Nei: come riconoscere quelli da far controllare

di Nicolina Leone - Il neo, che in termini medici si chiama nevo melanocitario, è una piccola area di pelle in cui i melanociti, cioè le cellule che producono il pigmento, si raggruppano invece di distribuirsi in modo uniforme. Il risultato è una macchia o un rilievo di colore variabile dal marrone chiaro al bruno scuro. Averne alcune decine è del tutto normale: la grande maggioranza dei nei è e rimane benigna per tutta la vita. Il punto non è quindi avere dei nei, ma sapere quali meritano uno sguardo del dermatologo e quando.

Che cosa sono e perché compaiono

La forma e la dimensione del neo dipendono da come sono disposti i melanociti: gruppi piccoli e superficiali danno nei piatti e tondi, gruppi più numerosi e stratificati danno nei rilevati, che si riescono a stringere fra le dita e che a volte portano dei peli. La presenza di peli, da sola, non è né un segno di malignità né una garanzia di benignità.

I nei possono essere presenti dalla nascita (nevi congeniti) oppure comparire nel corso della vita, soprattutto fra l'infanzia e i trent'anni. Contano la predisposizione familiare, il tipo di pelle e l'esposizione al sole. Non esiste un unico fattore scatenante e non c'è nulla che si possa fare per impedirne la comparsa: si può però ridurre il danno solare, che è l'unico fattore di rischio davvero modificabile.

La regola ABCDE

È il metodo più semplice per capire se un neo va mostrato al medico. Ogni lettera indica una caratteristica sospetta:

  • A come Asimmetria: se si immagina di piegare il neo a metà, le due parti non coincidono. Il neo benigno tende invece a essere tondo o ovale e simmetrico.
  • B come Bordi: margini frastagliati, sfumati, a carta geografica, che sconfinano nella pelle sana. Il neo benigno ha un bordo netto e regolare.
  • C come Colore: più colori nella stessa lesione (marrone, nero, rosso, bianco, grigio-bluastro) o un colore distribuito in modo disomogeneo. Il neo benigno è di una sola tinta, uniforme.
  • D come Dimensione: un diametro superiore a circa 6 millimetri merita attenzione. È però il criterio meno affidabile, perché esistono melanomi piccoli e nei benigni grandi: da solo non basta né per allarmarsi né per stare tranquilli.
  • E come Evoluzione: è il segnale più importante. Un neo che nel giro di settimane o mesi cambia forma, colore, spessore o superficie, oppure inizia a prudere, sanguinare o a formare una crosta che non guarisce, va fatto vedere subito.

La regola ABCDE è uno strumento di allerta, non una diagnosi. Serve a decidere se prendere un appuntamento, non a stabilire da soli se una lesione è benigna.

Il segno del brutto anatroccolo

Nella stessa persona i nei tendono ad assomigliarsi fra loro, come i membri di una famiglia. Il segno del brutto anatroccolo consiste nell'individuare la lesione che stona: quella che, guardando l'insieme, è diversa da tutte le altre per colore, forma o dimensione. Spesso è un criterio più efficace dell'ABCDE, perché non richiede di valutare il singolo neo in astratto ma di confrontarlo con gli altri. Se un neo è l'unico strano fra tanti simili, va mostrato al dermatologo anche se preso da solo sembrerebbe innocuo.

Quando rivolgersi al dermatologo

Vale la pena fissare una visita, senza rimandare, quando un neo:

  • cambia in modo evidente in poche settimane o pochi mesi;
  • prude, brucia o dà fastidio in modo persistente;
  • sanguina, si ulcera o forma una crosta che si riforma sempre;
  • è comparso da poco in età adulta e cresce in fretta;
  • è visibilmente diverso da tutti gli altri;
  • si trova in una sede che non si riesce a controllare da soli, come schiena, cuoio capelluto, pianta dei piedi o zona genitale.

Anche una macchia scura che compare sotto un'unghia, soprattutto se si allarga e non si sposta con la crescita dell'unghia, merita un controllo. Il melanoma diagnosticato precocemente si tratta con un intervento limitato e ha una prognosi molto favorevole: è per questo che vale la pena chiedere un parere subito invece di aspettare mesi per vedere come va.

La mappatura dei nei e la dermatoscopia

Il dermatoscopio è uno strumento che, grazie alla luce polarizzata e all'ingrandimento, permette di vedere le strutture del neo sotto la superficie della pelle: reticoli, punti, globuli, vasi. Consente di riconoscere molte lesioni benigne senza toccarle e di individuare le poche che richiedono l'asportazione.

La mappatura (o videodermatoscopia) è l'archiviazione digitale delle immagini dei nei, che vengono riconfrontate nei controlli successivi. Serve soprattutto a chi ha molti nei, nei atipici, familiarità per melanoma o una storia personale di tumori cutanei: permette di cogliere il cambiamento nel tempo, che è proprio la "E" della regola ABCDE. La periodicità dei controlli la stabilisce il dermatologo in base al rischio individuale.

Non esiste una terapia per i nei in quanto tali: non si curano con creme e non ha senso toglierli tutti per prevenzione. Quando una lesione è sospetta si procede all'asportazione chirurgica completa, in ambulatorio e in anestesia locale, con esame istologico del pezzo asportato. Un neo non deve mai essere bruciato con il laser o con l'azoto se prima non è stata esclusa la natura tumorale: distruggerlo senza analizzarlo significa perdere l'unica informazione che conta.

Alcuni tipi di nei che può capitare di sentire nominare

I dermatologi usano spesso i nomi degli studiosi che li hanno descritti per primi, quindi non stupitevi se dopo una visita vi sentirete dire che portate addosso un neo di Miescher o di Unna.

  • Nevo di Miescher: rilevato, di solito sul viso, benigno; può dare fastidio se viene sfregato durante la rasatura.
  • Nevo di Unna: morbido e sporgente, tipico del tronco, dove può essere irritato dalla cintura o dalle spalline.
  • Nevo di Clark: piatto e regolare, il più comune, spesso confuso con una lentiggine.
  • Nevo atipico o displastico: più grande e irregolare del precedente. Non va asportato in automatico: nella maggior parte dei casi si tiene sotto osservazione con la dermatoscopia, e si interviene solo su quello che cambia o che presenta caratteristiche sospette. Averne molti è però un motivo in più per fare controlli regolari.
  • Nevo di Spitz e nevo di Reed: compaiono soprattutto nei bambini e negli adolescenti, crescono rapidamente e possono avere un aspetto che mette in allarme; proprio per questo vengono spesso asportati e analizzati.
  • Nevo di Sutton: un neo circondato da un alone di pelle depigmentata, dovuto a una reazione immunitaria simile a quella della vitiligine. Con il tempo tende a schiarirsi e a scomparire spontaneamente.

Il sole: la parte che dipende da noi

Avere dei nei non impedisce di andare al mare, di stare all'aperto o di sottoporsi a trattamenti estetici. Impone però di prendere sul serio la fotoprotezione, perché il danno solare si accumula nel corso della vita e non si annulla.

  • Usare una crema ad alto fattore di protezione, applicata in quantità generosa e ripetuta ogni due ore e dopo il bagno.
  • Evitare l'esposizione nelle ore centrali della giornata e preferire cappello, occhiali e magliette, che proteggono più di qualsiasi crema.
  • Non usare lampade e lettini abbronzanti: sono classificati fra i cancerogeni certi per l'uomo.
  • Proteggere in modo particolare i bambini. Le scottature dell'infanzia e dell'adolescenza pesano sul rischio di melanoma dell'adulto più di quelle prese da grandi: una singola ustione con vesciche in età pediatrica conta.

Il messaggio da portare a casa è semplice: quasi tutti i nei sono innocui e non richiedono nulla, ma qualunque neo che cambia, prude, sanguina o non guarisce va mostrato al dermatologo. Sono utili anche l'autoesame periodico davanti a uno specchio, facendosi aiutare da qualcuno per la schiena, e una visita di controllo con la periodicità consigliata dallo specialista.

Altre formazioni della pelle che possono essere confuse con un neo sono le verruche e le cisti cutanee: hanno origine e comportamento completamente diversi, e anche in questo caso è il dermatologo a distinguerle con sicurezza.

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a un dermatologo.

...........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................
Contatti   |    Archivio   |    Privacy   |    Termini e condizioni   |     © Copyright 2013 lasaluteinpillole.it - supplemento alla rivista www.studiocataldi.it
...........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................