Eiaculazione Precoce
di Nicolina Leone - Dopo anni di silenzio, l'eiaculazione precoce è finalmente un argomento che si può affrontare con il medico senza imbarazzo. È il disturbo sessuale maschile più diffuso, interessa una quota rilevante degli uomini adulti in almeno un periodo della vita ed è, nella maggior parte dei casi, trattabile.
Che cos'è l'eiaculazione precoce
Si parla di eiaculazione precoce quando l'eiaculazione avviene sistematicamente prima di quanto desiderato, con scarsa o nulla possibilità di controllo volontario, e questo provoca disagio personale, frustrazione o difficoltà nella relazione di coppia. Sono quindi tre gli elementi che definiscono il disturbo: la brevità del tempo di latenza, la perdita di controllo e il disagio che ne deriva.
L'ultimo punto è decisivo. Non esiste una durata "giusta" del rapporto: se non c'è sofferenza personale o di coppia, non c'è motivo di parlare di patologia. Va anche ricordato che un'eiaculazione rapida ai primi rapporti, in età giovanile, è del tutto comune e tende a correggersi spontaneamente con l'esperienza.
Forma primaria e forma acquisita
La distinzione è il primo passo della valutazione medica, perché orienta cause e terapia.
- Eiaculazione precoce primaria (o permanente): presente fin dai primi rapporti sessuali, si mantiene costante nel tempo, con tutte le partner e in ogni situazione. Ha in genere una base neurobiologica, legata alla regolazione dei neurotrasmettitori cerebrali che modulano il riflesso eiaculatorio, in particolare la serotonina, e una componente di predisposizione familiare.
- Eiaculazione precoce acquisita (o secondaria): compare dopo un periodo di vita sessuale soddisfacente. Proprio perché rappresenta un cambiamento rispetto a prima, è la forma in cui è più probabile trovare una causa organica identificabile e correggibile.
Esistono inoltre condizioni definite variabili o soggettive, in cui il tempo di latenza rientra nella norma ma l'uomo lo percepisce come insufficiente: qui il lavoro principale è informativo e psicologico.
Come avviene l'eiaculazione
Il processo si svolge in due fasi. Nella prima, detta di emissione, i dotti deferenti, le vescicole seminali e la prostata si contraggono e riversano il liquido seminale nell'uretra posteriore: è il momento percepito come punto di non ritorno, oltre il quale l'eiaculazione diventa inevitabile. Nella seconda fase, di espulsione, i muscoli del pavimento pelvico si contraggono ritmicamente e lo sperma viene emesso attraverso il meato uretrale; contemporaneamente si vive la sensazione dell'orgasmo, dopo la quale l'organismo torna gradualmente alle condizioni di partenza.
Il riflesso è controllato dal midollo spinale ma modulato dal cervello: è proprio su questa modulazione che agiscono sia le tecniche comportamentali sia i farmaci.
Le cause organiche
Nella forma acquisita conviene sempre cercare prima una causa fisica. Le più frequenti sono:
- prostatite e infiammazioni croniche della prostata o delle vie seminali;
- infezioni delle vie urinarie e uretriti;
- disfunzione erettile: chi teme di perdere l'erezione tende ad accelerare inconsapevolmente il rapporto, e i due disturbi finiscono per alimentarsi a vicenda;
- ipertiroidismo e altri squilibri ormonali;
- frenulo breve o alterazioni anatomiche locali;
- patologie urologiche come il varicocele o la stenosi uretrale, che possono contribuire al quadro;
- sospensione di alcuni farmaci o abuso di sostanze.
Le cause psicologiche e relazionali
- ansia da prestazione: il timore di deludere il partner genera una tensione che accorcia ulteriormente il rapporto, in un circolo vizioso che si autoalimenta;
- stress lavorativo, stanchezza cronica e disturbi del sonno;
- depressione e stati ansiosi;
- conflittualità di coppia o scarsa comunicazione sessuale;
- mancanza di intimità e di riservatezza nell'ambiente domestico;
- lunghi periodi di astinenza, eccitazione molto intensa, abitudini masturbatorie improntate alla rapidità;
- abuso di alcol e di sostanze stupefacenti, che peggiorano complessivamente la risposta sessuale.
Come si arriva alla diagnosi
La valutazione è soprattutto clinica. Il medico raccoglie la storia sessuale, chiede da quanto tempo dura il problema, se è sempre stato presente o è comparso in seguito, se si manifesta in ogni circostanza o solo con una partner, e indaga la presenza di sintomi urinari, di difficoltà erettile e di terapie in corso. Sono utili questionari validati per misurare il grado di controllo percepito e il disagio.
Gli esami sono mirati e non di routine: esame delle urine e spermiocoltura in caso di sospetta infezione, valutazione ormonale tiroidea quando l'anamnesi lo suggerisce, visita urologica per escludere alterazioni locali. In presenza di sofferenza personale o di coppia importante è opportuno il coinvolgimento di uno psicosessuologo.
L'approccio comportamentale
È il primo trattamento nella maggior parte dei casi e non ha effetti indesiderati. Si basa su esercizi che insegnano a riconoscere le sensazioni che precedono il punto di non ritorno e a modularle:
- tecnica dello stop and start: la stimolazione viene interrotta appena si avverte l'imminenza dell'eiaculazione e ripresa quando la sensazione si attenua, ripetendo il ciclo più volte;
- tecnica della compressione (squeeze): una pressione esercitata alla base del glande riduce il livello di eccitazione e permette di prolungare il rapporto;
- esercizi di rinforzo e di controllo della muscolatura del pavimento pelvico;
- tecniche di respirazione e di rilassamento per ridurre l'ansia anticipatoria.
Questi esercizi danno i risultati migliori se svolti con costanza e, quando possibile, insieme alla partner, all'interno di un percorso guidato da un sessuologo clinico.
Le terapie mediche
Sul piano farmacologico si utilizzano essenzialmente due strategie, sempre su prescrizione e dopo valutazione specialistica. La prima è rappresentata dagli anestetici locali di superficie, in crema o spray, che riducono la sensibilità del glande; vanno applicati secondo le indicazioni ricevute e richiedono attenzione, perché possono ridurre la sensibilità anche alla partner se non si osservano le precauzioni consigliate.
La seconda è costituita da farmaci che agiscono sulla ricaptazione della serotonina, tra cui una molecola sviluppata specificamente per l'assunzione al bisogno. Non sono prodotti da usare in autonomia: hanno controindicazioni, possibili effetti indesiderati e interazioni con altre terapie, e la scelta spetta al medico. Come per tutti i farmaci della sfera sessuale, va evitato ogni acquisto su siti non autorizzati, dove circolano prodotti contraffatti.
Quando esiste una causa organica, il trattamento parte da lì: curare una prostatite, correggere un frenulo breve o trattare una disfunzione erettile associata può risolvere il problema o ridurlo sensibilmente. L'esperienza clinica indica che l'approccio combinato, che affianca la terapia farmacologica al lavoro comportamentale e sessuologico, offre risultati più stabili nel tempo rispetto al farmaco da solo, perché agisce anche sull'ansia e sulle abitudini che mantengono il disturbo.
Il ruolo della coppia e quando rivolgersi al medico
Coinvolgere la partner è quasi sempre utile: il disturbo viene vissuto in due e in due si affronta meglio, anche perché il silenzio e l'evitamento dei rapporti tendono a peggiorare l'ansia. È opportuno rivolgersi al medico quando il problema si ripete, dura da mesi, incide sulla serenità personale o sulla relazione, oppure quando compare all'improvviso dopo un periodo senza difficoltà: in quest'ultimo caso una valutazione urologica è particolarmente indicata.
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a uno specialista.

