La salute in pillole

Spondiloartrite anchilosante

di Nicolina Leone - Tra le malattie infiammatorie di carattere cronico, la spondiloartrite è sicuramente una delle più devastanti.

Presente in diverse forme e con vari livelli di gravità, si tratta di una patologia reumatica che coinvolge per lo più il rachide, ovvero l'asse di sostegno che identifichiamo comunemente col termine di colonna vertebrale. Non è raro però imbattersi in alcune varianti che prendono di mira le articolazioni, in particolare quelle sacroiliache. Proprio tra di esse identifichiamo la spondilite anchilosante (accennata con l'acronimo SpA) che rappresenta una tra le forme più gravi in cui è possibile imbattersi: non solo, perchè oltre a degenerare in fretta, è anche molto comune.

Sintomi e conseguenze

I sintomi sono facilmente riconoscibili in quanto si presentano in forma particolarmente acuta.

Il paziente è colpito da

  • severa rigidità,che si estende a tutto il corpo, rendendo difficili anche i movimenti più semplici. Segue quindi un forte episodio di lombalgia che si protrae per diverso tempo, spesso degenerativa e per molti aspetti il sintomo più fastidioso tra quelli finora noti: essa rende, infatti, impossibile il riposo notturno, che è considerato come uno degli aspetti più importanti nella cura di una patologia così difficile da trattare.

Il movimento è in grado di ridurre sensibilmente la dose di dolore ma proprio questo è controproducente, considerando come vada quasi a mascherare le reali conseguenze cui la malattia potrebbe indurre il soggetto. Non si parla quasi mai di dolore in forma acuta, estraniando il concetto di infiammazione attiva e rilegandolo ad un effetto passivo. Proprio qui risiede il problema della spondiloartrite anchilosante: si tratta di una condizione che è sempre sottovalutata e che difficilmente si cura nei tempi previsti, proprio perchè tende a degenerare piuttosto in fretta.

Nelle fasi più avanzate è possibile identificare danni permanenti alla colonna vertebrale, con fenomeni frequenti di ossificazione dei legamenti ed addirittura calcificazione. Si associa a quanto descritto finora anche un innaturale mutamento del rachide, in forma progressiva e in grado di limitare piegamenti, estensioni e flessioni degli arti.

Seppure in forma minore, può capitare che una forma particolarmente grave di spondilite anchilosante provochi danni di carattere neurologico, fino a sfociare in fenomeni sparsi tra cui annoveriamo per importanza episodi di fratture, incontinenza urinaria nel periodo notturno, assenza di riflessi parziale e riduzione dell'espansibilità toracica.

Diagnosi e cura

Come si potrà certamente intuire da quanto detto prima e dai paragrafi precedenti, è necessario diagnosticare la patologia il prima possibile evitando che a essa possano subentrare ulteriori complicazioni. Il concetto di semplice mal di schiena è quindi da escludere, occorre che il Reumatologo ponga attenzione anche ai piccoli particolari, quelli che di solito sono ignorati perché non abbastanza evidenti da essere considerati una minaccia. Si ha maggiore incidenza verso individui con età tra i 20 ed i 40 anni e la radiologia risulta il metodo più efficace per determinare i danni subiti nel lasso di tempo intercorso tra l'inizio del processo degenerativo ed il progresso raggiunto dalla patologia. Esercizio fisico e corticosteroidi o medicinali dai simili effetti possono giovare enormemente e sono spesso inclusi in una prima fase di cura, cui è integrato anche l'uso di farmaci anti-reumatici nei casi più gravi. 

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