Sindrome premestruale: sintomi e rimedi

La sindrome premestruale è l'insieme dei disturbi fisici ed emotivi che compaiono con regolarità nei giorni che precedono la mestruazione e si risolvono con l'arrivo del flusso o poco dopo. Sintomi lievi sono riferiti dalla maggior parte delle donne in età fertile; una sindrome premestruale vera e propria, cioè abbastanza intensa da interferire con le attività quotidiane, riguarda circa una donna su cinque.

Perché compare

I sintomi si concentrano nella fase luteale del ciclo mestruale, cioè nella settimana o nei dieci giorni che seguono l'ovulazione. In quella fase estrogeni e progesterone raggiungono il picco e poi calano rapidamente prima della mestruazione. La ricerca ha chiarito che nelle donne con sindrome premestruale i livelli ormonali non sono anomali: ciò che cambia è la sensibilità individuale a queste normali oscillazioni, in particolare l'effetto dei metaboliti del progesterone su alcuni sistemi cerebrali, fra cui quello della serotonina. Non c'entrano quindi né un eccesso di estrogeni né un presunto accumulo di sangue nel basso ventre.

I sintomi

Sul piano fisico i disturbi più frequenti sono la tensione e il dolore al seno, il gonfiore addominale, la ritenzione di liquidi, il mal di testa, il dolore alla schiena, la stanchezza, il senso di pesantezza alle gambe, le variazioni dell'appetito e la comparsa di qualche imperfezione cutanea.

Sul piano emotivo si osservano irritabilità, tensione interna, ansia, umore basso, difficoltà di concentrazione e alterazioni del sonno. Numero, intensità e durata dei sintomi variano molto da donna a donna e, nella stessa donna, da un mese all'altro. L'elemento che caratterizza la sindrome premestruale non è il singolo sintomo, ma il fatto che compaia in modo ricorrente nella fase luteale e scompaia con la mestruazione.

Il disturbo disforico premestruale

Va tenuto distinto dalla sindrome premestruale il disturbo disforico premestruale, che ne rappresenta la forma grave e che riguarda una quota di donne stimata fra il tre e l'otto per cento. Non è un capriccio né una versione un po' più marcata del malumore premestruale: è una condizione riconosciuta e codificata dai manuali diagnostici, caratterizzata da sintomi prevalentemente affettivi - marcata labilità dell'umore, irritabilità o rabbia, umore depresso con sentimenti di disperazione, ansia intensa - che compromettono in modo significativo il lavoro, lo studio e le relazioni, per poi risolversi con l'arrivo del flusso.

La diagnosi non si fa a memoria: richiede la registrazione prospettica dei sintomi giorno per giorno per almeno due cicli consecutivi, in modo da verificare che ci sia davvero il rapporto temporale con la fase luteale e da escludere altre condizioni, come un disturbo depressivo o ansioso che si accentua nel periodo premestruale. Il trattamento esiste ed è efficace: comprende, a seconda dei casi, farmaci antidepressivi della classe degli inibitori della ricaptazione della serotonina, in schemi continui o limitati alla fase luteale, e alcuni contraccettivi ormonali. La scelta spetta al medico, dopo una valutazione della storia clinica.

Che cosa può aiutare

Nelle forme lievi e moderate le misure di autogestione hanno un ruolo concreto. L'attività fisica aerobica regolare è la misura con le prove più solide a favore. È utile curare la regolarità del sonno, limitare alcol, caffeina e sale nei giorni sintomatici e distribuire i pasti in modo più frequente e leggero. Un'alimentazione ricca di fibre, verdura e frutta e povera di grassi è consigliabile in generale, anche se il suo effetto specifico sui sintomi premestruali non è dimostrato in modo definitivo.

Per i sintomi fisici possono essere impiegati antinfiammatori non steroidei, mentre per i quadri più disturbanti il ginecologo può valutare l'uso di un contraccettivo ormonale. Fra gli integratori, calcio e vitamina B6 hanno mostrato qualche beneficio in studi di dimensioni limitate; anche i prodotti da banco e i preparati a base di erbe vanno comunque discussi con il medico o con il farmacista, perché possono interferire con altre terapie.

Quando rivolgersi al medico

È opportuno chiedere una valutazione quando i sintomi premestruali compromettono in modo stabile il lavoro, lo studio o le relazioni, quando l'umore basso o l'irritabilità raggiungono un'intensità che spaventa, quando i disturbi non si risolvono con l'arrivo del flusso - segno che la causa potrebbe essere un'altra - e ogni volta che alla sindrome premestruale si associa un dolore mestruale importante, che va indagato come dismenorrea. Portare alla visita un diario dei sintomi di due cicli rende la valutazione molto più rapida e precisa.

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a un ginecologo.

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