Herpes simplex
L'herpes simplex (in sigla HSV, Herpes Simplex Virus) è un'infezione virale estremamente diffusa. Una volta contratto, il virus non viene mai eliminato: risale lungo le fibre nervose, si stabilisce nei gangli e vi resta silente per tutta la vita, senza dare alcun disturbo. Solo in alcuni momenti si riattiva e produce le classiche vescicole. Convivere con l'HSV è la condizione normale di una larghissima parte della popolazione adulta.
HSV-1 e HSV-2: due tipi dello stesso virus
Si distinguono due tipi. L'HSV-1 è storicamente associato all'herpes labiale, quello che nel linguaggio comune viene chiamato semplicemente "febbre" sul labbro. L'HSV-2 è associato più spesso all'herpes genitale. La distinzione, però, non è rigida: ciascuno dei due tipi può interessare l'una o l'altra sede, e negli ultimi anni una quota crescente di herpes genitali risulta causata dall'HSV-1. Dal punto di vista pratico, quello che conta è la sede colpita e la frequenza delle recidive, non l'etichetta del tipo virale.
Come si trasmette
Il contagio avviene per contatto diretto con la pelle o le mucose di una persona che sta eliminando il virus. L'herpes labiale si trasmette spessissimo con un bacio, anche molto banale, tanto che la maggior parte delle persone entra in contatto con l'HSV-1 nell'infanzia e sviluppa gli anticorpi specifici senza ricordare alcun episodio. L'herpes genitale si trasmette attraverso i rapporti sessuali, compresi quelli orali: un herpes labiale attivo può dare origine a un herpes genitale nel partner.
Una precisazione utile: l'herpes genitale è un'infezione comune, non il segno di comportamenti sbagliati, e non dice nulla sulla fedeltà di nessuno. Il virus può essere stato contratto anni prima e manifestarsi solo ora. La contagiosità è massima quando le vescicole sono presenti, ma una trasmissione è possibile anche in assenza di lesioni visibili.
I sintomi e l'evoluzione dell'episodio
L'episodio comincia quasi sempre con una fase di preavviso di 24-48 ore: arrossamento, formicolio, prurito, tensione o bruciore circoscritti a un'area piccola e sempre la stessa. Possono accompagnarsi sintomi simil-influenzali, come un lieve rialzo febbrile, dolori muscolari, stanchezza e ingrossamento dei linfonodi vicini. Nell'herpes genitale i primi disturbi possono essere bruciore e fastidio a urinare, motivo per cui il quadro viene talvolta scambiato per una cistite.
Solo dopo compaiono le vescicole raggruppate, con liquido chiaro, che nel giro di qualche giorno si rompono, si seccano e formano una crosta destinata a cadere spontaneamente. L'intero ciclo si esaurisce di solito in una-due settimane, più a lungo nel primo episodio in assoluto, che tende a essere il più intenso.
Che cosa scatena le recidive
Le riattivazioni non sono casuali: seguono in genere una situazione che abbassa temporaneamente le difese o irrita la zona. I fattori scatenanti più riconosciuti sono lo stress fisico o emotivo, gli stati febbrili e le infezioni respiratorie, l'esposizione solare intensa o l'esposizione al freddo e al vento, il ciclo mestruale, la stanchezza e la privazione di sonno, i traumi locali e alcuni interventi odontoiatrici. Molte persone imparano a riconoscere il proprio fattore ricorrente e a intervenire in anticipo.
Le cure
La terapia si basa sui farmaci antivirali della famiglia dell'aciclovir e derivati, in crema per le forme labiali lievi e per bocca nelle forme genitali, negli episodi estesi o nelle recidive frequenti. Non eliminano il virus dall'organismo, ma riducono durata e intensità della manifestazione, e la loro efficacia dipende dalla precocità: vanno iniziati appena si avvertono i sintomi di preavviso, non quando le croste sono già formate. Nelle persone con recidive molto ravvicinate il medico può valutare una terapia continuativa di lunga durata. Per il dolore si usano i comuni analgesici. Farmaci come la vidarabina o l'interferone, citati in testi ormai datati, non fanno più parte della pratica corrente.
Che cosa fare e che cosa evitare
È utile mantenere la zona pulita e asciutta, tamponandola con garze monouso; nell'herpes genitale un bagno in acqua tiepida allevia il fastidio. Va invece evitato in modo assoluto toccare le vescicole e portarsi poi le mani agli occhi: il virus può essere trasferito alla congiuntiva e alla cornea, dove causa una forma potenzialmente seria. Meglio non condividere asciugamani, posate, bicchieri, rossetti o balsami per le labbra durante l'episodio, ed evitare baci ai neonati e contatti stretti con persone immunodepresse.
Quando rivolgersi al medico
Serve una valutazione se le vescicole compaiono vicino all'occhio o se si associano disturbi visivi, se l'eruzione è molto estesa o accompagnata da febbre elevata, se gli episodi si ripetono più volte all'anno, in caso di herpes in gravidanza o in un neonato, e in tutte le persone con difese immunitarie ridotte. Un primo episodio genitale merita sempre di essere visto da un medico, sia per confermare la diagnosi sia per impostare la terapia nel modo giusto.
Approfondimenti collegati: il quadro generale sugli herpes e la forma da virus varicella-zoster, cioè l'herpes zoster, noto in Italia come fuoco di Sant'Antonio.
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a un dermatologo.

