Le micosi della pelle

di Nicolina Leone - Le micosi sono infezioni provocate da funghi microscopici, i miceti, che si insediano negli strati superficiali della pelle, nei peli, nelle unghie e nelle mucose. Sono fra i disturbi dermatologici più comuni in assoluto, quasi sempre banali dal punto di vista della salute generale, ma tenaci: se non trattate correttamente durano mesi, si estendono e si ripresentano.

Come si prendono

I miceti responsabili delle micosi cutanee si trasmettono per contatto diretto con la pelle o con superfici e oggetti contaminati: pavimenti di piscine, docce e spogliatoi, asciugamani, calzature, strumenti da manicure non disinfettati, ma anche animali domestici. Il contagio per inalazione, spesso citato a proposito dei funghi, riguarda le micosi profonde degli organi interni, un capitolo del tutto diverso.

Perché il fungo attecchisca servono in genere condizioni favorevoli: umidità e caldo, pelle macerata dalla sudorazione, piccole abrasioni, scarpe poco traspiranti, difese immunitarie ridotte, diabete o terapie prolungate con antibiotici e cortisonici.

Dermatofiti, lieviti e muffe

I dermatofiti si nutrono di cheratina e colonizzano quindi le sedi più ricche di questa proteina: strato corneo, capelli, peli e unghie. Sono responsabili delle forme che in medicina si chiamano tinea.

I lieviti, in primo luogo la Candida, prediligono le zone calde e umide: mucose genitali e orali, pieghe cutanee, spazi fra le dita. Un altro lievite, la Malassezia, provoca la pitiriasi versicolor, quelle chiazze chiare o brunastre sul tronco che si notano d'estate perché non si abbronzano. Le muffe intervengono più raramente, di solito su unghie già danneggiate.

Le sedi più colpite

Il piede. Il piede d'atleta (tinea pedis) è la micosi più frequente in assoluto. Comincia quasi sempre negli spazi fra le dita, con pelle biancastra e macerata, screpolature, cattivo odore e prurito; altre forme danno desquamazione diffusa della pianta. Si prende tipicamente camminando scalzi in ambienti comuni umidi.

Le pieghe. Inguine, solco sottomammario, ascelle e spazi interdigitali sono terreno ideale per lieviti e dermatofiti. La micosi inguinale si presenta come una chiazza rossa a bordo netto e rilevato, che si allarga verso la coscia e prude; nelle pieghe si vede spesso un'area rossa lucida e umida, con piccole lesioni satelliti attorno.

Il cuoio capelluto. La tinea capitis, la vecchia "tigna", riguarda soprattutto i bambini: chiazze desquamanti in cui i capelli si spezzano vicino alla radice, lasciando aree diradate. È l'unica forma che non si cura con le sole creme, perché richiede sempre un trattamento per bocca prescritto dal medico, e va segnalata perché si trasmette facilmente in famiglia e a scuola.

Le unghie: perché l'onicomicosi è un caso a parte

L'onicomicosi interessa soprattutto le unghie dei piedi, spesso a partire da un piede d'atleta trascurato: l'unghia si ispessisce, ingiallisce, si sfalda al bordo libero e si stacca dal letto ungueale.

Il punto da sapere in partenza è che il trattamento è lungo. L'unghia infetta non guarisce: viene sostituita dalla ricrescita, e un'unghia del piede impiega dai sei ai dodici mesi a rinnovarsi. Le terapie durano quindi molti mesi e interromperle appena si vede un miglioramento è il modo più sicuro per tornare al punto di partenza. Le recidive sono frequenti se non si tratta anche la pelle del piede e non si bonificano le calzature.

La diagnosi va confermata

È il punto più sottovalutato: non tutte le unghie ispessite e ingiallite sono micosi. Lo stesso aspetto può dipendere da psoriasi ungueale, da traumi ripetuti per scarpe strette o corsa, da disturbi circolatori o dal semplice invecchiamento dell'unghia. Prima di impegnarsi in una terapia di molti mesi conviene quindi che la diagnosi sia confermata con un esame micologico, cioè osservazione al microscopio e coltura di un campione.

Lo stesso vale per la pelle: una chiazza rossa che prude può essere una micosi, ma anche un eczema, una psoriasi o una dermatite da contatto, che si curano in modo del tutto diverso. Applicare una crema al cortisone su una micosi ne peggiora l'aspetto e ne maschera i contorni.

Le cure

Il trattamento si basa sui farmaci antimicotici. Nelle forme limitate bastano di solito creme, polveri, soluzioni o smalti medicati, da applicare anche su un margine di pelle sana attorno alla lesione e da proseguire per il periodo indicato dal medico pure dopo la scomparsa dei sintomi. Le forme estese, quelle del cuoio capelluto e le onicomicosi importanti richiedono farmaci per bocca, prescritti dal medico perché interagiscono con altre terapie. Durante la cura sono utili detergenti specifici, ed è importante non grattare le lesioni per non diffondere il fungo.

Prevenzione e ricadute

Poche misure fanno la maggior parte del lavoro: non camminare scalzi in piscine, docce e spogliatoi, asciugare bene gli spazi fra le dita, cambiare spesso le calze, alternare le scarpe, non condividere asciugamani e forbicine, far controllare gli animali che perdono pelo a chiazze. Va aggiunto un dettaglio poco intuitivo: anche i lavaggi troppo frequenti e aggressivi favoriscono le micosi, perché assottigliano la barriera protettiva della pelle.

Quando rivolgersi al dermatologo

Conviene farsi vedere se la lesione non migliora dopo alcune settimane di trattamento, se si estende, se sono coinvolte unghie o cuoio capelluto, se compaiono dolore, gonfiore e secrezione, e sempre in caso di diabete, disturbi circolatori degli arti inferiori o difese immunitarie ridotte.

Altre infezioni della pelle trattate in queste pagine: le verruche e gli herpes.

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a un dermatologo.

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