Cisti ovariche: sintomi, tipi e quando preoccuparsi

Che cosa sono le cisti ovariche

Le cisti ovariche sono sacche a contenuto liquido, o più raramente denso e semisolido, che si formano all'interno o sulla superficie di una delle due ovaie. Sono un riscontro molto comune nelle donne in età fertile e la prima cosa da dire è la più rassicurante: la grande maggioranza delle cisti ovariche è benigna e transitoria. Nella maggior parte dei casi si tratta di cisti cosiddette funzionali, cioè legate al normale funzionamento del ciclo mestruale, che si riassorbono da sole nell'arco di uno, due o tre mesi senza alcuna terapia.

Molte cisti vengono scoperte per caso, durante un'ecografia eseguita per altri motivi, e non hanno mai dato alcun sintomo. Trovarne una non significa quindi essere malate: significa, quasi sempre, che l'ovaio sta facendo il suo lavoro.

Cisti ovariche e cistite: un equivoco molto diffuso

Capita spesso di sentir parlare, per errore, di cistiti ovariche: è un equivoco da chiarire subito, perché riguarda due condizioni del tutto diverse. La cistite è l'infiammazione della vescica, quasi sempre di origine infettiva, e si manifesta con bruciore quando si urina, stimolo continuo e urgente, urine torbide. Le cisti ovariche non hanno invece nulla a che vedere con la vescica né con un'infezione: sono formazioni dell'ovaio, cioè di un organo dell'apparato genitale femminile. L'assonanza fra le due parole genera la confusione, ma i percorsi diagnostici e le terapie sono completamente diversi.

Un secondo equivoco frequente riguarda la sindrome dell'ovaio policistico. Nonostante il nome, non si tratta di ovaie piene di cisti vere e proprie, ma di un disturbo ormonale e metabolico caratterizzato da numerosi piccoli follicoli immaturi, cicli irregolari o assenti e segni di eccesso di ormoni maschili. Avere una cisti ovarica non significa affatto avere l'ovaio policistico.

Le cisti funzionali: le più comuni

Sono la categoria di gran lunga più frequente e nascono dal ritmo stesso del ciclo. La cisti follicolare si forma quando il follicolo che dovrebbe liberare l'ovulo non si rompe al momento dell'ovulazione e continua a riempirsi di liquido; la cisti del corpo luteo compare invece dopo l'ovulazione, quando la struttura rimasta si chiude e accumula liquido o sangue al proprio interno.

Entrambe sono in genere piccole, spesso asintomatiche, e si risolvono da sole in due o tre cicli. Per questo, davanti a una cisti dall'aspetto semplice all'ecografia, l'atteggiamento corretto non è intervenire ma ripetere il controllo dopo qualche settimana: nella maggior parte dei casi la cisti non c'è più.

Gli altri tipi di cisti

Accanto a quelle funzionali esistono cisti che non dipendono dal ciclo e tendono a non scomparire da sole. Gli endometriomi, detti anche cisti cioccolato per il contenuto di sangue scuro e raggrumato, sono una delle manifestazioni più frequenti dell'endometriosi e si associano spesso a dolore mestruale intenso e dolore durante i rapporti. Le cisti dermoidi, o teratomi maturi, derivano da cellule embrionali e possono contenere tessuti di vario tipo, come grasso o peli: sono benigne e la trasformazione maligna è rara. I cistoadenomi, anch'essi benigni, originano dal rivestimento esterno dell'ovaio e possono raggiungere dimensioni notevoli.

Esistono infine cisti che destano sospetto, per esempio quelle con setti spessi, parti solide o abbondante vascolarizzazione all'ecografia, soprattutto dopo la menopausa: sono una minoranza, ma sono la ragione per cui una cisti persistente va sempre valutata dallo specialista e non ignorata.

I sintomi

Molte cisti non danno alcun disturbo. Quando i sintomi compaiono, i più comuni sono un dolore sordo o un senso di peso da un solo lato del basso ventre, un fastidio che si accentua a metà ciclo o durante i rapporti, la sensazione di gonfiore addominale. Se la cisti è voluminosa può comprimere la vescica o il retto, con stimolo frequente a urinare o difficoltà a evacuare.

Possono comparire anche irregolarità del ciclo, mestruazioni più dolorose (dismenorrea) o, più raramente, la loro scomparsa temporanea (amenorrea). Cicli molto irregolari associati a peluria in eccesso e acne marcata orientano invece verso un disturbo ormonale come l'ovaio policistico, che va inquadrato a parte.

Dolore pelvico acuto: quando andare in pronto soccorso

Questo è il punto sul quale non si deve avere alcuna esitazione. Un dolore pelvico improvviso, violento e continuo, spesso localizzato da un lato, accompagnato da nausea, vomito, sudorazione fredda, febbre, battito accelerato o svenimento, va considerato un'emergenza: bisogna recarsi subito in pronto soccorso o chiamare il 112.

Le due situazioni temute sono la torsione ovarica, in cui l'ovaio ruota sul proprio peduncolo interrompendo il flusso di sangue, e la rottura della cisti, che può provocare un versamento e talvolta un'emorragia nell'addome. La torsione è particolarmente insidiosa perché, se non trattata in tempi rapidi, può portare alla perdita dell'ovaio: le ore contano. Attendere che il dolore passi da solo, in questi casi, è l'errore da evitare.

Come si arriva alla diagnosi

L'esame fondamentale è l'ecografia pelvica transvaginale, che mostra dimensioni, contenuto e caratteristiche della cisti e permette quasi sempre di distinguere una formazione semplice da una che richiede approfondimenti. Il ginecologo può aggiungere esami del sangue, compresi alcuni marcatori tumorali, il cui valore va però interpretato con cautela perché si altera anche per condizioni del tutto benigne; nei casi dubbi si ricorre alla risonanza magnetica. La laparoscopia non è un esame di primo livello: è una procedura chirurgica, che si usa quando serve intervenire.

Le terapie

Per le cisti funzionali la condotta più corretta è quasi sempre l'attesa vigile: si ripete l'ecografia dopo uno o due cicli e ci si limita a controllare il dolore con antidolorifici comuni, se necessario. I contraccettivi ormonali non fanno sparire una cisti già presente, ma bloccando l'ovulazione riducono la probabilità che se ne formino di nuove: possono quindi essere proposti a chi va incontro a cisti funzionali ripetute.

L'intervento chirurgico si riserva alle cisti che persistono nel tempo, a quelle voluminose, a quelle che provocano sintomi importanti e a quelle con caratteristiche sospette all'ecografia. Si esegue di norma per via laparoscopica, con piccole incisioni e recupero rapido, rimuovendo la sola cisti e conservando il tessuto ovarico sano ogni volta che è possibile; la laparotomia è oggi riservata alle formazioni molto grandi o sospette. Il tessuto asportato viene sempre analizzato in laboratorio. Farmaci come il clomifene o la metformina, che talvolta si leggono associati a questo argomento, non servono a curare le cisti: appartengono alla gestione dell'ovaio policistico e dei problemi di ovulazione.

Quando rivolgersi al medico

Prenota una visita ginecologica se avverti un dolore pelvico che dura da giorni, se il ciclo diventa irregolare senza motivo, se noti un gonfiore addominale persistente o se i rapporti sono diventati dolorosi. Rivolgiti invece immediatamente al pronto soccorso se compare un dolore pelvico acuto e intenso, soprattutto se associato a nausea, vomito, febbre o sensazione di svenimento.

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a un ginecologo.

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