La salute in pillole

Artrite Reumatoide


Cos’è l’artrite reumatoide

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria che colpisce prevalentemente la membrana sinoviale delle articolazioni, provocando dolori e difficoltà di movimento, soprattutto in prossimità delle zone colpite (ginocchia, polsi, gomiti etc…). Si tratta di una patologia solitamente definita “cronica”, anche se è caratterizzata dall’alternarsi di fasi acute e di fasi silenti (ossia periodi, più o meno lunghi, in cui i disturbi sono quasi del tutto assenti) e, di regola, attacca le articolazioni in modo bilaterale e simmetrico (ad esempio entrambe le anche e/o i polsi e così via).

L’artrite reumatoide in Italia interessa una percentuale che si aggira intorno all’1% della popolazione e le persone più facilmente soggette a tale disturbo sono le donne (con un rapporto di quattro a uno) di età compresa fra i trentacinque e i cinquant’anni. Sebbene, come vedremo, le cause scatenanti siano ancora non del tutto note e di origine multifattoriale, pare che l’ereditarietà giochi un ruolo fondamentale.

Nonostante siano le articolazioni, i punti più di frequente attaccati dall’artrite reumatoide, è bene precisare, fin da subito, che siffatta malattia può manifestarsi anche in numerose altre zone dell’organismo umano, tra cui occhi, polmoni, reni e perfino il cuore, tanto che viene chiamata anche chiamata patologia “sistemica”.

 

Principali sintomi dell’artrite reumatoide

Come si accennava poc’anzi, l’artrite reumatoide, nonostante possa estendersi a vari organi vitali, colpisce nella maggior parte dei casi le articolazioni. Nei soggetti affetti da artrite reumatoide, l’infiammazione di quell’esile strato che avvolge le pareti interne delle articolazioni, determina una sovrapproduzione, da parte della stessa membrana sinoviale, del liquido deputato alla lubrificazione (detto, appunto, “sinoviale”).

L’abbondante liquido riversatosi all’interno dell’articolazione tende ad accumularsi fino a formare delle tumefazioni, spesso evidenti anche a prima vista, le quali, a loro volta, comprimono le cartilagini. Gradualmente tutti i tessuti localizzati nell’articolazione malata (a iniziare dalle cartilagini, per continuare con le ossa stesse) degenerano in modo irreversibile, provocando dolorose difficoltà di movimento che, se non tempestivamente curate, sfociano in parziale invalidità e perdita di funzionalità d’interi arti (ad esempio delle gambe).

I primi sintomi che fanno sospettare l’insorgenza di un’artrite reumatoide sono la persistenza, per alcune settimane, d’intenso fastidio, tumefazione e rigidità articolare (specialmente alle mani, ai polsi, ai gomiti, alle anche, alle ginocchia e/o alle caviglie), in particolare al risveglio mattutino o dopo diverse ore d’inattività. Per essere preoccupanti, il torpore, il dolore e l’invalidità parziale devono prolungarsi per oltre un’ora, attenuandosi nel corso della giornata dopo che le articolazioni si sono, per così dire, “sciolte”, grazie a movimenti dolci e costanti (sicuramente consigliati). Altre manifestazioni che compaiono, anche se di rado tutte insieme, sono febbre, debolezza, dimagrimento, nonché rigidità e dolori ai muscoli.

 

Cause dell’artrite reumatoide

Nonostante si stiano compiendo ultimamente studi approfonditi sull’artrite reumatoide, anche in ragione del considerevole numero di persone ogni anno colpite da questa malattia, poco conosciuta ma assai diffusa, le cause che la provocano sono ancora oggi poco chiare e note solo in parte. Secondo la migliore scienza medica, comunque, pare che a parte i fattori genetici, familiari e probabilmente anche psico-somatici, si associ l’invasione da parte di agenti patogeni che, secondo alcuni, hanno natura virale, mentre, secondo altri, sono di origine batterica. A parte le incertezze persistenti circa la tipologia di agente patogeno che inizia a replicarsi nell’organismo, pare ormai acclarato che ad attaccare la membrana sinoviale e, via via, gli altri tessuti circostanti, in modo devastante e progressivo, siano proprio degli anticorpi anomali generati dal corpo umano per difendersi dall’attacco dell’agente patogeno sconosciuto.

 

Diagnosi e terapia

Come per molte altre malattie, anche nell’artrite reumatoide è fondamentale diagnosticare in tempo l’insorgenza della patologia, per evitare che i sintomi degenerino a tal punto da rendere inevitabile l’intervento invasivo. I principali metodi utilizzati dai reumatologi sono, oltre a esami mirati aventi a oggetto la zona colpita:

  • Ecografia
  • Radiologia
  • risonanza magnetica
  • Emocromo
  • esame delle urine
  • Pcr
  • Ves
  • Azotemia creatinina
  • Reazione di Waller Rose (analisi specifica di ricerca sulla reazione delle immunoglobuline, IgA, IgG e IgM che sono quelle che forniscono i dati che si riferiscono all’artrite)
  • Reuma test

Una volta accertata l’artrite reumatoide, peraltro, è bene ripetere periodicamente le analisi ad hoc, al fine di valutare l’efficacia delle cure in atto.  A proposito di terapia contro l’artrite reumatoide, essa comprende innanzitutto farmaci “sintomatici”; tra questi abbiamo:

  • Anti-infiammatori non steroidei, anche detti “FANS”
  • Cortisonici (antinfiammatori steroidei)
  • Aspirina e vari tipi di antidolorifici.

Un ruolo fondamentale è svolto anche dai c.d. “farmaci di fondo”, ossia quelle sostanze che mirano a modificare il decorso clinico della malattia e a rallentare nel tempo l'evoluzione del danno anatomico delle articolazioni. In seno a tale categoria, i farmaci più usati sono:

  • Idrossiclorochina
  • Sulfasalazina
  • Methotrexate
  • Immunodepressori, leflunomide, sali d'oro, antimalarici, d-penicillamina.

 In alcuni casi, specie se l’esito delle altre terapie non è quello sperato, si ricorre ai più recenti farmaci “biologici” (o “Anti tumor necrosis factor”, il cui acronimo è “TNFa”), che hanno dimostrato, in una percentuale non trascurabile, una rapida azione e notevole efficacia. Anche se i risultati non sono del tutto scientificamente dimostrati, pare che abbiano raggiunto traguardi importanti anche la terapia psicologica (specie se la principale causa è lo stress o altri problemi psico-somatici), la fitoterapia, ossia la cura mediante l’assunzione di piante e loro estratti (assai utili pare essere il c.d. “artiglio del diavolo”) e l’aromaterapia, a base di olii essenziali. Ai rimedi di tipo farmacologico si affianca la terapia fisica e riabilitativa e, quando s’instaurano lesioni irreversibili, quella chirurgica.

 L'intervento chirurgico, pur rappresentando l’extrema ratio, è necessario allorché il dolore diventa intenso o quando la ciste raggiunge dimensioni antiestetiche. Al fine di evitare ricadute precoci, in genere l’operazione invasiva è diretta non solo a eliminare la cisti, ma anche alla rimozione dell'intera membrana sinoviale (c.d. sinovialectomia), procedendo, se del caso, all’impianto di protesi, sempre più efficienti e durature.

 CONSIGLI PER CHI E’ AFFETTO DA ARTRITE REUMATOIDE

Una prima raccomandazione da fare ai malati di artrite reumatoide è quella di evitare la prolungata esposizione ai raggi del sole, specie nelle ore più calde, così come le cure termali. Anche il vizio del fumo, l’assunzione di alcolici e l’abuso di cibi grassi e fritture non sono indicati per chi soffre della malattia de quo, in quanto tali condotte contribuiscono ad affaticare il fegato, già sottoposto a dura prova per l’uso dei farmaci antireumatici. Rappresenta, invece, un’abitudine sicuramente utile la pratica di esercizi ginnici che non gravino troppo sulle articolazioni (come quelli svolti su materassino a terra, la cyclette o altre attività rientranti nella c.d. “ginnastica dolce”). E’ spesso raccomandabile, infine, l’uso di un plantare ortopedico opportuno, che va consigliato da un medico specializzato in materia, in genere a seguito di un’analisi computerizzata del passo.

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