiaggio cervicale e i farmaci che riducono le contrazioni non si utilizzano automaticamente per il solo fatto che esista la malformazione: sono provvedimenti da riservare a situazioni specifiche, che spetta al ginecologo valutare.

Come si fa la diagnosi

L'esame di riferimento è l'ecografia tridimensionale transvaginale, che ricostruisce l'utero su più piani e permette di misurare la profondità della rientranza del fondo, cioè il dato che distingue l'utero bicorne dall'utero setto e dall'utero arcuato. Quando il quadro non è chiaro si ricorre alla risonanza magnetica della pelvi, altrettanto affidabile e priva di radiazioni. L'isterosalpingografia, molto usata in passato, mostra le due cavità ma non il profilo esterno dell'utero e non basta più da sola; la laparoscopia diagnostica è oggi riservata a casi selezionati.

Come per tutte le anomalie di questo gruppo, alla diagnosi si associa un'ecografia dei reni e delle vie urinarie, perché le malformazioni uterine si accompagnano con una certa frequenza ad anomalie renali.

Quando serve un trattamento

Nella maggior parte dei casi non serve alcun trattamento: l'utero bicorne asintomatico, scoperto per caso, va semplicemente conosciuto e segnalato in gravidanza. L'intervento di metroplastica secondo Strassman, che unisce chirurgicamente i due corni per via addominale, un tempo veniva proposto con una certa larghezza, mentre oggi è diventato eccezionale: si prende in considerazione solo in casi molto selezionati, dopo ripetute perdite di gravidanza e dopo aver escluso tutte le altre cause possibili. La scelta va sempre discussa con il ginecologo, che valuterà la storia clinica complessiva e non la sola immagine ecografica.

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a un ginecologo.

...........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................
Contatti   |    Archivio   |    Privacy   |    Termini e condizioni   |     © Copyright 2026 lasaluteinpillole.it - supplemento alla rivista www.studiocataldi.it
...........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................