Utero didelfo o doppio: sintomi e gravidanza
L'utero didelfo, chiamato anche utero doppio, è una delle malformazioni uterine più rare e, dal punto di vista anatomico, la più appariscente. In questa condizione non esiste un solo utero diviso all'interno, ma due uteri completamente distinti, ciascuno con la propria cavità, il proprio collo, la propria tuba e il proprio ovaio. In circa tre casi su quattro è presente anche un setto che divide la vagina in due canali paralleli.
Nonostante l'immagine possa impressionare, si tratta di una condizione con cui moltissime donne convivono senza alcun disturbo. Non è una malattia, non peggiora nel tempo e non richiede di per sé alcun trattamento.
Perché si forma
Nelle prime settimane di sviluppo embrionale l'utero si forma dalla fusione di due canali simmetrici, i dotti di Müller. Nell'utero didelfo questa fusione non avviene affatto: i due canali proseguono il loro sviluppo separatamente e danno origine a due organi autonomi. È l'estremo opposto rispetto all'utero setto, in cui invece la fusione riesce ma il setto centrale non viene riassorbito.
Vale la pena ripeterlo, perché è una preoccupazione che molte donne esprimono quando ricevono la diagnosi: questa anomalia si determina nelle primissime fasi della vita embrionale e non dipende da nulla che la madre abbia fatto o non abbia fatto durante la gravidanza. Non esiste un comportamento che avrebbe potuto evitarla.
I sintomi
In molti casi l'utero didelfo è del tutto asintomatico e viene scoperto durante una normale visita ginecologica o un'ecografia di routine, talvolta al primo controllo in adolescenza. Quando la vagina è divisa da un setto, però, possono comparire alcuni disturbi caratteristici: dolore o difficoltà durante i rapporti sessuali, difficoltà nell'uso degli assorbenti interni e, in particolare, la sensazione che il flusso mestruale continui nonostante l'assorbente interno sia in sede, perché il sangue proviene anche dall'altro canale.
Una situazione più rara ma importante da riconoscere si verifica quando uno dei due canali vaginali è chiuso: in questo caso il sangue mestruale rimane intrappolato e provoca dolore pelvico intenso e ciclico che inizia poco dopo il menarca. È una condizione che va identificata e trattata, e che si associa tipicamente all'assenza congenita di un rene dallo stesso lato.
Utero didelfo, fertilità e gravidanza
La fertilità, cioè la capacità di concepire, in genere non è compromessa: entrambe le cavità possono ospitare una gravidanza e il concepimento avviene normalmente. Quello che può cambiare è il decorso della gestazione. Poiché ciascuna delle due cavità ha un volume inferiore a quello di un utero normale, sono descritti un rischio aumentato di parto prematuro, una maggiore frequenza di presentazione podalica e, di conseguenza, un più frequente ricorso al taglio cesareo.
Questi dati vanno letti nella giusta prospettiva: la maggior parte delle donne con utero didelfo porta a termine gravidanze che si concludono con la nascita di bambini sani. La differenza sta nel tipo di sorveglianza, non nella possibilità di avere figli. In gravidanza si controlla con più attenzione la lunghezza del collo dell'utero e la crescita fetale, e il ginecologo valuta caso per caso se siano opportune misure aggiuntive. A differenza di quanto si riteneva in passato, né il cerchiaggio del collo dell'utero né i farmaci che riducono le contrazioni vengono utilizzati di routine solo per la presenza della malformazione: sono provvedimenti riservati a indicazioni specifiche, che spetta allo specialista stabilire.
Come si fa la diagnosi
La presenza di due colli dell'utero e di un setto vaginale può essere sospettata già durante la visita ginecologica. La conferma si ottiene con l'ecografia tridimensionale transvaginale, che mostra i due corpi uterini separati, oppure con la risonanza magnetica della pelvi, particolarmente utile quando serve una mappa dettagliata dell'anatomia, ad esempio prima di un intervento sul setto vaginale. Le metodiche più invasive di un tempo, come l'isterosalpingografia e la laparoscopia diagnostica, oggi non sono più necessarie per porre la diagnosi.
Il controllo dell'apparato urinario
L'utero didelfo è una delle malformazioni più frequentemente associate ad anomalie dei reni, prima fra tutte l'assenza congenita di un rene. Per questo, alla diagnosi si accompagna sempre un'ecografia dell'apparato urinario. È un'informazione pratica che vale la pena avere: sapere di avere un solo rene funzionante cambia alcune scelte terapeutiche future e giustifica controlli periodici semplici.
Quando serve un intervento
Nella maggior parte dei casi non serve alcun trattamento e i due uteri vengono semplicemente lasciati come sono: non esiste oggi una chirurgia ricostruttiva che unisca le due cavità con benefici dimostrati. Quando invece è presente un setto vaginale che causa dolore ai rapporti o difficoltà con il flusso mestruale, la sua rimozione è un intervento semplice e risolutivo. È sempre indicato l'intervento nei casi in cui un canale vaginale chiuso impedisca la fuoriuscita del sangue mestruale.
Chi desidera capire meglio come nascono queste anomalie e in che cosa si differenziano fra loro può leggere la guida generale alle malformazioni uterine e la pagina dedicata all'utero bicorne, la condizione con cui l'utero didelfo viene più spesso confuso.
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a un ginecologo.
