Chinesiterapia

di Nicolina Leone - Per chinesiterapia si intende la branca della fisioterapia che cura attraverso il movimento. In ambito urologico indica la riabilitazione del pavimento pelvico: un percorso che insegna a riconoscere, rinforzare e controllare i muscoli che sostengono vescica, uretra e retto.

Che cos'è il pavimento pelvico e perché rieducarlo

Il pavimento pelvico è l'insieme di muscoli e legamenti che chiude in basso il bacino, come un'amaca tesa fra osso pubico e coccige. Sostiene gli organi pelvici e, soprattutto, controlla gli sfinteri: è grazie a questa muscolatura che si trattiene l'urina e la si lascia defluire quando lo si decide.

Si tratta di muscoli volontari, esattamente come quelli di braccia e gambe, con una differenza sostanziale: non si vedono e quasi nessuno ha imparato a usarli consapevolmente. Quando si indeboliscono, per l'età, il sovrappeso, la stitichezza cronica, il parto, un intervento chirurgico o la tosse cronica, compaiono perdite di urina, urgenza e difficoltà di controllo. Quando invece diventano troppo contratti, cioè ipertonici, possono provocare dolore pelvico e difficoltà a urinare. In entrambe le situazioni la chinesiterapia interviene rieducando il gesto, non sostituendolo.

Quando è indicata

L'applicazione più nota è la cura dell'incontinenza urinaria, un problema che chi ne soffre tende a nascondere per pudore, e che negli uomini viene dichiarato ancora più tardi che nelle donne. Il risultato è che molte persone convivono per anni con un disturbo che si potrebbe migliorare sensibilmente.

La riabilitazione è indicata nell'incontinenza da sforzo, cioè le perdite con colpi di tosse, starnuti, risate o sollevamento di pesi; nell'incontinenza da urgenza, con la rieducazione della vescica e le tecniche per rinviare lo stimolo; e nelle forme miste. Nell'uomo ha un ruolo particolarmente importante dopo la chirurgia della prostata, dove iniziare precocemente riduce durata ed entità delle perdite. Si utilizza inoltre nell'incontinenza fecale, nella sindrome dolorosa pelvica cronica, nel dolore pelvico da ipertono muscolare e come preparazione o supporto a un intervento chirurgico.

Come si svolge il trattamento

Il percorso comincia con una valutazione del fisioterapista specializzato, che verifica se la persona è in grado di contrarre correttamente il pavimento pelvico. È un passaggio essenziale: molti, credendo di contrarre, spingono verso il basso o attivano glutei e addominali, ottenendo l'effetto contrario.

La modalità attiva è il cuore della terapia e consiste in esercizi di contrazione e rilasciamento volontari della muscolatura perineale, i cosiddetti esercizi di Kegel, eseguiti in sequenze e posizioni diverse secondo un programma personalizzato. Si alternano contrazioni brevi e intense a contrazioni prolungate, e si impara progressivamente a usare i muscoli nelle situazioni della vita quotidiana, per esempio contraendo prima di tossire o di sollevare un peso.

La modalità passiva è affidata al terapeuta, che con manovre manuali e tecniche di rilassamento aiuta a percepire e a decontrarre una muscolatura troppo rigida. Si usa soprattutto nelle forme dolorose e in chi non riesce ancora ad attivare i muscoli volontariamente.

A supporto si impiegano due strumenti. Il biofeedback traduce l'attività muscolare in un segnale visivo o sonoro su uno schermo, permettendo di capire immediatamente se si sta lavorando nel modo giusto. L'elettrostimolazione invia, attraverso una piccola sonda, impulsi elettrici a bassa intensità che provocano la contrazione dei muscoli perineali: è utile quando la percezione è quasi assente e serve a far riconoscere il movimento da riprodurre poi da soli.

Quanto dura e quali risultati aspettarsi

Le sedute si svolgono in ambulatorio, durano dai trenta ai quaranta minuti e sono in genere una o due a settimana, per un ciclo di circa dieci-dodici incontri. I primi miglioramenti si notano dopo qualche settimana, ma il beneficio pieno richiede alcuni mesi.

La condizione decisiva è la costanza: gli esercizi vanno proseguiti a casa ogni giorno e mantenuti nel tempo, perché un muscolo che smette di essere allenato torna a indebolirsi. Contribuiscono al risultato anche il controllo del peso, il trattamento della stitichezza e abitudini corrette alla toilette.

La chinesiterapia è una terapia non invasiva e priva di effetti indesiderati, che nelle forme lievi e moderate può evitare il ricorso alla chirurgia. Non sostituisce però la diagnosi: prima di iniziare occorre che il medico abbia inquadrato la causa dei disturbi, escludendo per esempio infezioni o altre patologie. Molti dei termini incontrati in questa pagina sono spiegati nel glossario di urologia.

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a uno specialista.

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