Acne
di Nicolina Leone - L'acne è una delle malattie della pelle più diffuse in assoluto: interessa in forma più o meno marcata la grande maggioranza degli adolescenti e non risparmia gli adulti, soprattutto le donne. Oltre a essere esteticamente sgradevole incide fortemente sullo stato psicologico di chi ne soffre, ed è questo, molto più delle lesioni in sé, il motivo per cui merita di essere curata bene e per tempo.
La buona notizia è che oggi esistono terapie efficaci per tutte le forme, comprese quelle gravi. La cattiva è che l'acne non si risolve in una settimana: qualunque trattamento richiede costanza e va giudicato dopo almeno due o tre mesi.
Che cos'è l'acne e perché compare
L'acne è un'infiammazione cronica del follicolo pilo-sebaceo, cioè della piccola struttura della pelle formata dal pelo e dalla ghiandola sebacea che gli sta accanto. Quattro fattori concorrono a scatenarla: l'aumento della produzione di sebo, l'ispessimento dello sbocco del follicolo che si occlude, la proliferazione di un batterio normalmente presente sulla pelle (Cutibacterium acnes) e la conseguente reazione infiammatoria.
All'origine di tutto c'è uno stimolo ormonale. In età prepuberale, in entrambi i sessi, gli androgeni (a partire dal testosterone, presente anche nelle ragazze) aumentano e mettono in moto le ghiandole sebacee, particolarmente numerose su viso, torace, spalle e dorso. Non a caso queste sono esattamente le zone in cui l'acne compare.
Le prime manifestazioni sono i comedoni: chiusi, i cosiddetti punti bianchi, e aperti, i punti neri, che devono il colore all'ossidazione del sebo e non allo sporco. Quando il follicolo occluso si infiamma nascono le papule (rilievi rossi e dolenti) e le pustole; nelle forme più severe compaiono noduli e cisti profonde, che sono quelle che possono lasciare cicatrici permanenti.
Contano anche la predisposizione familiare, alcune terapie farmacologiche, la sindrome dell'ovaio policistico nelle donne e, come fattore aggravante e non causale, lo stress.
I due miti da sfatare: igiene e alimentazione
Il primo equivoco, il più doloroso perché genera sensi di colpa, è che l'acne dipenda dalla scarsa igiene. Non è vero. Il punto nero non è sporcizia e lavarsi di più non lo elimina: al contrario, detersioni aggressive, saponi sgrassanti, spugnette e scrub ripetuti irritano la barriera cutanea, aumentano l'infiammazione e peggiorano il quadro. Due detersioni al giorno con un detergente delicato sono sufficienti.
Il secondo equivoco riguarda cioccolato e fritti. Il legame tra alimentazione e acne è molto più debole di quanto si creda e la cioccolata, da sola, non provoca l'acne. Gli unici elementi con qualche supporto negli studi sono il consumo elevato di latte, in particolare scremato, e le diete ad alto indice glicemico, ricche di zuccheri semplici e farine raffinate; l'effetto, comunque, è modesto e variabile da persona a persona. Nessuna dieta restrittiva ha senso come terapia dell'acne: un'alimentazione equilibrata giova alla salute generale, ma non sostituisce il trattamento.
Vale invece la pena ricordare che fumo e alcol non aiutano, e che l'uso di cosmetici occlusivi può peggiorare la situazione: conviene scegliere prodotti dichiarati non comedogenici.
Le forme dell'acne
- Acne volgare (o giovanile): di gran lunga la più comune, colpisce entrambi i sessi in adolescenza. Si presenta con comedoni, papule e pustole soprattutto su viso e dorso.
- Acne comedonica: la forma iniziale e più lieve, dominata da punti neri e punti bianchi con poca infiammazione.
- Acne papulo-pustolosa: alle lesioni chiuse si aggiungono elementi infiammati e purulenti; è il quadro più frequente in ambulatorio.
- Acne nodulo-cistica: la forma grave, con noduli profondi e dolenti e cisti che tendono a confluire. È quella che cicatrizza di più e va affidata subito al dermatologo, senza aspettare.
- Acne conglobata: variante severa, più frequente nei maschi, con lesioni estese su torace, dorso e collo e fistolizzazioni.
- Acne tardiva dell'adulto: colpisce soprattutto le donne dopo i venticinque anni, tipicamente al terzo inferiore del viso, mento e mandibola, spesso con riacutizzazioni prima del ciclo. Richiede una valutazione anche ormonale.
- Acne escoriata: le lesioni sono poche, ma vengono continuamente manipolate davanti allo specchio; il danno e le cicatrici derivano soprattutto dalla manipolazione.
- Acne meccanica: provocata da sfregamento, sudore, caschi, zaini, mascherine e indumenti stretti.
Un chiarimento importante: la rosacea, un tempo chiamata impropriamente "acne rosacea", è una malattia diversa. Colpisce l'adulto, si manifesta con rossore persistente del centro del viso, vampate e capillari dilatati, e non presenta comedoni. Anche le terapie sono differenti, per questo è sbagliato considerarla una forma di acne.
Acne da farmaci e altri quadri particolari
Alcune eruzioni acneiformi non nascono dal follicolo ma da una causa esterna ben identificabile.
- Acne da farmaci: corticosteroidi, androgeni e steroidi anabolizzanti, alcuni antiepilettici, l'isoniazide, il litio, dosi elevate di vitamine del gruppo B e diversi farmaci oncologici possono provocarla. Compare rapidamente, con lesioni tutte dello stesso stadio e in genere senza comedoni.
- Acne da anabolizzanti: l'assunzione di testosterone e derivati a scopo estetico o sportivo può scatenare forme molto aggressive, talvolta con febbre, dolori articolari e alterazioni degli esami del sangue. È un ottimo motivo in più per starne alla larga.
- Acne neonatale e infantile: quadri transitori dei primi mesi di vita, in genere lievi e destinati a risolversi da soli; le forme che persistono oltre l'anno vanno valutate dal pediatra.
- Acne da cosmetici: legata all'uso continuativo di prodotti grassi e occlusivi che ostruiscono lo sbocco follicolare.
Come si cura l'acne
La terapia va scelta dal medico in base alla forma, alla gravità, all'età e al sesso: non esiste un trattamento uguale per tutti e i prodotti "che hanno funzionato con un amico" spesso sono inutili o dannosi. In linea generale il dermatologo dispone di queste famiglie di trattamenti.
- Retinoidi topici (derivati della vitamina A da applicare sulla pelle): sono il cardine del trattamento perché agiscono sull'occlusione del follicolo e prevengono la formazione di nuovi comedoni. Nelle prime settimane possono seccare e irritare.
- Perossido di benzoile: antibatterico topico, utile da solo o in associazione; può decolorare tessuti e asciugamani.
- Antibiotici topici e orali (per esempio i derivati delle tetracicline o i macrolidi): riducono infiammazione e carica batterica. Vanno sempre associati ad altri principi attivi e usati per cicli limitati nel tempo, per non favorire l'antibiotico-resistenza.
- Terapia ormonale: in donne selezionate, alcuni contraccettivi estro-progestinici o farmaci ad azione antiandrogena migliorano l'acne. L'effetto si mantiene finché si prosegue la cura ed è il ginecologo o il dermatologo a valutarne l'indicazione.
- Isotretinoina orale: il trattamento più efficace nelle forme gravi o resistenti (vedi il paragrafo dedicato).
- Trattamenti complementari: peeling chimici, laser e luce pulsata possono essere proposti dallo specialista, soprattutto per gli esiti cicatriziali, ma non sostituiscono la terapia medica.
Sui cosiddetti rimedi naturali - infusi di bardana, tisane depurative, oligoelementi, fiori di Bach - va detto con chiarezza che non esistono prove di efficacia nel trattamento dell'acne. Possono al massimo accompagnare una terapia, mai sostituirla, e non vanno assunti di propria iniziativa se si stanno già prendendo farmaci.
Isotretinoina: che cosa è indispensabile sapere
L'isotretinoina orale, appartenente alla classe dei retinoidi sistemici, ha cambiato la storia dell'acne grave: agisce su tutti i meccanismi della malattia e in molti casi porta a una remissione prolungata. Non è però un farmaco da prendere alla leggera.
Richiede prescrizione specialistica, un percorso di controlli clinici e di esami del sangue periodici e il rispetto rigoroso delle indicazioni del dermatologo. Gli effetti indesiderati più comuni sono secchezza di labbra, pelle e occhi e una maggiore sensibilità al sole.
L'avvertenza più importante di tutta questa pagina riguarda la gravidanza: l'isotretinoina è assolutamente controindicata in gravidanza perché gravemente teratogena, cioè in grado di provocare malformazioni al feto. Per questo le donne in età fertile devono seguire un programma di prevenzione della gravidanza, con contraccezione efficace e test periodici, prima, durante e per il periodo indicato dopo la fine della cura. Il farmaco non va mai assunto senza prescrizione né acquistato online, e non va mai ceduto ad altre persone.
Consigli pratici per la cura quotidiana
La regola che vale più di ogni altra è una sola: non schiacciare e non manipolare le lesioni. Spremere un comedone spinge il contenuto in profondità nel derma, moltiplica l'infiammazione, allunga i tempi di guarigione e soprattutto trasforma una lesione che sarebbe guarita senza tracce in una cicatrice definitiva. La stessa cosa vale per la spremitura "professionale" fai-da-te davanti allo specchio.
Per il resto, poche cose semplici: detergere il viso mattina e sera con prodotti delicati, evitare scrub e alcol, idratare la pelle anche quando è grassa (soprattutto se si usano retinoidi, che seccano), usare cosmetici e creme solari non comedogenici, non sospendere la terapia al primo miglioramento e non aspettarsi risultati prima di sei-otto settimane.
Il sole, contrariamente alla credenza diffusa, non cura l'acne: migliora temporaneamente l'aspetto delle lesioni per poi peggiorarle alla fine dell'estate, e con alcuni farmaci va evitato del tutto.
Se l'acne è estesa, dolorosa, lascia segni o pesa sull'umore e sulla vita sociale, non ha senso aspettare che "passi con l'età": una visita dermatologica precoce evita gran parte delle cicatrici.
Vedi anche in questa categoria: La dermatite - Eczema - Psoriasi - Cisti
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a un dermatologo.

