Glossario di urologia

Referti, prescrizioni e siti di divulgazione sono pieni di termini che non fanno parte del linguaggio quotidiano. Questo glossario raccoglie le parole e le sigle che si incontrano più spesso in urologia e le spiega in modo semplice, raggruppandole per argomento: anatomia, sintomi, malattie, esami, interventi, farmaci e termini generali. All'interno di ogni sezione le voci seguono l'ordine alfabetico.

Anatomia dell'apparato urogenitale

Canale uretrale (uretra maschile): nasce dal collo della vescica, attraversa la prostata, il pavimento pelvico e il pene fino al meato situato all'apice del glande. È molto più lungo dell'uretra femminile e ha una funzione doppia, perché veicola all'esterno sia l'urina sia il liquido seminale, mai contemporaneamente.

Meato uretrale: l'apertura esterna dell'uretra, da cui fuoriesce l'urina. È il punto di ingresso di cateteri e strumenti endoscopici.

Pavimento pelvico: l'insieme di muscoli e legamenti che chiude in basso il bacino, sostiene gli organi pelvici e controlla gli sfinteri di vescica e retto. Può essere rieducato con la chinesiterapia.

Perineo (regione perineale): la zona compresa fra l'ano e i genitali esterni, nell'uomo fra ano e scroto. È la sede tipica del dolore nelle prostatiti.

Prostata: ghiandola dell'apparato genitale maschile, situata sotto la vescica e attorno al primo tratto dell'uretra. Produce il liquido prostatico, che costituisce una parte importante del liquido seminale e favorisce la vitalità degli spermatozoi. Approfondimento nella pagina dedicata alla prostata.

Uretra: il canale che porta verso l'esterno l'urina e, nell'uomo, anche lo sperma. Nel maschio si distingue in uretra posteriore, formata dai tratti prostatico e membranoso, e uretra anteriore, formata dai tratti bulbare, penieno e navicolare.

Sintomi e disturbi urinari

Disuria: difficoltà o fastidio nell'urinare, spesso accompagnati da bruciore.

Eiaculazione retrograda: passaggio del liquido seminale in vescica invece che verso l'esterno, dovuto al fatto che il collo vescicale non si chiude più durante l'eiaculazione. È un effetto frequente della TURP e di alcuni farmaci: non è pericolosa e non compromette l'erezione, ma riduce la fertilità. Il liquido viene poi eliminato con le urine, che appaiono torbide.

Ematuria: presenza di sangue nelle urine. Può essere visibile a occhio nudo o rilevabile solo con l'esame di laboratorio; va sempre segnalata al medico.

Nicturia: necessità di alzarsi a urinare una o più volte durante la notte, con conseguente disturbo del riposo.

Pollachiuria: bisogno di urinare molte volte nell'arco della giornata, ogni volta con quantità ridotte. Può dipendere da infiammazioni e infezioni delle vie urinarie, da ostruzione prostatica, da vescica iperattiva e da altre cause.

Residuo post-minzionale: la quantità di urina che rimane in vescica dopo aver urinato. Si misura con l'ecografia ed è un indicatore di quanto la vescica riesca a svuotarsi.

Ritenzione urinaria: impossibilità di svuotare la vescica. Nella forma acuta è improvvisa e dolorosa e costituisce un'urgenza; nella forma cronica si instaura lentamente e può passare a lungo inosservata.

Stranguria: emissione di urina lenta, a gocce e dolorosa.

Urgenza minzionale: stimolo improvviso e impellente a urinare, difficile da rinviare.

Malattie e condizioni

Agente patogeno: microrganismo capace di provocare una malattia. Si distinguono virus, batteri (procarioti) e funghi o protozoi (eucarioti). Gli agenti patogeni obbligati causano malattia ogni volta che sono presenti; gli agenti patogeni opportunisti la causano solo quando le difese immunitarie sono ridotte.

Carcinoma prostatico: tumore maligno della prostata, fra i più frequenti nell'uomo, con incidenza che aumenta nettamente dopo i cinquant'anni. Nelle fasi iniziali è quasi sempre silenzioso. Le opzioni comprendono la sorveglianza attiva nelle forme a basso rischio, la chirurgia, la radioterapia e le terapie ormonali; nei pazienti anziani o con altre malattie importanti si può scegliere di non trattare e limitarsi a controlli, perché molte forme evolvono molto lentamente. La scelta dipende dalle caratteristiche del tumore, dall'età, dallo stato di salute generale e dalle preferenze della persona, ed è sempre condivisa con lo specialista. Da non confondere con l'ipertrofia prostatica benigna, che è una condizione del tutto diversa e non è un tumore.

Congenita: si dice di una malattia o di un difetto già presente alla nascita, perché formatosi durante lo sviluppo fetale. È il caso dell'estrofia vescicale e dell'epispadia.

Escherichia coli: batterio gram negativo normalmente presente nell'intestino, dove è innocuo. Alcuni ceppi, detti uropatogeni, riescono a risalire l'uretra e a colonizzare le vie urinarie: sono la causa più comune di cistiti, infezioni urinarie e prostatiti batteriche.

Iperplasia: aumento di volume di un tessuto o di un organo dovuto all'aumento del numero delle cellule che lo compongono.

Ipertrofia: in generale, aumento di volume dovuto all'aumento delle dimensioni delle singole cellule. Nel linguaggio urologico corrente ipertrofia e iperplasia prostatica benigna sono usate come sinonimi per indicare la stessa condizione, cioè l'ingrossamento non tumorale della prostata.

Ipospadia: malformazione congenita in cui il meato uretrale non si apre all'apice del glande ma sulla faccia inferiore del pene. L'epispadia è la condizione speculare, con apertura sulla faccia superiore.

Ipotiroidismo e ipertiroidismo: alterazioni della produzione di ormoni da parte della tiroide. Nell'ipotiroidismo gli ormoni sono insufficienti e il metabolismo rallenta; nell'ipertiroidismo sono in eccesso e il metabolismo accelera. Entrambi possono riflettersi sulla sfera sessuale.

Lichen sclerosus: malattia infiammatoria cronica della cute e delle mucose, di probabile origine immunitaria, che colpisce soprattutto la regione genitale. Provoca chiazze biancastre, assottigliamento e irrigidimento del tessuto, prurito e talvolta fissurazioni; nell'uomo può interessare il prepuzio e il meato uretrale e provocare stenosi uretrale. Richiede terapie locali prescritte dallo specialista e controlli nel tempo. Approfondimento nella pagina sul lichen sclerosus.

Prostatite: infiammazione della prostata. Comprende forme batteriche acute e croniche, che sono la minoranza, e la sindrome dolorosa pelvica cronica, che è la forma di gran lunga più frequente e non è sostenuta da batteri. Approfondimento nella pagina sulla prostatite.

Sclerosi: indurimento e perdita di elasticità di un tessuto, sostituito da tessuto fibroso, con conseguente compromissione della sua funzione.

Sindrome di Cushing: quadro clinico dovuto a un eccesso prolungato di cortisolo. Può essere causato da tumori dell'ipofisi o del surrene oppure, molto più spesso, dall'assunzione protratta di cortisonici a scopo terapeutico: in questo caso si parla di forma iatrogena. La terapia cortisonica non va mai sospesa da soli.

Stenosi uretrale: restringimento cicatriziale di uno o più tratti dell'uretra, che ostacola il deflusso dell'urina.

Trauma uretrale: lesione dell'uretra. Può derivare da manovre strumentali come il cateterismo o l'endoscopia, da traumi diretti sul perineo, per esempio una caduta a cavalcioni, o da fratture del bacino. È una delle principali cause di stenosi.

Tumore uretrale: neoplasia molto rara dell'uretra. Fra i fattori favorenti si annoverano infiammazioni croniche e stenosi di lunga durata non trattate.

Esami e indagini diagnostiche

Cistografia: esame radiologico della vescica eseguito con mezzo di contrasto. Quando le immagini vengono acquisite anche durante la minzione e comprendono l'uretra si parla di cistouretrografia minzionale.

Coltura del liquido prostatico: esame di laboratorio eseguito sul secreto ottenuto con il massaggio prostatico, per ricercare batteri e valutare la presenza di leucociti, indice di infiammazione. Non va confusa con lo spermiogramma, che valuta invece numero e motilità degli spermatozoi.

Ecodoppler penieno dinamico: ecografia con studio del flusso sanguigno eseguita in condizioni di erezione indotta farmacologicamente, per valutare l'afflusso arterioso e le eventuali fughe venose nella disfunzione erettile.

Ecografia dell'uretra: indagine che utilizza gli ultrasuoni per visualizzare l'uretra e il tessuto spongioso che la circonda. Aiuta a stimare l'estensione della cicatrice in caso di stenosi.

Ecografia transrettale: ecografia eseguita introducendo nel retto una sonda a ultrasuoni sottile e lubrificata. Consente di studiare da vicino la prostata, misurarne il volume e guidare eventuali prelievi. Non contiene una telecamera: le immagini sono ricostruite dagli ultrasuoni.

Esame batteriologico e microbiologico del liquido seminale: si esegue su un campione di sperma per ricercare batteri e valutare volume, viscosità e caratteristiche dell'eiaculato.

Esplorazione rettale: visita in cui il medico, introducendo un dito guantato e lubrificato nel retto, valuta volume, consistenza, superficie e dolorabilità della prostata. È rapida, non richiede preparazione e resta un esame di base in urologia.

Leucociti: i globuli bianchi, cellule del sistema immunitario. La loro presenza in numero elevato nelle urine o nel secreto prostatico indica uno stato infiammatorio.

Livello del glucosio plasmatico: la glicemia. Valori elevati e persistenti danneggiano nel tempo vasi e nervi, anche a livello del pene, e rappresentano una causa frequente di disfunzione erettile.

Livello della prolattina: la prolattina è l'ormone che stimola la produzione di latte nella donna ed è presente in piccole quantità anche nell'uomo. Un suo aumento può ridurre il testosterone e causare calo del desiderio e disfunzione erettile.

PSA: acronimo di antigene prostatico specifico, proteina prodotta dalla prostata e misurabile con un prelievo di sangue. È specifico dell'organo, non della malattia: valori elevati indicano che qualcosa interessa la prostata, non necessariamente un tumore. Il PSA si alza infatti anche per prostatite, ipertrofia benigna, esplorazione rettale o cistoscopia recenti, eiaculazione, uso prolungato della bicicletta e attività fisica intensa, mentre alcuni farmaci per l'ipertrofia lo abbassano. Va interpretato nel contesto, guardando all'andamento nel tempo, e la decisione di eseguirlo va discussa e condivisa con il medico.

Test di farmacoerezione: si esegue somministrando con una microiniezione nei corpi cavernosi una sostanza vasoattiva, per valutare la risposta erettile ed evidenziare curvature o alterazioni non visibili a riposo.

Uretro-cistoscopia: esame endoscopico che permette di osservare dall'interno uretra e vescica mediante uno strumento a fibre ottiche introdotto dal meato uretrale.

Uretrografia: radiografia dell'uretra eseguita con mezzo di contrasto, retrograda e minzionale. È l'esame chiave per definire sede, lunghezza e numero delle stenosi.

Urinocoltura: coltura di un campione di urina per identificare eventuali microrganismi patogeni. Si accompagna all'antibiogramma, che indica a quali antibiotici il germe isolato è sensibile e permette una terapia mirata.

Uroflussometria: esame semplice e non invasivo in cui si urina in un apposito apparecchio che misura il volume emesso nell'unità di tempo, espresso in millilitri al secondo, e ne registra l'andamento su un tracciato.

Interventi e procedure

Adenomectomia prostatica transvescicale (ATV): intervento a cielo aperto in cui, attraverso un'incisione dell'addome e della vescica, si asporta la porzione di prostata ingrossata. È oggi riservata alle ghiandole di volume molto elevato, mentre nella maggior parte dei casi si preferisce la TURP o le tecniche laser, meno invasive e con recupero più rapido.

Catetere vescicale: sottile tubo flessibile introdotto nell'uretra fino alla vescica per consentire il deflusso dell'urina quando la minzione spontanea non è possibile o dopo un intervento.

Fotovaporizzazione della prostata (PVP): tecnica endoscopica che utilizza un laser, tradizionalmente il laser verde KTP, per vaporizzare il tessuto prostatico in eccesso. Comporta poco sanguinamento ed è quindi indicata anche in chi assume anticoagulanti.

Iniezioni intracavernose: microiniezioni di farmaci vasoattivi nei corpi cavernosi del pene, usate a scopo diagnostico e come terapia della disfunzione erettile. Vanno prescritte e insegnate dall'urologo: l'uso autonomo o a scopo ricreativo espone al rischio di priapismo, cioè un'erezione prolungata e dolorosa che costituisce un'urgenza medica, e di danni permanenti ai tessuti.

Intervento a cielo aperto: intervento eseguito attraverso un'incisione della cute, in contrapposizione alle procedure endoscopiche o mininvasive che utilizzano le vie naturali o piccoli accessi.

Resezione: asportazione chirurgica di una porzione di tessuto o di organo.

TUIP: incisione transuretrale della prostata. Per via endoscopica si praticano una o due incisioni che allargano il collo vescicale senza asportare tessuto; è indicata nelle prostate di volume contenuto.

TULIP: sigla storica della prostatectomia laser transuretrale guidata da ecografia, oggi superata dalle tecniche laser attuali come l'enucleazione con laser a olmio e la fotovaporizzazione.

TURP: resezione transuretrale della prostata. Si esegue per via endoscopica, senza incisioni esterne, con uno strumento detto resettore che asporta a piccoli frammenti il tessuto prostatico in eccesso. È la tecnica di riferimento per l'ipertrofia prostatica: rispetto all'intervento a cielo aperto comporta degenza e tempi di recupero più brevi e non lascia cicatrici esterne.

Uretroplastica: intervento ricostruttivo a cielo aperto per la stenosi uretrale. Il tratto malato viene asportato e i capi ricongiunti, oppure il canale viene allargato con un innesto, di solito di mucosa buccale.

Uretrotomia endoscopica: incisione della stenosi eseguita dall'interno dell'uretra con lama fredda o laser. È poco invasiva ma non rimuove il tessuto cicatriziale, per cui il restringimento può ripresentarsi.

Farmaci e prodotti naturali

Alfa-bloccanti: farmaci che rilassano la muscolatura liscia del collo vescicale e della prostata, facilitando il deflusso dell'urina. Sono la terapia di prima scelta nei sintomi dell'ipertrofia prostatica; fra gli effetti indesiderati possibili vi sono cali di pressione e alterazioni dell'eiaculazione.

Fluorochinoloni: antibiotici di sintesi ad ampio spettro, con buona penetrazione nel tessuto prostatico. Per il rischio di effetti indesiderati anche gravi il loro uso è oggi limitato a situazioni selezionate e va sempre stabilito dal medico.

Inibitori della 5-alfa-reduttasi (farmaci antiprostatici): riducono la trasformazione del testosterone in diidrotestosterone e nel tempo diminuiscono il volume della prostata. L'effetto si apprezza dopo alcuni mesi. Abbassano il valore del PSA di circa la metà, un dato indispensabile per interpretare correttamente l'esame.

Mirtillo rosso (cranberry): piccola bacca da cui si ricavano succhi e integratori, utilizzati come supporto nella prevenzione delle infezioni delle vie urinarie ricorrenti. Le prove di efficacia sono limitate e discordanti: può essere un aiuto, non sostituisce la terapia antibiotica quando serve.

Serenoa repens: palma nana originaria del sud-est degli Stati Uniti, dalle cui bacche si ricava un estratto largamente impiegato negli integratori per i disturbi urinari legati all'ipertrofia prostatica. È generalmente ben tollerata, ma anche i prodotti naturali vanno segnalati al medico.

Yohimbina: alcaloide estratto dalla corteccia di un albero dell'Africa occidentale, un tempo proposto per la disfunzione erettile. L'efficacia è modesta e gli effetti indesiderati non trascurabili, fra cui aumento della pressione arteriosa, tachicardia e ansia: gli integratori che la contengono e che circolano come afrodisiaci vanno evitati e comunque mai assunti senza controllo medico.

Termini generali

Anamnesi: la raccolta, da parte del medico, delle informazioni sulla storia clinica della persona, comprese le malattie pregresse, le terapie in corso, le abitudini di vita e la familiarità per determinate patologie. È il primo passo di ogni visita.

Empiricamente: si dice di una terapia iniziata sulla base dell'esperienza e del quadro clinico, prima che gli esami abbiano identificato con precisione la causa.

Metastasi: diffusione a distanza delle cellule di un tumore maligno, che raggiungono altri organi attraverso il sangue o i vasi linfatici.

Ormoni sessuali: sostanze prodotte dall'organismo, in particolare testosterone negli uomini ed estrogeni e progesterone nelle donne, che regolano lo sviluppo e la funzione dell'apparato riproduttivo e influenzano numerosi altri organi.

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a uno specialista.

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