Artrite psoriasica: sintomi, cause e terapie
Che cos'è l'artrite psoriasica
di Nicolina Leone - Il nome indica già la combinazione di due condizioni: la psoriasi, malattia infiammatoria della pelle, e l'artrite, cioè l'infiammazione delle articolazioni. Per questo reumatologo e dermatologo devono lavorare in sinergia nel seguire il paziente.
L'artrite psoriasica appartiene al gruppo delle spondiloartriti sieronegative: "sieronegative" perché il fattore reumatoide, tipico dell'artrite reumatoide, di regola risulta assente. Interessa circa un paziente psoriasico su cinque-sei e colpisce uomini e donne in misura simile, in genere fra i 30 e i 50 anni.
Nella maggior parte dei casi la malattia della pelle precede l'artrite, anche di molti anni. In una minoranza di pazienti, però, i disturbi articolari compaiono per primi, oppure la psoriasi è così limitata da passare inosservata: piccole placche nascoste dietro le orecchie, nell'ombelico, nel condotto uditivo, fra i glutei o sul cuoio capelluto. È una delle ragioni per cui la diagnosi arriva spesso in ritardo.
Perché riconoscerla presto fa la differenza
L'artrite psoriasica è una malattia potenzialmente erosiva: l'infiammazione persistente consuma l'osso e la cartilagine, e i danni prodotti non si recuperano. Diversi studi mostrano che un ritardo diagnostico anche solo di sei-dodici mesi si traduce in un rischio maggiore di erosioni e di limitazione funzionale a distanza di anni.
Al contrario, i pazienti trattati precocemente con i farmaci di fondo hanno una probabilità molto più alta di raggiungere la remissione o comunque una bassa attività di malattia, mantenendo articolazioni integre. Chi ha la psoriasi dovrebbe perciò segnalare al dermatologo o al medico curante qualunque dolore articolare persistente, gonfiore di un dito o rigidità mattutina prolungata, senza aspettare che il disturbo peggiori.
I sintomi dell'artrite psoriasica
La malattia si presenta in modi molto diversi da paziente a paziente. Spesso coinvolge poche articolazioni (meno di cinque) e in modo asimmetrico, cioè non a specchio fra destra e sinistra: un altro elemento che la distingue dall'artrite reumatoide. I segni tipici sono:
- Dattilite: gonfiore di un intero dito della mano o del piede, che assume l'aspetto di un salsicciotto. È molto caratteristico
- Entesite: infiammazione dei punti in cui tendini e legamenti si inseriscono sull'osso, con dolore tipico al tallone o sotto la pianta del piede
- Dolore lombare di tipo infiammatorio, che peggiora con il riposo e di notte e migliora con il movimento, segno di coinvolgimento della colonna e delle articolazioni sacroiliache
- Interessamento delle articolazioni più vicine all'unghia, poco frequente nelle altre artriti
- Alterazioni delle unghie: punteggiature a ditale, ispessimento, distacco dal letto ungueale. Sono spesso associate all'artrite
- Psoriasi cutanea, di estensione variabile e non necessariamente proporzionale alla gravità articolare
- Talvolta infiammazione oculare (uveite), con occhio rosso, dolente e fastidio alla luce: richiede una visita oculistica urgente
La diagnosi
Non esiste un singolo esame che confermi l'artrite psoriasica: la diagnosi è clinica e si basa sulla combinazione fra quadro articolare, segni cutanei e ungueali e storia personale o familiare di psoriasi. Gli accertamenti servono a completare il quadro ed escludere altre malattie:
- Radiografie di mani, piedi, bacino e colonna, alla ricerca di erosioni, di neoformazione ossea e di sacroileite
- Ecografia delle articolazioni e delle entesi, molto sensibile nelle fasi iniziali
- Risonanza magnetica del bacino e della colonna, quando si sospetta un interessamento assiale non ancora visibile in radiografia
- VES e proteina C reattiva, indici di infiammazione, che però possono risultare normali
- Emocromo e funzionalità epatica e renale, utili anche prima di impostare la terapia
- Fattore reumatoide e anticorpi anti-CCP, in genere negativi: servono a distinguerla dall'artrite reumatoide
- Uricemia, per escludere la gotta, che può simulare un dito gonfio e dolente
Le terapie
L'artrite psoriasica non si elimina definitivamente, ma oggi si controlla molto bene: l'idea che il paziente possa solo peggiorare non corrisponde più alla realtà clinica. La strategia consiste nello spegnere l'infiammazione e mantenerla spenta nel tempo, anche nei periodi in cui i sintomi si attenuano.
- FANS, antinfiammatori non steroidei, per il controllo del dolore nelle forme lievi o in attesa che agiscano gli altri farmaci
- DMARD convenzionali, i farmaci di fondo che modificano il decorso: metotressato, leflunomide, sulfasalazina, ciclosporina. Sono il primo passo nelle forme periferiche
- Farmaci biologici: inibitori del TNF alfa, anti-interleuchina 17 e anti-interleuchina 23, particolarmente efficaci quando pelle e articolazioni sono entrambe coinvolte
- Inibitori delle JAK e altri farmaci di sintesi mirata, assunti per bocca
- Cortisonici: usati con prudenza e per brevi periodi, o per infiltrazione locale; la sospensione brusca di un cortisonico per via generale può riacutizzare la psoriasi cutanea
Tutti questi farmaci richiedono esami di controllo periodici e, per biologici e inibitori JAK, uno screening infettivologico preliminare. La scelta, la prescrizione e il monitoraggio spettano al reumatologo, in accordo con il dermatologo: nessuna terapia va iniziata o sospesa di propria iniziativa. La chirurgia protesica è oggi raramente necessaria e si riserva alle articolazioni già irrimediabilmente compromesse.
Convivere con la malattia
Alcune misure aiutano concretamente: mantenere un peso corporeo adeguato, perché il sovrappeso aggrava sia la psoriasi sia il dolore articolare e riduce la risposta ai farmaci; svolgere attività fisica regolare a basso impatto, come nuoto, cyclette e cammino, alternata a fisioterapia mirata; smettere di fumare e limitare l'alcol; usare detergenti ed emollienti adatti alla pelle psoriasica.
Non esiste una dieta che curi l'artrite psoriasica, ma un'alimentazione di tipo mediterraneo, ricca di verdura, frutta, cereali integrali e pesce e moderata nelle carni rosse e nei grassi saturi, si accompagna a un miglior controllo del peso e del rischio cardiovascolare, che in questi pazienti è aumentato. I rimedi floreali e i preparati erboristici non hanno efficacia dimostrata sulla malattia e non devono sostituire la terapia. Il disagio psicologico legato a una condizione cronica e visibile è frequente e va affrontato apertamente con il medico, che potrà proporre un supporto adeguato.
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a un reumatologo.
