Herpes: che cos'è e quali forme esistono
La grafia corretta è herpes (o, all'italiana, erpete): la forma "erpes", molto diffusa nelle ricerche, è solo una semplificazione fonetica. Con questo termine si indica un gruppo di infezioni provocate da virus della famiglia degli Herpesviridae, che hanno in comune una caratteristica scomoda: dopo il primo contatto non vengono eliminati dall'organismo, ma restano nascosti nei gangli nervosi e possono risvegliarsi anche a distanza di anni.
La caratteristica comune: la latenza
Tutti i virus erpetici seguono lo stesso schema. C'è una prima infezione, che può essere rumorosa oppure passare del tutto inosservata; poi il virus si ritira lungo le fibre nervose e resta silente, tenuto sotto controllo dal sistema immunitario. Quando le difese si abbassano, per stress, febbre, stanchezza, esposizione solare intensa o una malattia concomitante, il virus può riattivarsi e dare una nuova manifestazione cutanea. Questo spiega perché l'herpes "torna": non è un nuovo contagio, è lo stesso virus che si risveglia.
Herpes simplex: labiale e genitale
L'herpes simplex esiste in due tipi, HSV-1 e HSV-2. Il primo è responsabile soprattutto dell'herpes labiale, la classica "febbre" sul labbro, con quel grappolo di vescicole precedute da formicolio e bruciore. Il secondo è associato più spesso all'herpes genitale, anche se oggi la distinzione non è così netta e ciascuno dei due tipi può interessare entrambe le sedi. Si tratta di infezioni molto comuni e nella grande maggioranza dei casi benigne.
Trovi il quadro completo nella scheda dedicata: herpes simplex, sintomi e cure.
Herpes zoster: la varicella che si risveglia
L'herpes zoster non si prende da un'altra persona ed è l'errore più frequente su questa malattia. È il virus della varicella (varicella-zoster virus, VZV), contratto quasi sempre da bambini, che dopo la guarigione rimane latente nei gangli nervosi e in un momento successivo della vita si riattiva. Per questo lo zoster colpisce solo chi ha già avuto la varicella, e si presenta come una fascia dolorosa di vescicole su un solo lato del corpo.
La scheda clinica completa è qui: herpes zoster. Se invece cerchi l'origine del nome popolare con cui viene chiamato quasi sempre in Italia, la trovi nella pagina sul fuoco di Sant'Antonio, che è la stessa identica malattia.
Come si riconoscono
Il segno comune a tutte le forme è la vescicola: una piccola bolla a contenuto limpido, raggruppata insieme ad altre su una base arrossata, che dopo qualche giorno si rompe, si secca e forma una crosta. Quasi sempre le vescicole sono precedute da 24-48 ore di prurito, bruciore, tensione o dolore nella zona che sta per essere interessata: è la fase in cui riconoscere l'episodio è più utile, perché permette di iniziare subito la terapia.
Nella maggior parte dei casi la diagnosi è clinica: al medico basta osservare l'aspetto e la distribuzione delle lesioni. Gli esami di laboratorio servono nei casi dubbi, nelle forme atipiche e nelle persone con difese immunitarie ridotte.
Le cure
Il trattamento si basa sui farmaci antivirali, disponibili in crema per le forme lievi e per bocca nelle situazioni più impegnative. Un punto vale per tutte le forme: questi farmaci non eliminano il virus dall'organismo, ma riducono durata e intensità dell'episodio, e sono tanto più efficaci quanto prima si iniziano. Insieme agli antivirali possono servire antidolorifici e una detersione delicata della zona. La scelta del farmaco, della via di somministrazione e della durata spetta al medico: non ha senso il fai da te con confezioni avanzate da episodi precedenti.
Quando rivolgersi al medico
Meritano sempre una valutazione medica: le vescicole che compaiono intorno o dentro l'occhio, l'herpes molto esteso o accompagnato da febbre alta e malessere marcato, gli episodi in persone con difese immunitarie ridotte, in gravidanza o nei primissimi mesi di vita, le recidive molto frequenti e il dolore che persiste dopo la guarigione della pelle. In tutti questi casi il tempo conta, e rimandare significa perdere la finestra in cui la terapia rende di più.
Altre infezioni cutanee trattate in queste pagine: le micosi e le verruche.
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a un dermatologo.

