Psoriasi
di Nicolina Leone - Prima di ogni altra cosa va detto quello che più conta per chi convive con questa malattia: la psoriasi non è contagiosa. Non si trasmette con il contatto, con una stretta di mano, in piscina, in palestra, condividendo asciugamani o posate. È l'equivoco che pesa di più sulla vita delle persone che ne soffrono, e non ha alcun fondamento.
La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica immunomediata: il sistema immunitario si attiva in modo improprio contro la pelle e ne accelera enormemente il ricambio cellulare. Le cellule dell'epidermide, che normalmente impiegano circa quattro settimane a risalire in superficie, ci mettono pochi giorni e si accumulano formando le tipiche squame biancastre.
Oltre alla componente dermatologica, la psoriasi ha un'incidenza pesante sul piano psicologico: vergogna, tendenza a nascondersi, ansia e stati depressivi sono frequenti e vanno considerati parte della malattia, non un contorno trascurabile.
Come si manifesta la psoriasi
La manifestazione tipica è la placca: un'area di pelle ispessita, arrossata, ben delimitata e ricoperta da squame argentee che si staccano facilmente. Il prurito è presente in una buona parte dei casi, a volte intenso; grattandosi o rimuovendo le squame si possono provocare piccoli sanguinamenti puntiformi.
Le sedi predilette sono abbastanza costanti:
- cuoio capelluto, spesso la prima zona interessata
- gomiti e superfici estensorie delle braccia
- ginocchia
- regione lombo-sacrale
- unghie, con punteggiature, ispessimento e distacco della lamina (onicopatia psoriasica)
- orecchie e pieghe cutanee
Un fenomeno caratteristico è il cosiddetto fenomeno di Koebner: le lesioni tendono a comparire dove la pelle ha subito un trauma, un taglio, un intervento, un tatuaggio o una scottatura solare. L'esordio può essere graduale oppure improvviso, e la malattia procede tipicamente per fasi di riacutizzazione alternate a periodi di remissione.
Le cause e i fattori scatenanti
All'origine c'è una predisposizione genetica su cui si innesta un'attivazione anomala del sistema immunitario, in particolare di alcune vie infiammatorie oggi ben conosciute. Su questa base agiscono diversi fattori scatenanti.
- Familiarità: avere un genitore con psoriasi aumenta in modo significativo la probabilità di svilupparla, ma non la rende certa. Non è una malattia ereditaria in senso stretto.
- Infezioni: le faringotonsilliti da streptococco possono scatenare in particolare la forma guttata, soprattutto nei bambini e negli adolescenti.
- Stress fisico ed emotivo: non causa la malattia, ma ne favorisce le riacutizzazioni.
- Stile di vita: fumo, consumo eccessivo di alcol e obesità peggiorano il decorso e riducono la risposta alle terapie.
- Alcuni farmaci: per esempio litio, betabloccanti, antimalarici e la sospensione brusca di corticosteroidi sistemici.
- Traumi cutanei e scottature solari, per il fenomeno di Koebner descritto sopra.
La psoriasi si accompagna con frequenza superiore alla media ad altre condizioni: sindrome metabolica, diabete, ipertensione, malattie infiammatorie croniche intestinali come il morbo di Crohn e un aumentato rischio cardiovascolare. Per questo il dermatologo valuta la persona nel suo insieme e non solo la pelle.
Le forme della psoriasi
- Psoriasi a placche (o volgare): la forma di gran lunga più frequente, circa otto casi su dieci. Placche ben delimitate su gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e regione lombare, con andamento cronico-recidivante.
- Psoriasi guttata: piccole lesioni a goccia sparse sul tronco e sugli arti, spesso in bambini e giovani dopo un'infezione streptococcica. Può risolversi del tutto o evolvere nella forma a placche.
- Psoriasi inversa: interessa le pieghe (inguine, ascelle, sottomammaria, solco intergluteo), con chiazze rosse lucide e poco squamose per via dell'umidità e dello sfregamento. Il sovrappeso ne favorisce la comparsa.
- Psoriasi pustolosa: rara, con pustole sterili; può essere localizzata a mani e piedi oppure generalizzata, e in quest'ultimo caso è una forma seria che richiede valutazione urgente.
- Psoriasi eritrodermica: la più grave e la più rara, con arrossamento e desquamazione estesi a quasi tutta la superficie corporea, febbre e compromissione dello stato generale. È un'emergenza dermatologica.
Psoriasi e artrite psoriasica
Una quota rilevante delle persone con psoriasi - le stime si collocano attorno al venti-trenta per cento - sviluppa nel tempo un'artrite psoriasica, cioè un'infiammazione delle articolazioni e delle entesi legata alla stessa malattia di fondo. Nella maggior parte dei casi la pelle si ammala per prima, anche di anni.
I segnali da non ignorare sono dolore e gonfiore alle articolazioni, in particolare quelle delle dita di mani e piedi, dolore ai talloni, rigidità al mattino che dura oltre mezz'ora e lombalgia infiammatoria che migliora con il movimento. Chi ha la psoriasi, soprattutto se sono interessate le unghie, dovrebbe segnalare subito questi sintomi al medico: una diagnosi precoce evita danni articolari permanenti.
Diagnosi
Nella maggior parte dei casi la diagnosi è clinica: al dermatologo bastano l'aspetto e la distribuzione delle lesioni, integrati se necessario dalla dermatoscopia. Solo nei casi dubbi si ricorre a una biopsia cutanea. La psoriasi può essere confusa con un eczema, con una micosi o con una dermatite seborroica, e questo è il motivo per cui conviene rivolgersi allo specialista invece di curarla per tentativi.
Il medico valuta anche l'estensione, l'impatto sulla qualità della vita e l'eventuale coinvolgimento articolare: sono questi elementi, e non solo la percentuale di pelle colpita, a orientare la scelta terapeutica.
Le terapie disponibili
La psoriasi oggi non si guarisce in modo definitivo, ma si controlla molto bene: l'obiettivo realistico e raggiungibile è una pelle libera o quasi libera da lesioni per lunghi periodi. Le opzioni si scelgono per gradi, in base alla gravità.
- Emollienti e cheratolitici: creme e oli idratanti e prodotti a base di acido salicilico o urea ammorbidiscono le squame e sono la base di ogni trattamento.
- Terapia topica: corticosteroidi ad attività calibrata sulla sede, analoghi della vitamina D e loro associazioni sono il trattamento di prima linea nelle forme lievi e moderate. Vanno usati secondo lo schema indicato dal medico, per periodi definiti, senza improvvisare.
- Fototerapia: l'esposizione controllata a raggi ultravioletti a banda stretta (UVB-NB), effettuata in ambiente medico, è efficace nelle forme diffuse. Non ha nulla a che vedere con le lampade abbronzanti estetiche.
- Terapie sistemiche convenzionali: nelle forme moderate-gravi si utilizzano farmaci come i retinoidi sistemici, il methotrexate o la ciclosporina, sempre con controlli periodici. I retinoidi sistemici sono controindicati in gravidanza per il rischio di malformazioni fetali.
- Farmaci biologici e piccole molecole: nelle forme moderate-gravi, o quando le terapie precedenti non funzionano o non sono tollerate, sono oggi disponibili farmaci biologici diretti contro specifici bersagli dell'infiammazione. Hanno modificato radicalmente la prognosi della malattia, sono efficaci anche sull'artrite psoriasica e vengono prescritti dai centri specialistici con un percorso di monitoraggio dedicato.
Nessun dosaggio e nessuna automedicazione: la scelta del farmaco, la potenza, la durata e i controlli spettano al dermatologo. Le terapie complementari e i rimedi cosiddetti dolci non hanno dimostrato efficacia sulla malattia e non devono mai sostituire il trattamento prescritto.
Convivere con la psoriasi
Alcuni accorgimenti quotidiani fanno una differenza concreta: idratare la pelle tutti i giorni, evitare docce troppo calde e detergenti aggressivi, non grattare le lesioni, smettere di fumare, ridurre l'alcol e tenere sotto controllo il peso. Un'esposizione solare moderata e senza scottature è spesso benefica, ma va concordata con il medico e mai improvvisata.
Infine, non va sottovalutato il vissuto psicologico. Chiedere supporto, parlarne, rivolgersi alle associazioni di pazienti non è un accessorio: le persone che affrontano anche questo aspetto seguono meglio le terapie e vivono meglio la malattia.
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Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a un dermatologo.

