Orticaria
di Nicolina Leone - L'orticaria prende il nome dall'ortica, perché le lesioni che provoca somigliano a quelle del contatto con quella pianta: rilievi rosati e gonfi, molto pruriginosi. È un disturbo comunissimo, tanto che si stima che almeno una persona su cinque ne faccia esperienza nel corso della vita.
Come si riconosce l'orticaria
La lesione tipica è il pomfo: un rilievo della pelle di dimensioni variabili, dal chicco di riso al palmo della mano, di colore rosa o bianco al centro con un alone arrossato, accompagnato da prurito intenso o da una sensazione di bruciore.
La caratteristica che permette di distinguerla da quasi tutte le altre malattie della pelle è la sua fugacità: il singolo pomfo compare, si sposta e scompare senza lasciare traccia nel giro di poche ore, comunque entro le ventiquattro. Mentre uno svanisce, altri ne compaiono altrove. Se una lesione resta ferma nello stesso punto per giorni, brucia più che prudere o lascia un segno scuro, non si tratta di una comune orticaria e va mostrata al medico.
In circa la metà dei casi ai pomfi si associa l'angioedema: un gonfiore più profondo che interessa palpebre, labbra, mani, piedi o genitali, dura più a lungo e dà più tensione che prurito.
Quando l'orticaria è un'emergenza
Questo è il punto più importante della pagina. L'orticaria in sé è fastidiosa ma quasi sempre benigna. Diventa però il segnale di una reazione anafilattica, cioè di un'emergenza che mette in pericolo la vita, quando compare insieme a uno o più di questi sintomi:
- gonfiore di labbra, lingua, gola o volto
- difficoltà a respirare, respiro sibilante, senso di chiusura della gola
- voce rauca, difficoltà a deglutire
- vomito, dolori addominali intensi, diarrea improvvisa
- capogiro, sudorazione fredda, pallore, senso di svenimento, perdita di coscienza
In questi casi bisogna chiamare subito il 112. Non si aspetta di vedere se passa, non ci si mette in auto per raggiungere il pronto soccorso da soli e non ci si limita a prendere un antistaminico. Chi ha già avuto una reazione di questo tipo e ha in dotazione l'autoiniettore di adrenalina prescritto dall'allergologo deve utilizzarlo immediatamente secondo le istruzioni ricevute e chiamare comunque i soccorsi. La stessa attenzione va prestata a un'orticaria comparsa pochi minuti dopo una puntura di insetto, l'assunzione di un farmaco o di un alimento.
Orticaria acuta e orticaria cronica
La distinzione fondamentale è la durata, perché cambia completamente l'approccio.
L'orticaria acuta dura meno di sei settimane, spesso solo qualche giorno. È di gran lunga la forma più frequente, colpisce volentieri i bambini e nella maggior parte dei casi segue un'infezione virale banale, l'assunzione di un farmaco, una puntura d'insetto o un alimento. Guarisce da sola e non lascia conseguenze.
L'orticaria cronica dura oltre sei settimane, con episodi che si ripetono quasi ogni giorno o a ondate, e può proseguire per mesi o anni prima di spegnersi spontaneamente. Nella grande maggioranza dei casi è spontanea, cioè senza un fattore esterno identificabile, e ha spesso un meccanismo autoimmune. Esistono poi le orticarie inducibili, in cui un fattore fisico preciso scatena i pomfi in modo riproducibile: pressione o sfregamento (dermografismo), freddo, caldo, sforzo e sudorazione, acqua, vibrazioni, luce solare.
Le cause: perché spesso non si trovano
Il meccanismo comune a tutte le forme è la liberazione di istamina e di altre sostanze da parte dei mastociti della pelle, che dilata i piccoli vasi e fa passare liquido nei tessuti. Questo può avvenire per una vera allergia, ma molto più spesso avviene per altre vie, senza che ci sia alcun allergene coinvolto.
Tra i fattori che possono provocare o aggravare un'orticaria ci sono infezioni, alcuni farmaci (in particolare antinfiammatori non steroidei e antibiotici), alimenti, punture di imenotteri, stress fisico ed emotivo, febbre, alcol, calore e sfregamento degli indumenti. In una minoranza di casi di orticaria cronica si trovano associazioni con malattie della tiroide o con altre condizioni autoimmuni, ed è il motivo per cui il medico prescrive qualche esame mirato.
Qui va detta una cosa che fa risparmiare molta ansia e molto denaro: nell'orticaria cronica, nella maggior parte dei casi, una causa non si trova, ed è assolutamente normale. La caccia ossessiva al "colpevole" - con batterie infinite di test allergologici, esami non validati per le presunte intolleranze, diete di eliminazione sempre più strette - non migliora la malattia, non è raccomandata dalle linee guida e finisce spesso per peggiorare la qualità della vita. Le indagini hanno senso solo quando la storia clinica indica un sospetto preciso. L'obiettivo realistico non è scoprire perché: è tenere sotto controllo i sintomi finché la malattia non si spegne da sola, come nella maggioranza dei casi avviene.
Diagnosi e terapie
La diagnosi è clinica e si basa sul racconto e sull'osservazione delle lesioni; nell'orticaria acuta tipica non serve alcun esame. Nelle forme croniche il medico si limita in genere a pochi accertamenti di base, aggiungendo altro solo se qualcosa nella storia lo giustifica. In casi selezionati il dermatologo si avvale della collaborazione dell'allergologo.
Il trattamento di prima linea sono gli antistaminici anti-H1 di seconda generazione, quelli che non danno sonnolenza, assunti con regolarità e non solo al bisogno. Se la risposta è insufficiente, lo specialista può aumentarne la posologia entro i limiti previsti dalle linee guida e, nelle forme croniche resistenti, ricorrere a farmaci biologici mirati o ad altri immunomodulanti.
I cortisonici sistemici hanno un ruolo limitato ai cicli brevi nelle riacutizzazioni severe, sempre su indicazione medica: non sono una terapia di mantenimento e l'uso prolungato va evitato. L'adrenalina non serve nell'orticaria semplice: è il farmaco dell'anafilassi, e va usata nelle situazioni descritte sopra.
Che cosa si può fare a casa
Nelle forme lievi aiutano gli impacchi freschi sulle zone pruriginose, la doccia tiepida e non calda, l'uso di indumenti larghi in cotone, evitare alcol, sforzi intensi e ambienti surriscaldati durante le crisi, e sospendere - dopo averne parlato con il medico - eventuali antinfiammatori che possono peggiorare il quadro. Le creme emollienti danno sollievo, mentre gli antistaminici in crema sono da evitare perché possono sensibilizzare la pelle.
I rimedi tradizionali come impacchi di camomilla o di acqua fresca possono essere gradevoli, ma non modificano il decorso della malattia e non sostituiscono la terapia. Nessuno di essi va utilizzato al posto della chiamata al 112 quando compaiono i segni di allarme.
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Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a un dermatologo.

