Dismenorrea: cause del dolore mestruale e cure
La dismenorrea è il dolore che compare in corrispondenza delle mestruazioni, localizzato soprattutto nella parte bassa del ventre. È un disturbo molto diffuso: interessa, in forma più o meno intensa, la maggior parte delle donne in età fertile, ed è grave al punto da limitare le attività quotidiane in una quota che le indagini collocano fra il dieci e il venti per cento.
Come si manifesta
Il dolore inizia di solito poche ore prima o insieme al flusso e si concentra nei primi uno-tre giorni. Viene descritto come un crampo profondo o una serie di fitte al basso ventre, spesso irradiate alla schiena e alla faccia interna delle cosce. Possono accompagnarsi nausea, vomito, diarrea, mal di testa, sudorazione e senso di svenimento. Come per la sindrome premestruale e per il ciclo mestruale in generale, durata e intensità variano molto da donna a donna e da un mese all'altro.
Perché le mestruazioni fanno male
Durante la mestruazione l'endometrio che si sfalda libera prostaglandine, sostanze che provocano contrazioni della muscolatura dell'utero. Le contrazioni servono a favorire l'espulsione del sangue e del tessuto, ma se sono intense e ravvicinate riducono temporaneamente l'afflusso di sangue alla parete uterina, e questo genera un dolore di tipo ischemico. Una produzione di prostaglandine più elevata della media spiega buona parte dei casi, e giustifica anche i sintomi intestinali, che dipendono dall'azione delle stesse sostanze sull'intestino.
Dismenorrea primaria e secondaria
Si parla di dismenorrea primaria quando il dolore non dipende da una malattia dell'apparato genitale. Comincia tipicamente entro uno-due anni dal menarca, quando i cicli diventano ovulatori, si ripete con caratteristiche costanti e tende ad attenuarsi con gli anni.
Si parla invece di dismenorrea secondaria quando il dolore è provocato da una condizione sottostante. Le cause più frequenti sono l'endometriosi, l'adenomiosi, i fibromi uterini, i polipi endometriali, le cisti ovariche, la malattia infiammatoria pelvica e alcune malformazioni dell'utero che ostacolano il deflusso mestruale. Alcuni elementi orientano verso questa forma: la comparsa del dolore dopo anni di mestruazioni indolori, un dolore che peggiora nel tempo, che dura oltre i primi giorni o che si presenta anche lontano dal ciclo, il dolore durante i rapporti, i flussi molto abbondanti, la difficoltà a ottenere una gravidanza.
Un dolore invalidante non è normale
Un dolore mestruale che costringe a restare a letto, a saltare la scuola o a non andare al lavoro non rientra nella normalità e non deve essere sopportato in silenzio. Per molto tempo questo sintomo è stato considerato una componente inevitabile dell'essere donna, e la sua minimizzazione è una delle ragioni per cui la diagnosi di endometriosi arriva ancora oggi, in media, diversi anni dopo la comparsa dei primi sintomi. Riferire il dolore al medico, descriverlo con precisione e chiedere che venga indagato non è un eccesso di allarme: è il modo corretto di procedere.
Gli esami utili
La valutazione parte dalla raccolta della storia clinica e dalla visita ginecologica. L'esame di primo livello è l'ecografia pelvica, di norma per via transvaginale nelle donne che hanno già avuto rapporti, che permette di individuare fibromi, cisti, adenomiosi e alcune forme di endometriosi. In casi selezionati il ginecologo può richiedere una risonanza magnetica della pelvi. La laparoscopia, un tempo proposta con facilità, è oggi riservata ai casi in cui gli accertamenti non invasivi non chiariscono il quadro o quando è già previsto un trattamento chirurgico: non è un esame di partenza.
Le terapie
Nella dismenorrea primaria il trattamento di prima scelta è rappresentato dagli antinfiammatori non steroidei, che agiscono riducendo la produzione di prostaglandine e risultano più efficaci se assunti all'inizio dei sintomi. Una valida alternativa, soprattutto per chi desidera anche una contraccezione, è costituita dai contraccettivi ormonali, che riducono lo spessore dell'endometrio e quindi la quantità di prostaglandine prodotte; esistono anche dispositivi intrauterini a rilascio di progestinico. L'applicazione di calore sul basso ventre, l'attività fisica regolare e la riduzione del fumo hanno un effetto favorevole documentato, sia pure modesto. La scelta del farmaco va sempre concordata con il medico, tenendo conto della storia clinica personale.
Nella dismenorrea secondaria il trattamento riguarda la causa: la terapia dell'endometriosi, dell'adenomiosi o dei fibromi segue percorsi specifici, medici o chirurgici, che il ginecologo definisce caso per caso.
Quando rivolgersi al medico
È opportuna una valutazione quando il dolore non si controlla con i comuni antinfiammatori, quando è comparso o peggiorato dopo anni di cicli ben tollerati, quando si accompagna a febbre, perdite maleodoranti, dolore nei rapporti o flussi molto abbondanti, e ogni volta che condiziona in modo stabile la vita scolastica, lavorativa o di relazione.
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a un ginecologo.
